(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Uso abusivo di sigilli e strumenti veri

Articolo 471 - Codice Penale

Chiunque, essendosi procurati i veri sigilli o i veri strumenti destinati a pubblica autenticazione o certificazione, ne fa uso a danno altrui, o a profitto di sé o di altri, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a € 309.

Articolo 471 - Codice Penale

Chiunque, essendosi procurati i veri sigilli o i veri strumenti destinati a pubblica autenticazione o certificazione, ne fa uso a danno altrui, o a profitto di sé o di altri, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a € 309.

Note

Tabella procedurale

Arresto: non consentito.
Fermo di indiziato di delitto: non consentito.
Misure cautelari personali: non consentite.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico. 33 ter c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

Non integra il reato di uso abusivo di sigilli (art. 471 c.p.) la condotta di colui che utilizzi il timbro riproducente il nome e cognome di un professionista (nella specie ingegnere) nonché il numero dell’iscrizione al relativo albo su relazioni relative a lavori di manutenzione straordinaria considerato che esso non è strumento di pubblica autenticazione o certificazione non essendo predisposto da un ente pubblico a tali fini; inoltre le indicazioni in esso impresse una volta apposte su un dato atto non hanno una portata autonoma e diversa rispetto alle altre dichiarazioni in quest’ultimo contenute trattandosi di un’apposizione che sostituisce enunciazione formale di provenienza senza che questa costituisca tuttavia oggetto di pubblica attestazione o certificazione. Per contro gli strumenti destinati a pubblica autenticazione o certificazione oggetto della tutela penale di cui all’art. 471 devono recare all’origine nella stessa struttura e conformazione l’indicazione di siffatta funzione la quale pertanto non può identificarsi con l’uso pratico che di volta in volta si faccia. Cass. pen. sez. V 27 febbraio 2008 n. 8652

Non integra il reato di uso abusivo di sigilli o altri strumenti di pubblica autenticazione o certificazione la condotta del medico il quale utilizzi il timbro ad inchiostro recante il nominativo ed il codice regionale di altro medico convenzionato con il servizio sanitario nazionale su certificazioni mediche e prescrizioni in quanto il suddetto timbro vale solo ad individuare la provenienza amministrativa di queste ultime e non la persona sica del medico che le redige tanto che di esso può avvalersi anche il sostituto temporaneo previa aggiunta del proprio timbro personale la cui mancanza peraltro costituisce una irregolarità non rilevante sotto il profilo penale. Cass. pen. sez. II 24 ottobre 2001 n. 38333

Office Advice Logo

Office Advice © 2020 – Tutti i diritti riservati