(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Vendita o acquisto di cose con impronte contraffatte di una pubblica autenticazione o certificazione

Articolo 470 - Codice Penale

Chiunque, fuori dei casi di concorso (110) nei reati preveduti dagli articoli precedenti, pone in vendita o acquista cose sulle quali siano le impronte contraffatte di una pubblica autenticazione o certificazione, soggiace alle pene rispettivamente stabilite per i detti reati.

Articolo 470 - Codice Penale

Chiunque, fuori dei casi di concorso (110) nei reati preveduti dagli articoli precedenti, pone in vendita o acquista cose sulle quali siano le impronte contraffatte di una pubblica autenticazione o certificazione, soggiace alle pene rispettivamente stabilite per i detti reati.

Note

Tabella procedurale

Massime

Integra il reato previsto dall’art. 470 c.p. il porre in vendita biglietti di ingresso a manifestazioni sportive recanti il contrassegno SIAE contraffatto in quanto quest’ultimo ha natura giuridica di impronta di pubblica autenticazione e certificazione. (In motivazione la Corte ha escluso che la sentenza Corte di Giustizia U.E. 8 novembre 2007 C-20/05 in c. Schwibbert abbia inciso sulla rilevanza penale del fatto). Cass. pen. sez. V 3 dicembre 2010 n. 43027

In relazione al delitto di cui all’art. 470 c.p. per impronta di pubblica autenticazione o certificazione si intende non solo quella proveniente da un ente pubblico ma anche quella la cui presenza su determinate cose è imposta dalla legge al fine di garantire al fruitore delle stesse la autenticità della provenienza e della correlata certificazione. In particolare con riguardo ai metalli preziosi il decreto legislativo 22 maggio 1999 n. 251 ha stabilito l’obbligatoria apposizione sugli stessi di marchi di identificazione rispondenti ai requisiti specifici individuati nello stesso provvedimento legislativo i quali possono essere richiesti anche da soggetti privati. (Nella fattispecie la S.C. ha ritenuto che un marchio ed una certificazione falsi impressi su un lingotto dorato sono idonei ad integrare la materialità del reato suddetto in quanto in grado di ingannare in ordine alla provenienza ed alla certificazione). Cass. pen. sez. I 25 febbraio 2004 n. 8414

In tema di impronte di autenticazione o certificazione contraffatte non può essere ritenuta inidonea ai sensi dell’art. 49 comma 2 c.p. e quindi definita come falso grossolano la contraffazione che pur essendo imperfetta e riconoscibile da una cerchia di esperti sia tale da comportare per la media delle persone la possibilità (e non solo la probabilità) di inganno. Cass. pen. sez. I 25 febbraio 2004 n. 8414

Integra il reato di cui all’art. 470 c.p. la vendita di metalli recanti la contraffazione dello strumento certificativo a nulla rilevando la grossolanità della punzonatura contraffatta né la mancata stampigliatura sul metallo della sigla del produttore e del luogo di fabbricazione. Cass. pen. sez. V 12 maggio 2000 n. 5607

Integra il delitto di cui all’art. 470 c.p. (vendita o acquisto di cose con impronte contraffatte di una pubblica autenticazione o certificazione) la fraudolenta utilizzazione di una riproduzione fotografica di un contrassegno originale. (Fattispecie relativa alla vendita di videocassette recanti sul frontespizio la riproduzione fotografica del contrassegno della Siae). Cass. pen. sez. V 12 aprile 1995 n. 3998

Il reato di cui all’art. 1 legge n. 406 del 1981 non ha carattere speciale rispetto a quello previsto dall’art. 470 c.p. Infatti mentre l’art. 470 c.p. punisce il fatto di chi pone in vendita cose con le impronte contraffatte di una pubblica autenticazione o certificazione l’art. 1 legge n. 406 del 1981 punisce invece chi pone in commercio o detiene per la vendita strumenti fonografici riprodotti abusivamente in quanto non preceduti dal pagamento dei diritti d’autore e quindi indipendentemente dalla circostanza che rechino o meno impronte false. I due reati pertanto oltre ad essere diretti alla tutela di differenti interessi si concretano in condotte materiali ontologicamente diverse che conseguentemente concorrono tra loro in mancanza di elementi specializzanti che caratterizzino l’uno rispetto all’altro. (Fattispecie relativa alla vendita di musicassette abusivamente riprodotte e con impronta della Siae contraffatta). Cass. pen. sez. V 12 febbraio 1992 n. 1483

Il numero di telaio di un’autovettura è un elemento importante per l’identificazione del veicolo e come tale anche se è impresso dalla casa costruttrice straniera essendo oggetto insieme ad altri segni particolari di riconoscimento di accordi internazionali sottoscritti dagli Stati interessati e quindi soggetto ad omologazione da parte degli organi competenti dello Stato italiano ha indubbia rilevanza giuridica stante la funzione cui esso adempie di autenticazione pubblica. Di conseguenza ogni alterazione o contraffazione integra il reato di cui all’art. 470 c.p. quando il veicolo così contraffatto e in circolazione sia posto in vendita o acquistato nella piena consapevolezza dell’intervenuta manipolazione. Cass. pen. sez. II 11 giugno 1991 n. 6438

La norma di cui all’art. 1 della L. 29 luglio 1981 n. 406 che punisce tra l’altro la vendita di cassette stereo prive del contrassegno della Siae non ha innovato circa la natura del reato che resta finalizzato alla tutela del diritto di autore. Infatti la contraffazione delle impronte della Siae sulle musicassette continua a ricadere sotto la tutela degli artt. 468 e 470 c.p. (Nella specie è stata esclusa la natura di reato finanziario dell’ipotesi prospettata e si è ritenuta perché si trattava di un conflitto di competenza la competenza del pretore e non già del tribunale). Cass. pen. sez. I 18 aprile 1985 n. 832

Nell’ipotesi di acquisto di cose con le impronte contraffatte di una pubblica autenticazione o certificazione il reato di cui all’art. 470 c.p. deve ritenersi consumato allorché si tratti di vendita con spedizione e cioè da piazza a piazza n dal momento della consegna al vettore perché con tale atto si esaurisce l’adempimento dell’obbligazione del venditore e nel contempo si determina il passaggio della disponibilità delle cose al destinatario. Mentre l’art. 1 della L. 29 luglio 1981 n. 406 sanziona la abusiva riproduzione a fine di lucro di dischi nastri o supporti analoghi e la detenzione per la vendita da parte di chi non sia concorso nella riproduzione abusiva l’art. 470 c.p. sanziona invece – esclusi i casi di concorso con i contraffattori – la messa in vendita o l’acquisto di cose sulle quali figurino le impronte contraffatte di una pubblica autenticazione o certificazione. Pertanto rientra nell’ipotesi di cui all’art. 470 c.p. il fatto di chi vende musicassette con le impronte contraffatte della Siae. Cass. pen. sez. V 2 dicembre 1983 n. 10323

Integra gli estremi del tentativo del reato di cui all’art. 470 c.p. la condotta di chi mette in vendita apparecchi elettrici o elettronici con marchio CE falso. Cass. pen. sez. V 30 giugno 2010 n. 24696

Fra le condotte previste dagli artt. 648 (ricettazione) e 470 (vendita o acquisto di cose con impronte contraffatte di una pubblica autenticazione o certificazione) c.p. non esiste rapporto di specialità; non è dato rinvenire in esse infatti alcun elemento in comune: né l’obiettività giuridica essendo il reato di cui all’art. 470 c.p. diretto a tutelare la pubblica fede e non il patrimonio come la ricettazione né l’elemento materiale in quanto l’aver detenuto per vendere l’oggetto contraffatto è comportamento successivo e comunque dotato di una propria autonomia rispetto alla ricezione – ancorché necessaria – della merce di origine delittuosa. Cass. pen. sez. II 2 dicembre 1996 n. 10297

Il reato di cui all’art. 470 c.p. (vendita o acquisto di cose con impronte contraffatte di una pubblica autenticazione o certificazione) costituisce autonoma figura di reato e non circostanza attenuante dei reati di cui agli artt. 467 468 469 c.p. anche se la relativa sanzione è indicata come «ridotta di un terzo» rispetto a quelle previste dalle norme incriminatrici degli stessi. Conseguentemente in applicazione dell’art. 7 comma 1 c.p.p. la cognizione del delitto di cui all’art. 470 c.p. sanzionabile con pena detentiva non superiore nel massimo a quattro anni appartiene alla competenza per materia del pretore. (Fattispecie relativa a conflitto negativo di competenza). Cass. pen. sez. I 22 maggio 1996 n. 763

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