(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Contraffazione di altri pubblici sigilli o strumenti destinati a pubblica autenticazione o certificazione e uso di tali sigilli e strumenti contraffatti

Articolo 468 - Codice Penale

Chiunque contraffà il sigillo di un ente pubblico o di un pubblico ufficio, ovvero, non essendo concorso (110) nella contraffazione, fa uso di tale sigillo contraffatto, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da € 103 a € 1.032 (469, 470).
La stessa pena si applica a chi contraffà altri strumenti destinati a pubblica autenticazione o certificazione, ovvero, senza essere concorso (110) nella contraffazione, fa uso di tali strumenti (469470).

Articolo 468 - Codice Penale

Chiunque contraffà il sigillo di un ente pubblico o di un pubblico ufficio, ovvero, non essendo concorso (110) nella contraffazione, fa uso di tale sigillo contraffatto, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da € 103 a € 1.032 (469, 470).
La stessa pena si applica a chi contraffà altri strumenti destinati a pubblica autenticazione o certificazione, ovvero, senza essere concorso (110) nella contraffazione, fa uso di tali strumenti (469470).

Note

Tabella procedurale

Arresto: facoltativo in flagranza. 381 c.p.p.
Fermo di indiziato di delitto: non consentito.
Misure cautelari personali: consentite. 280287 c.p.p.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico. 33 ter c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

Integra il reato di cui all’art. 468 c.p. (contraffazione di altri pubblici sigilli o strumenti destinati a pubblica autenticazione o certificazione) la contraffazione di un timbro recante la dicitura «revisione regolare» e «il funzionario M.C.T.C.» – formalmente adottata sulla base di norme primarie e secondarie per la certificazione dell’avvenuto espletamento di procedure affidate agli uffici della motorizzazione – in quanto essa ancorché nel timbro in questione non figuri anche il sigillo dello Stato è di per sé significativa del fatto che lo strumento è idoneo a rilasciare una timbratura apparentemente proveniente dall’ufficio pubblico competente e attestativa della effettuazione delle procedure ad esso demandate. Cass. pen. sez. V 14 novembre 2007 n. 42030

L’intervenuta privatizzazione dell’Ente Poste non ha affatto modificato il contenuto delle norme incriminatrici e percirimane immutata la punibilità della contraffazione dei sigilli da apporre a ricevute di conto corrente. Cass. pen. sez. V 2 dicembre 2005 n. 44015

Rientra nell’ambito degli strumenti di pubblica autenticazione o certificazione di cui all’art. 468 comma secondo c.p. il sigillo recante la dicitura «C.I. Carni Italiane» adottato per certificare la provenienza nazionale della carne macellata considerato che la normativa del Ministero della Sanità tipicizza detto strumento in attuazione di preesistenti norme di legge – disciplinandone l’uso e imponendo che sia utilizzato solo da chi macella la carne attività autorizzata a date condizioni dalla P.A. e sotto il controllo del veterinario – in quanto detta dicitura attesta che per l’allevamento degli animali sono state seguite le prescrizioni dettate dalle norme nazionali. Cass. pen. sez. V 23 febbraio 2005 n. 06815

Il reato di cui all’art. 468 c.p. si consuma nel momento e nel luogo in cui lo strumento contraffatto viene creato ad opera del suo autore o di chi per lui senza che occorra ai fini della perfezione del reato stesso che di tale strumento venga fatto uso. L’uso (eventuale) o anche continuato dello strumento da parte dell’autore della contraffazione costituisce pertanto un post factum non punibile con la conseguenza che contraffazione ed uso sono previste come condotte alternative e non possono concorrere. Cass. pen. sez. V 25 gennaio 1999 n. 6037

Il reato di contraffazione di sigillo si consuma nel momento e nel luogo in cui la contraffazione viene eseguita non occorrendo che venga fatto uso dello strumento contraffatto. L’uso di strumenti il cui sigillo sia stato contraffatto costituisce una distinta ipotesi criminosa rispetto al reato di contraffazione di sigillo solo nell’ipotesi che detto uso sia fatto da persona non responsabile di concorso nella contraffazione. Non è contraddittoria la condanna per istigazione alla contraffazione di sigillo e per il conseguente uso dello strumento contraffatto di sigillo a titolo di concorso per la cui configurabilità non è necessario l’uso dello strumento contraffatto. Cass. pen. sez. V 15 febbraio 1982 n. 1490

Ai fini della configurabilità del delitto di contraffazione di pubblici sigilli in quest’ultima categoria vanno annoverati anche gli strumenti capaci di un’indeterminata ripetizione dell’impronta autenticatrice. (Nella specie relativa ad utilizzazione di matrice allestita mediante computer con l’illecito inserimento nella memoria dell’hard disk di codici non corrispondenti a quelli assegnati ai funzionari della Motorizzazione civile ai fini della certificazione di superamento della prova di revisione di un autoveicolo commerciale la Corte ha ritenuto configurabile il delitto di cui all’art. 468 c.p. e non quello previsto dall’articolo successivo). Cass. pen. sez. V 9 agosto 2007 n. 32573

Si verifica nullità della sentenza ai sensi dell’art. 522 comma secondo c.p.p. per mancanza di correlazione tra contestazione e pronunzia nel caso in cui l’imputato rinviato a giudizio per rispondere del reato di contraffazione di pubblici sigilli o strumenti destinati a pubblica autenticazione o certificazione sia poi condannato per il reato di contraffazione delle impronte di una pubblica autenticazione o certificazione. La condotta dell’agente infatti è essenzialmente diversa in quanto nella prima ipotesi criminosa (art. 468 c.p.) l’autore falsifica lo strumento destinato a riprodurre l’impronta rendendo possibile una riproduzione anche in serie di essa; nella seconda (art. 469 c.p.) egli falsifica la impronta stessa senza creare una falsa matrice ma operando direttamente sul documento mediante incisioni disegni colorazioni od altro in modo che la contraffazione richieda di volta in volta un’opera particolare. Cass. pen. sez. V 20 giugno 2001 n. 25004

Office Advice Logo

Office Advice © 2020 – Tutti i diritti riservati