(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Fabbricazione o detenzione di filigrane o di strumenti destinati alla falsificazione di monete, di valori di bollo o di carta filigranata

Articolo 461 - Codice Penale

Chiunque fabbrica, acquista, detiene o aliena filigrane, programmi e dati (1) informatici (2) o strumenti destinati [esclusivamente] (3) alla contraffazione o alterazione di monete, di valori di bollo o di carta filigranata (460) è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da € 103 a € 516 (458, 459, 463).
La stessa pena si applica se le condotte previste dal primo comma hanno ad oggetto ologrammi o altri componenti della moneta destinati ad assicurarne la protezione contro la contraffazione o l’alterazione (4).

Articolo 461 - Codice Penale

Chiunque fabbrica, acquista, detiene o aliena filigrane, programmi e dati (1) informatici (2) o strumenti destinati [esclusivamente] (3) alla contraffazione o alterazione di monete, di valori di bollo o di carta filigranata (460) è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da € 103 a € 516 (458, 459, 463).
La stessa pena si applica se le condotte previste dal primo comma hanno ad oggetto ologrammi o altri componenti della moneta destinati ad assicurarne la protezione contro la contraffazione o l’alterazione (4).

Note

(1) Le parole: «e dati» sono state inserite dall’art. 1, comma 1, lett. b), n. 1), del D.L.vo 21 giugno 2016, n. 125.
(2) Le parole: «, programmi informatici» sono state inserite dall’art. 5, comma 01, del D.L. 25 settembre 2001, n. 350, convertito, con modificazioni, nella L. 23 novembre 2001, n. 409.
(3) La parola fra parentesi quadrate è stata soppressa dall’art. 1, comma 1, lett. b), n. 2), del D.L.vo 21 giugno 2016, n. 125.
(4) Questo comma è stato aggiunto dall’art. 5, comma 1, del D.L. 25 settembre 2001, n. 350, convertito, con modificazioni, nella L. 23 novembre 2001, n. 409.

Tabella procedurale

Arresto: facoltativo in flagranza. 381 c.p.p.
Fermo di indiziato di delitto: non consentito.
Misure cautelari personali: consentite. 280287 c.p.p.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico. 33 ter c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

Sussiste il concorso tra il reato di cui all’art. 453 c.p. (falsificazione di monete spendita e introduzione nello Stato previo concerto di monete falsificate) e quello di cui all’art. 461 c.p. (fabbricazione o detenzione di filigrane o di strumenti destinati alla falsificazione di monete,di valori di bollo o di carta filigranata) qualora vi sia una soluzione di continuità tra l’azione che perfeziona il reato meno grave e la condotta che integra quello più grave e non si esaurisca in quest’ultimo il complesso dell’attività esplicatasi n dall’inizio in quanto in tal caso il reato di cui all’art. 461 c.p. mantiene carattere autonomo. (In applicazione di questo principio la S.C. ha ritenuto immune da censure la decisione del giudice di merito che aveva ravvisato la sussistenza del concorso tra i reati di cui agli articoli 453 e 461 c.p. nel caso di un imputato che aveva falsificato banconote da euro 50 facendole apparire da euro 250 e aveva predisposto attrezzature e materiali per la successiva falsificazione di banconote da 20 e di altre da 50 euro). Cass. pen. sez. V 14 dicembre 2005 n. 45327

Mentre la contraffazione o l’alterazione di biglietti di Stato aventi corso legale come moneta (art. 453 nn. 1 e 2 c.p.) può eseguirsi con qualunque mezzo idoneo anche se a ciò non specificamente destinato l’art. 461 c.p. prende in considerazione la pericolosità intrinseca di strumenti aventi specifica ed esclusiva destinazione alla contraffazione o alterazione di monete di valori di bollo o di carta filigranata non altrimenti utilizzabili quindi che per commettere alcuno dei fatti preveduti dagli artt. 453 454 459 e 460 c.p. Deve trattarsi cioè di strumenti aventi caratteristiche tali che la loro funzione cioè la loro destinazione oggettiva non possa essere che la falsificazione di monete di carta filigranata o di valori di bollo poiché il divieto di detenzione non concerne strumenti suscettivi di uso diverso o promiscuo anche se per destinazione soggettiva del detentore preordinati alla falsificazione. Cass. pen. sez. V 8 novembre 1968 n. 1043

L’art. 461 c.p. prevedendo un reato di pericolo punisce il solo fatto della fabbricazione dell’acquisto o della detenzione di ogni mezzo oggettivamente idoneo a compiere anche in parte soltanto il processo esecutivo della contraffazione indipendentemente dall’uso quindi anche non del tutto pronti all’uso immediato o non del tutto idonei ma suscettivi di perfezionamento purché abbiano l’esclusiva destinazione alla fabbricazione delle monete nel che si riscontra tanto l’elemento oggettivo quanto quello soggettivo del reato. È sufficiente quindi un’idoneità relativa a differenza che per l’art. 453 c.p. al cui perfezionamento non è sufficiente l’idoneità relativa perché la contraffazione deve essere tale da potere trarre in inganno un certo numero di persone di normale avvedutezza. Cass. pen. sez. III 25 maggio 1964

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