(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate

Articolo 455 - Codice Penale

Chiunque, fuori dei casi preveduti dai due articoli precedenti, introduce nel territorio dello Stato (4), acquista o detiene monete contraffatte o alterate, al fine di metterle in circolazione, ovvero le spende o le mette altrimenti in circolazione, soggiace alle pene stabilite nei detti articoli ridotte da un terzo alla metà (456, 458, 459, 463, 694; 74, 88 att. c.p.p.).

Articolo 455 - Codice Penale

Chiunque, fuori dei casi preveduti dai due articoli precedenti, introduce nel territorio dello Stato (4), acquista o detiene monete contraffatte o alterate, al fine di metterle in circolazione, ovvero le spende o le mette altrimenti in circolazione, soggiace alle pene stabilite nei detti articoli ridotte da un terzo alla metà (456, 458, 459, 463, 694; 74, 88 att. c.p.p.).

Note

Tabella procedurale

Arresto: facoltativo in flagranza in relazione all’art. 453; non consentito in relazione all’art. 454. 381 c.p.p.; 453 c.p.; 454 c.p.
Fermo di indiziato di delitto: non consentito.
Misure cautelari personali: consentite in relazione all’art. 453; non consentite in relazione all’art. 454. 280287 c.p.p.; 453 c.p.; 454 c.p.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico. 33 ter c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

In tema di falso nummario (art. 455 c.p.) sussiste la legittimazione a costituirsi parte civile del soggetto presso il quale la moneta contraffatta sia stata spesa e che abbia subito un pregiudizio di natura patrimoniale il quale è risarcibile anche in sede penale secondo la previsione generale dell’art. 185 comma secondo c.p. – che fa riferimento «ad ogni reato che abbia cagionato un danno patrimoniale o non patrimoniale» mentre nessun rilievo assume il fatto che trattandosi di reato contro la fede pubblica esuli dalla tutela penale il danno patrimoniale eventualmente sofferto dal privato in quanto ciò significa semplicemente che tale danno non rientra negli elementi costitutivi della fattispecie di reato ma non certo che il danno eventualmente subito non sia risarcibile. Cass. pen. sez. V 22 dicembre 2004 n. 49039

Anche dopo il 1 marzo 2002 data in cui è stato definitivamente introdotto l’euro nel nostro sistema monetario integra il reato di cui all’art. 455 c.p. la detenzione di banconote in lire italiane contraffatte al fine della messa in circolazione in quanto per «moneta avente corso legale nello Stato o fuori» secondo la formula dell’art. 453 n. 1 stesso codice deve intendersi quella cui sia stata attribuita dallo Stato che la conia attraverso gli organi e secondo le modalità del proprio ordinamento giuridico la nozione di mezzo di pagamento con efficacia liberatoria e tale carattere la lira indirettamente conserva in ragione della legale possibilità per un periodo decennale della sua conversione nella nuova valuta riconosciuta dall’ordinamento. Cass. pen. sez. I 22 agosto 2003 n. 34695

Ai fini della configurabilità del reato di detenzione di monete contraffatte per metterle in circolazione è necessario il dolo specifico – sub specie di intenzione del soggetto agente di mettere in circolazione le banconote contraffatte ricevute in malafede – che può essere liberamente purché logicamente desunto da qualsiasi elemento sintomatico; pertanto è a tal fine rilevante il difetto di qualsiasi indicazione da parte dell’imputato in ordine alla provenienza delle dette banconote nonché di un qualunque diverso lecito fine della detenzione trattandosi di elementi sintomatici e convergenti e quindi valutabili in concorso di altri elementi nel riconoscimento del dolo. Cass. pen. sez. V 12 marzo 2015 n. 10539

Per la configurabilità del reato di detenzione al fine di metterle in circolazione di banconote contraffatte (art. 455 c.p.) è necessario il dolo specifico – “sub specie” di intenzione del soggetto agente di mettere in circolazione le banconote contraffatte ricevute in malafede – che può essere liberamente purché logicamente desunto da qualsiasi elemento sintomatico; a tal fine è pertanto rilevante il difetto di una qualsiasi indicazione da parte dell’imputato in ordine alla provenienza delle dette banconote nonché di un qualunque diverso lecito fine della detenzione trattandosi di elementi sintomatici e convergenti e pertanto valutabili in concorso di altri elementi nel riconoscimento del dolo. Cass. pen. sez. V 26 agosto 2011 n. 32914

Al fine dell’integrazione dell’elemento soggettivo del reato di spendita di monete falsificate previsto dall’art. 455 c.p. non occorre una assoluta conoscenza della falsità nel momento in cui sono ricevute essendo sufficiente anche il dubbio per escludere quella buona fede nella ricezione che nei congrui casi trasferisce il fatto sotto il titolo meno grave dell’art. 457 c.p. Cass. pen. sez. V 21 maggio 2010 n. 19465

Il dolo specifico nel reato di cui art. 455 c.p. è richiesto soltanto in relazione alle condotte di importazione acquisto o detenzione di monete contraffatte o alterate come fine di metterle in circolazione e non anche per le condotte di spendita o messa in circolazione. Cass. pen.,sez. V 5 ottobre 2009 n. 38599

Non è configurabile un concorso apparente fra le norme di cui agli artt. 640 e 455 cod. pen. in quanto le relative fattispecie che tutelano beni giuridici diversi non si pongono fra loro in rapporto di specialità ai sensi dell’art. 15 cod. pen. richiedendo la prima non solo l’esistenza di artici e raggiri – integrati in tesi dalla spendita di monete falsificate – ma anche gli ulteriori elementi essenziali costituiti dall’induzione in errore e dall’atto di disposizione patrimoniale. Cass. pen. sez. V 19 febbraio 2019 n. 7558

Il reato d’introduzione nello Stato o di messa in circolazione di monete false da parte di chi non ha concorso nella falsificazione non concorre con quello di ricettazione che resta in esso assorbito per il principio di specialità. Cass. pen.,sez. V 10 luglio 2009 n. 28443

Non sussiste rapporto di specialità tra le disposizioni di cui agli artt. 455 c.p. (spendita e introduzione nello Stato senza concerto di monete falsificate ) e 648 bis c.p. (riciclaggio ) atteso che le norme tutelano beni giuridici diversi: la prima tutela la regolare circolazione della moneta e la credibilità degli istituti di emissione ; la seconda tutela il patrimonio e l’ordine economico. Cass. pen. sez. II 25 giugno 2008 n. 25773

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