(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate

Articolo 453 - Codice Penale

È punito con la reclusione da tre a dodici anni e con la multa da € 516 a € 3.098 (7, 454, 456, 459, 463):
1) chiunque contraffà monete nazionali o straniere, aventi corso legale nello Stato o fuori;
2) chiunque altera in qualsiasi modo monete genuine, col dare ad esse l’apparenza di un valore superiore;
3) chiunque, non essendo concorso (110) nella contraffazione o nell’alterazione, ma di concerto con chi l’ha eseguita ovvero con un intermediario, introduce nel territorio dello Stato (4) o detiene o spende o mette altrimenti in circolazione monete contraffatte o alterate;
4) chiunque, al fine di metterle in circolazione, acquista o comunque riceve da chi le ha falsificate, ovvero da un intermediario, monete contraffatte o alterate (74, 88 att. c.p.p.).
La stessa pena si applica a chi, legalmente autorizzato alla produzione, fabbrica indebitamente, abusando degli strumenti o dei materiali nella sua disponibilità, quantitativi di monete in eccesso rispetto alle prescrizioni (1).
La pena è ridotta di un terzo quando le condotte di cui al primo e secondo comma hanno ad oggetto monete non aventi ancora corso legale e il termine iniziale dello stesso è determinato (1).

Articolo 453 - Codice Penale

È punito con la reclusione da tre a dodici anni e con la multa da € 516 a € 3.098 (7, 454, 456, 459, 463):
1) chiunque contraffà monete nazionali o straniere, aventi corso legale nello Stato o fuori;
2) chiunque altera in qualsiasi modo monete genuine, col dare ad esse l’apparenza di un valore superiore;
3) chiunque, non essendo concorso (110) nella contraffazione o nell’alterazione, ma di concerto con chi l’ha eseguita ovvero con un intermediario, introduce nel territorio dello Stato (4) o detiene o spende o mette altrimenti in circolazione monete contraffatte o alterate;
4) chiunque, al fine di metterle in circolazione, acquista o comunque riceve da chi le ha falsificate, ovvero da un intermediario, monete contraffatte o alterate (74, 88 att. c.p.p.).
La stessa pena si applica a chi, legalmente autorizzato alla produzione, fabbrica indebitamente, abusando degli strumenti o dei materiali nella sua disponibilità, quantitativi di monete in eccesso rispetto alle prescrizioni (1).
La pena è ridotta di un terzo quando le condotte di cui al primo e secondo comma hanno ad oggetto monete non aventi ancora corso legale e il termine iniziale dello stesso è determinato (1).

Note

(1) Questo comma è stato aggiunto dall’art. 1, comma 1, lett. a), del D.L.vo 21 giugno 2016, n. 125.

Tabella procedurale

Arresto: facoltativo in flagranza. 381 c.p.p.
Fermo di indiziato di delitto: consentito. 384 c.p.p.
Misure cautelari personali: consentite. 280287 c.p.p.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale collegiale. 33 bis c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

In tema di reati contro la fede pubblica la diminuente di cui all’art. 52 quater comma terzo D.L.vo n. 213 del 1998 – per il quale le pene rispettivamente stabilite per i delitti di falso in monete in carte di pubblico credito e in valori di bollo (artt. 453 454 455 456 457 459 460 461e 464 c.p.) commessi entro la data del 1 gennaio 2002 sono diminuite di un terzo salvo che nei casi di falsificazione il colpevole abbia posto in circolazione le monete o i valori di bollo successivamente a tale data – è applicabile esclusivamente alle falsificazioni concernenti l’euro e non anche alla falsificazione di monete in circolazione al di fuori dell’Unione europea (nella specie dollari USA). Cass. pen. sez. V 14 ottobre 2011 n. 37355

In tema di falso nummario la grossolanità della contraffazione che dà luogo al reato impossibile si apprezza solo quando il falso sia “ictu oculi” riconoscibile da qualsiasi persona di comune discernimento ed avvedutezza e non si debba far riferimento nè alle particolari cognizioni ed alla competenza specifica di soggetti qualificati nè alla straordinaria diligenza di cui alcune persone possono esser dotate. Cass. pen. sez. I 11 novembre 2011 n. 41108

Integra il reato tentato – e non consumato – di contraffazione di moneta nazionale (art. 56 e 453 comma primo c.p.) la condotta di colui che riproduca immagini corrispondenti a quelle di banconote (nella specie di 50 euro) su fogli formato 4 senza provvedere al taglio di ciascuno dei predetti fogli in quanto trattasi di reato di pericolo plurioffensivo – a tutela dell’interesse patrimoniale dell’istituto di emissione dei privati nonché della collettività sub specie di fede pubblica nella legalità della circolazione monetaria – la cui consumazione è realizzata solo quando la bancarotta sia integralmente riprodotta e sia pronta per l’immissione in circolazione determinando il pericolo dei suindicati beni giuridici. Cass. pen. sez. V 3 ottobre 2011 n. 35774

Sussiste il concorso tra il reato di cui all’art. 453 c.p. (falsificazione di monete spendita e introduzione nello Stato previo concerto di monete falsificate) e quello di cui all’art. 461 c.p.(fabbricazione o detenzione di filigrane o di strumenti destinati alla falsificazione di monete,di valori di bollo o di carta filigranata) qualora vi sia una soluzione di continuità tra l’azione che perfeziona il reato meno grave e la condotta che integra quello più grave e non si esaurisca in quest’ultimo il complesso dell’attività esplicatasi n dall’inizio in quanto in tal caso il reato di cui all’art. 461 c.p. mantiene carattere autonomo. (In applicazione di questo principio la S.C. ha ritenuto immune da censure la decisione del giudice di merito che aveva ravvisato la sussistenza del concorso tra i reati di cui agli articoli 453 e 461 c.p. nel caso di un imputato che aveva falsificato banconote da euro 50 facendole apparire da euro 250 e aveva predisposto attrezzature e materiali per la successiva falsificazione di banconote da 20 e di altre da 50 euro). Cass. pen. sez. V 14 dicembre 2005 n. 45327

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