(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Commercio o somministrazione di medicinali guasti

Articolo 443 - Codice Penale

Chiunque detiene per il commercio, pone in commercio o somministra medicinali guasti o imperfetti è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a € 103 (448, 452).

Articolo 443 - Codice Penale

Chiunque detiene per il commercio, pone in commercio o somministra medicinali guasti o imperfetti è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a € 103 (448, 452).

Note

Tabella procedurale

Arresto: facoltativo in flagranza. 381 c.p.p.
Fermo di indiziato di delitto: non consentito.
Misure cautelari personali: consentite le misure coercitive; consentito il divieto temporaneo di esercitare determinate attività professionali o imprenditoriali . 280391381 c.p.p.; 290 c.p.p.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico. 33 ter c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

Si configura il reato di commercio o somministrazione di medicinali guasti o imperfetti di cui all’art. 443 cod. pen. anche con riferimento a preparati omeopatici attesa la riconducibilità di questi al concetto di “medicinali” come definito dall’art. 1 comma 1 lett. a) d. lgs. 24 aprile 2006 n. 219. Cass. pen. sez. I 5 agosto 2019 n. 35627

La detenzione per la somministrazione di farmaci scaduti è condotta che non integra l’ipotesi consumata prevista dall’art. 443 c.p. poichè esclusa dal tenore testuale della previsione che fa riferimento “alla detenzione per il commercio alla messa in commercio ed alla somministrazione” di tali medicinali ma che può integrare un’ipotesi di tentativo punibile ai sensi dell’art. 56 c.p. quando costituisca atto idoneo diretto in modo non equivoco alla somministrazione e sia accompagnata dalla consapevolezza del guasto o della imperfezione del medicinale. Cass. pen. sez. I 11 giugno 2015 n. 24704

Il reato di commercio o somministrazione di medicinali guasti o imperfetti integra una fattispecie di pericolo presunto in quanto mira ad impedirne l’impiego a scopo terapeutico sanzionando ogni condotta che renda probabile o possibile la loro concreta utilizzazione. (Fattispecie relativa a preparati medicinali realizzati dall’imputato – in assenza dei presupposti per invocare la cosiddetta “eccezione galenica” – utilizzando specialità private della confezione sminuzzate in un mortaio mescolate con additivi ed infine inserite in capsule sprovviste di pellicola protettiva senza garantire all’interno di tali capsule una percentuale costante di principio attivo ed eccipienti). Cass. pen. sez. fer. 23 settembre 2013 n. 39187

Non integra il reato di cui all’art. 443 c.p. (commercio o somministrazione di medicinali guasti) la sola ubicazione di medicinali scaduti presso un esercizio del commercio all’ingrosso di medicinali in locali non aperti al pubblico e non destinati funzionalmente alla vendita per il solo fatto che non era stata effettuata la separazione dei prodotti validi da quelli scaduti. Cass. pen. sez. I 25 novembre 2003 n. 45595

La detenzione per il commercio di medicinali scaduti costituisce il reato previsto dagli artt. 443 e 452 c.p. in quanto vi è una presunzione assoluta della loro pericolosità desunta dalla previsione di un limite temporale per il loro impiego decorso il quale perdono efficacia per cui è del tutto irrilevante ogni accertamento sulla durata della detenzione del farmaco scaduto. Cass. pen. sez. I 18 luglio 2003 n. 30283

La condotta descritta dall’art. 443 c.p. e cioè il commercio o la somministrazione di medicinali guasti mira ad impedire l’utilizzazione a scopo terapeutico di medicinali imperfetti e sanziona ogni condotta che renda probabile o possibile la concreta utilizzazione del medicinale guasto. (Fattispecie in cui i medicinali erano stati rinvenuti sulla scrivania di un medico parzialmente usati e conservati con modalità non conformi a quelle indicate nel foglio illustrativo). Cass. pen. sez. I 21 giugno 2004 n. 27923

L’elemento psicologico del reato di cui all’art. 443 cod. pen. è costituito dal dolo generico ad integrare il quale è sufficiente la semplice consapevolezza – da accertarsi anche attraverso la ricorrenza di significativi indici esteriori – della detenzione per il commercio di medicinali scaduti od imperfetti. (Fattispecie in cui il titolare di una farmacia deteneva un numero ingente di confezioni di medicinali scaduti a riprova non una di mera disorganizzazione colposa ma dell’accettazione del rischio della commercializzazione integrante gli estremi del dolo eventuale). Cass. pen. sez. I 5 agosto 2019 n. 35627

L’elemento psicologico del reato di cui all’art. 443 c.p. è costituito dal dolo generico e consiste nella consapevole detenzione per il commercio di medicinali scaduti o imperfetti e la sua individuazione deve avvenire attraverso indici esterni significativi di tale consapevolezza. (Fattispecie in cui il farmacista deteneva medicinali dotati di azione stupefacente scaduti per i quali il sistema legislativo prevede una rigorosa contabilità con registrazioni di carico e scarico giornaliero). Cass. pen. sez. I 17 luglio 2003 n. 30113

È configurabile il concorso tra il delitto di cui all’art. 443 cod. pen. e la contravvenzione prevista dall’art. 147 comma secondo D.Lgs. n. 219 del 2006 concernente la messa in commercio di farmaci per i quali non è stata rilasciata l’autorizzazione all’immissione in commercio di cui all’art. 6 del medesimo decreto tendendo il primo alla tutela della pubblica incolumità e specificamente della salute pubblica dai fatti di comune pericolo e la seconda alla tutela del servizio farmaceutico. Cass. pen. sez. I 31 marzo 2017 n. 16411

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