(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari

Articolo 440 - Codice Penale

(1) Chiunque corrompe o adultera acque o sostanze destinate all’alimentazione, prima che siano attinte o distribuite per il consumo, rendendole pericolose alla salute pubblica, è punito con la reclusione da tre a dieci anni (446).
La stessa pena si applica a chi contraffà, in modo pericoloso alla salute pubblica, sostanze alimentari destinate al commercio (439, 446, 448, 452).
La pena è aumentata (64) se sono adulterate o contraffatte sostanze medicinali (443, 446, 448, 452).

Articolo 440 - Codice Penale

(1) Chiunque corrompe o adultera acque o sostanze destinate all’alimentazione, prima che siano attinte o distribuite per il consumo, rendendole pericolose alla salute pubblica, è punito con la reclusione da tre a dieci anni (446).
La stessa pena si applica a chi contraffà, in modo pericoloso alla salute pubblica, sostanze alimentari destinate al commercio (439, 446, 448, 452).
La pena è aumentata (64) se sono adulterate o contraffatte sostanze medicinali (443, 446, 448, 452).

Note

(1) A norma dell’art. 15 della L. 14 gennaio 2013, n. 9, la condanna definitiva per i delitti previsti da questo articolo, comporta il divieto di ottenere:a) iscrizioni o provvedimenti comunque denominati, a contenuto autorizzatorio, concessorio o abilitativo, per lo svolgimento di attività imprenditoriali;b) l’accesso a contributi, finanziamenti o mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o dell’Unione europea, per lo svolgimento di attività imprenditoriali.

Tabella procedurale

Arresto: obbligatorio in flagranza. 380 c.p.p.
Fermo di indiziato di delitto: consentito. 384 c.p.p.
Misure cautelari personali: consentite. 280287 c.p.p.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale collegiale. 33 bis c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

Integra il reato di contraffazione di sostanze alimentari la somministrazione di sostanze nocive (nella specie estrogeni cortisonici sostanze ad effetti steroidei e ormoni) a bovini ancora vivi che pur non potendo considerarsi sotto il profilo fisiologico come sostanze destinate all’alimentazione tali devono considerarsi sotto quello funzionale essendo essi di norma destinati dopo la macellazione all’alimentazione umana. Cass. pen.,sez. I 11 gennaio 2010 n. 604

Il reato di corruzione o adulterazione di acque si configura anche nell’ipotesi in cui il corrompimento venga operato su acque non originariamente pure dal punto di vista chimico o batteriologico; mentre l’elemento psicologico del reato è costituito dal dolo generico di modo che risulta sufficiente la semplice coscienza e volontà della condotta senza la necessità che sia specificamente voluto l’evento della messa in pericolo della salute pubblica. (Nella specie il corrompimento si era verificato attraverso lo smaltimento fino alla falda acquifera di rifiuti tossici). Cass. pen. sez. I 22 novembre 2005

La condotta del gestore di un bar che somministri per mero errore al posto di un bicchiere d’acqua uno contenente liquido per lavastoviglie custodito in una bottiglia recante l’etichetta di una nota acqua minerale non integra alcuna ipotesi di reato di comune pericolo mediante frode (artt. 439 440 441 442 444 c.p.) in quanto manca la condotta tipica consistente nell’attività di avvelenamento contraffazione o messa in commercio di sostanze alimentari trattandosi invece di somministrazione per mero errore di fatto di una sostanza nociva per la salute ma non destinata all’alimentazione. (In motivazione si rileva che nella condotta potrà ravvisarsi sussistendone le condizioni di procedibilità il delitto di lesioni colpose). Cass. pen. sez. I 30 maggio 2005 n. 20391

La realizzazione in funzione della successiva messa in commercio di un farmaco privato del suo principio attivo sostituito con altro di minore o di nessuna efficacia che non lo renda pericoloso per la salute pubblica integra il reato di cui all’art. 443 cod. pen. in quanto in tal modo il farmaco medesimo non viene né adulterato né contraffatto ma reso solo imperfetto. (In applicazione del principio la Corte ha annullato la decisione del tribunale del riesame che aveva ritenuto configurabile il delitto di cui all’art. 440 cod. pen.). Cass. pen. sez. I 13 dicembre 2013 n. 50566

In tema di adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari il reato di cui all’art. 440 cod. pen. è a forma libera potendo essere realizzato anche mediante attività non occulte o fraudolente mentre l’elemento soggettivo è il dolo generico essendo sufficiente la mera coscienza e volontà della condotta e dell’evento ad essa ricollegabile senza necessità di perseguire specificamente l’obiettivo di realizzare un attentato alla salute pubblica. (Fattispecie in cui è stata ritenuta penalmente rilevante la vendita da parte del titolare di una macelleria di carne tritata fresca preparata con solfito di sodio in violazione del D.M. n. 209 del 1996 la cui consumazione aveva provocato lesioni personali gravissime ad un cliente). Cass. pen. sez. I 30 maggio 2014 n. 22618

In tema di reati contro l’incolumità pubblica tra l’ipotesi delittuosa di cui all’art. 440 c.p. (adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari) e quella di cui all’art. 444 c.p. (commercio di sostanze alimentari nocive) la differenza sostanziale non risiede nella natura delle sostanze prese in considerazione bensì nell’attività posta in essere dal soggetto agente considerato che l’elemento materiale della prima ipotesi è costituito dall’opera di corruzione o adulterazione delle sostanze alimentari destinate all’alimentazione o al commercio mentre l’elemento oggettivo della seconda consiste nella detenzione per il commercio o nella distribuzione per il consumo di sostanze che non siano state contraffatte o adulterate ma che siano comunque pericolose per il consumatore di guisa che il carattere nocivo della sostanza non dipende in quest’ultima ipotesi da una “immutatio” tra quelle descritte nella prima ipotesi (alterazione corruzione adulterazione) ma da altre cause quali ad esempio il cattivo stato di conservazione la provenienza delle carni da animali malati. Ne consegue che pur costituendo entrambe le fattispecie criminose delitti di pericolo concreto che richiedono l’accertamento in concreto dello stato di pericolo ancorché la sostanza pericolosa non abbia causato danno – trattasi di ipotesi non compatibili nel senso che esse possono ricorrere solo in via alternativa. Cass. pen. sez. V 19 aprile 2013 n. 17979

Sono configurabili e concorrono tra loro i reati di contraffazione di sostanze alimentari (art. 440 c.p.) commercio di sostanze alimentari nocive (art. 444 c.p.) e falso per soppressione di certificati commesso da privato (artt. 477 482 e 490 c.p.) nella condotta di chi disponendo di animali bovini regolarmente muniti di marchio identificativo auricolare e del corrispondente «passaporto» cartaceo attestanti l’avvenuta sottoposizione ai prescritti controlli sanitari asporti il suddetto marchio per applicarlo abbinandolo al relativo «passaporto» ad altri animali destinati alla macellazione ed al successivo impiego alimentare non sottoposti ai summenzionati controlli. Cass. pen. sez. I 4 maggio 2004 n. 20999

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