(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Danneggiamento seguito da inondazione, frana o valanga

Articolo 427 - Codice Penale

Chiunque rompe, deteriora o rende in tutto o in parte inservibili chiuse, sbarramenti, argini, dighe o altre opere destinate alla difesa contro le acque, valanghe o frane, ovvero alla raccolta o alla condotta delle acque, al solo scopo di danneggiamento (635), è punito, se dal fatto deriva il pericolo di una inondazione o di una frana, ovvero della caduta di una valanga, con la reclusione da uno a cinque anni.
Se il disastro si verifica, la pena è della reclusione da tre a dieci anni (449, 450).

Articolo 427 - Codice Penale

Chiunque rompe, deteriora o rende in tutto o in parte inservibili chiuse, sbarramenti, argini, dighe o altre opere destinate alla difesa contro le acque, valanghe o frane, ovvero alla raccolta o alla condotta delle acque, al solo scopo di danneggiamento (635), è punito, se dal fatto deriva il pericolo di una inondazione o di una frana, ovvero della caduta di una valanga, con la reclusione da uno a cinque anni.
Se il disastro si verifica, la pena è della reclusione da tre a dieci anni (449, 450).

Note

Tabella procedurale

Arresto: primo comma, facoltativo in flagranza; secondo comma, obbligatorio in flagranza. 381 c.p.p.; 380 c.p.p.
Fermo di indiziato di delitto: primo comma, non consentito; secondo comma, consentito. 384 c.p.p.
Misure cautelari personali: consentite. 280287 c.p.p.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico. 33 ter c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

Il reato di disastro colposo richiede quali elementi costitutivi una condotta colposa la quale si ponga in nesso di causalità con un evento di danno che colpisca la collettività e produca effetti gravi complessi ed estesi a cose ed a persone esponendo a serio pericolo l’incolumità pubblica. Cass. pen. sez. IV 22 marzo 1991

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