Art. 413 – Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Uso illegittimo di cadavere

Articolo 413 - Codice Penale

Chiunque disseziona o altrimenti adopera un cadavere, o una parte di esso, a scopi scientifici o didattici, in casi non consentiti dalla legge, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a € 516.
La pena è aumentata (64) se il fatto è commesso su un cadavere, o su una parte di esso, che il colpevole sappia essere stato da altri mutilato, occultato o sottratto (411, 412).

Articolo 413 - Codice Penale

Chiunque disseziona o altrimenti adopera un cadavere, o una parte di esso, a scopi scientifici o didattici, in casi non consentiti dalla legge, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a € 516.
La pena è aumentata (64) se il fatto è commesso su un cadavere, o su una parte di esso, che il colpevole sappia essere stato da altri mutilato, occultato o sottratto (411, 412).

Note

Tabella procedurale

Arresto: non consentito.
Fermo di indiziato di delitto: non consentito.
Misure cautelari personali: non consentite.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico. 33 ter c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

L’art. 413 c.p. che punisce chiunque disseziona o altrimenti adopera un cadavere o una parte di esso a scopi didattici o scientifici in casi non consentiti dalla legge recepisce le norme degli artt. 34 e 35 del reg. 21 dicembre 1942 n. 1880 che escludeva i cadaveri dei reparti a pagamento delle cliniche universitarie e degli ospedali quando le famiglie ne facessero richiesta e rientravano nell’esclusione anche gli assistiti da istituti previdenziali non ricoverati in un vero e proprio reparto della clinica o dell’ospedale ma in una sala comune con altri malati. Ora però il fatto non è più punibile ai sensi della L. 15 febbraio 1961 n. 83 che ha abrogato gli artt. 34 e 35 del regolamento mortuario dando assoluta preminenza all’interesse pubblico e misconoscendo quello dei privati. Cass. pen. 13 giugno 1962

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