Art. 387 – Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Colpa del custode

Articolo 387 - Codice Penale

Chiunque, preposto per ragione del suo ufficio alla custodia, anche temporanea, di una persona arrestata o detenuta per un reato, ne cagiona, per colpa (43), la evasione, è punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa da € 103 a € 1.032 (391).
Il colpevole non è punibile se nel termine di tre mesi dalla evasione procura la cattura della persona evasa o la presentazione di lei all’Autorità.

Articolo 387 - Codice Penale

Chiunque, preposto per ragione del suo ufficio alla custodia, anche temporanea, di una persona arrestata o detenuta per un reato, ne cagiona, per colpa (43), la evasione, è punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa da € 103 a € 1.032 (391).
Il colpevole non è punibile se nel termine di tre mesi dalla evasione procura la cattura della persona evasa o la presentazione di lei all’Autorità.

Note

Tabella procedurale

Arresto: non consentito.
Fermo di indiziato di delitto: non consentito.
Misure cautelari personali: non consentite.
Autorità giudiziaria competente: Tribunale monocratico. 33 ter c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio. 50 c.p.p.

Massime

Ai fini dell’integrazione del reato di colpa del custode di cui all’art. 387 c.p. è necessario che sussista, e sia all’evidenza riconoscibile, il nesso di causalità tra l’evasione della persona sottoposta a custodia e il fatto addebitato all’agente. (Fattispecie relativa all’inosservanza di norme regolamentari da parte degli agenti di polizia penitenziaria, nel corso del servizio di traduzione di un detenuto dall’istituto di pena ove si trovava ristretto al locale nosocomio). Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 25979 del 7 luglio 2010 (Cass. pen. n. 25979/2010)

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