Art. 360 – Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Cessazione della qualità di pubblico ufficiale

Articolo 360 - Codice Penale

Quando la legge considera la qualità di pubblico ufficiale (357), o di incaricato di un pubblico servizio (358), o di esercente un servizio di pubblica necessità (359), come elemento costitutivo o come circostanza aggravante di un reato, la cessazione di tale qualità, nel momento in cui il reato è commesso, non esclude la esistenza di questo né la circostanza aggravante, se il fatto si riferisce all’ufficio o al servizio esercitato.

Articolo 360 - Codice Penale

Quando la legge considera la qualità di pubblico ufficiale (357), o di incaricato di un pubblico servizio (358), o di esercente un servizio di pubblica necessità (359), come elemento costitutivo o come circostanza aggravante di un reato, la cessazione di tale qualità, nel momento in cui il reato è commesso, non esclude la esistenza di questo né la circostanza aggravante, se il fatto si riferisce all’ufficio o al servizio esercitato.

Note

Tabella procedurale

Massime

In tema di reati contro la P.A., la disposizione di cui all’art. 360 cod. pen., che prevede la configurabilità del reato anche nelle ipotesi in cui il soggetto investito del pubblico ufficio abbia perduto la qualifica soggettiva pubblicistica, costituisce una eccezione alla regola generale secondo cui tale qualifica deve sussistere al momento della commissione del reato, ne consegue che tale disposizione non è applicabile nei casi in cui il fatto commesso si riferisca ad un ufficio o servizio che l’agente inizi ad esercitare in un momento successivo Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 27392 del 4 luglio 2016 (Cass. pen. n. 27392/2016)

Il testimone è pubblico ufficiale e conserva tale qualità finché il processo non si esaurisce per effetto del passaggio in giudicato della sentenza e, d’altro canto, l’eventuale perdita di tale qualità non osta alla configurabilità come delitti contro la pubblica amministrazione dei reati che siano compiuti in suo danno a causa della funzione pubblica esercitata, così come stabilisce l’art. 360 c.p. Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 8245 del 30 agosto 1993 (Cass. pen. n. 8245/1993)

La regola dell’art. 360 c.p. presuppone che una determinata fattispecie non richieda necessariamente l’attualità dell’esercizio della pubblica funzione o del pubblico servizio, cioè che l’agente sia titolare dei poteri o della qualità di cui abusa nell’immanenza della condotta criminosa. Tuttavia una condotta riferita a una qualità pubblica o alla titolarità di poteri risalenti nel tempo e non più attuali si configura priva della portata offensiva degli attributi di legalità, di imparzialità e di buon andamento della pubblica amministrazione che postulano attualità dell’ufficio pubblico di cui si esercita il potere per tornaconto personale. (Fattispecie relativa a rapporto di servizio esauritosi da anni con l’ente pubblico, chiamato a rispondere, in solido con l’autore dell’illecito, delle obbligazioni civili nascenti da reato). Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 7877 del 9 luglio 1992 (Cass. pen. n. 7877/1992)

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