Art. 280 bis – Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi

Articolo 280 bis - Codice Penale

(1) (2) Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque per finalità di terrorismo compie qualsiasi atto diretto a danneggiare cose mobili o immobili altrui, mediante l’uso di dispositivi esplosivi o comunque micidiali, è punito con la reclusione da due a cinque anni.
Ai fini del presente articolo, per dispositivi esplosivi o comunque micidiali si intendono le armi e le materie ad esse assimilate indicate nell’articolo 585 e idonee a causare importanti danni materiali.
Se il fatto è diretto contro la sede della Presidenza della Repubblica, delle Assemblee legislative, della Corte costituzionale, di organi del Governo o comunque di organi previsti dalla Costituzione o da leggi costituzionali, la pena è aumentata fino alla metà.
Se dal fatto deriva pericolo per l’incolumità pubblica ovvero un grave danno per l’economia nazionale, si applica la reclusione da cinque a dieci anni.
Le circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e 114, concorrenti con le aggravanti di cui al terzo e al quarto comma, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le diminuzioni di pena si operano sulla quantità di pena risultante dall’aumento conseguente alle predette aggravanti.

Articolo 280 bis - Codice Penale

(1) (2) Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque per finalità di terrorismo compie qualsiasi atto diretto a danneggiare cose mobili o immobili altrui, mediante l’uso di dispositivi esplosivi o comunque micidiali, è punito con la reclusione da due a cinque anni.
Ai fini del presente articolo, per dispositivi esplosivi o comunque micidiali si intendono le armi e le materie ad esse assimilate indicate nell’articolo 585 e idonee a causare importanti danni materiali.
Se il fatto è diretto contro la sede della Presidenza della Repubblica, delle Assemblee legislative, della Corte costituzionale, di organi del Governo o comunque di organi previsti dalla Costituzione o da leggi costituzionali, la pena è aumentata fino alla metà.
Se dal fatto deriva pericolo per l’incolumità pubblica ovvero un grave danno per l’economia nazionale, si applica la reclusione da cinque a dieci anni.
Le circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e 114, concorrenti con le aggravanti di cui al terzo e al quarto comma, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le diminuzioni di pena si operano sulla quantità di pena risultante dall’aumento conseguente alle predette aggravanti.

Note

(1) Questo articolo è stato inserito dall’art. 3 della L. 14 febbraio 2003, n. 34.
(2) Ai sensi dell’art. 3, comma 1, del D.L. 18 ottobre 2001, n. 374, convertito, con modificazioni, nella L. 15 dicembre 2001, n. 438, così come modificato dall’art. 6, comma 1, della L. 14 febbraio 2003, n. 34, nei procedimenti per i delitti previsti dagli articoli 270 ter e 280 bis del codice penale e per i delitti di cui all’articolo 407, comma 2, lettera a), n. 4, del codice di procedura penale, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 13 del decreto legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203.

Tabella procedurale

Arresto: primo e terzo comma, facoltativo in flagranza; quarto comma, obbligatorio in flagranza. 381 c.p.p.: 380 c.p.p.
Fermo di indiziato di delitto: primo comma, non consentito; terzo e quarto comma, consentito 384 c.p.p.
Misure cautelari personali: consentite 280. 287 c.p.p.
Autorità giudiziaria competente: primo comma, Tribunale monocratico; quarto comma, Corte di assise. 33 ter c.p.p.; 5 c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio 50 c.p.p.

Massime

Integra il delitto di atto di terrorismo previsto dall’art. 280-bis c.p. (nella specie aggravato dalla finalità di eversione dell’ordinamento costituzionale) l’allocazione di un ordigno micidiale sul davanzale di una finestra dell’ufficio elettorale di candidato alle elezioni per il rinnovo del Parlamento della Repubblica. Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 8069 del 1 marzo 2010 (Cass. pen. n. 8069/2010)

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