(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato

Articolo 256 - Codice Penale

Chiunque si procura notizie che, nell’interesse della sicurezza dello Stato (268) o, comunque, nell’interesse politico, interno o internazionale, dello Stato, debbono rimanere segrete è punito con la reclusione da tre a dieci anni (7, n. 1, 8, 259, 261, 262, 302 ss., 311, 312, 363).
Agli effetti delle disposizioni di questo titolo, fra le notizie che debbono rimanere segrete nell’interesse politico dello Stato sono comprese quelle contenute in atti del Governo, da esso non pubblicati per ragioni d’ordine politico, interno o internazionale.
Se si tratta di notizie di cui l’Autorità competente ha vietato la divulgazione, la pena è della reclusione da due a otto anni.
Si applica la pena [di morte] (1) se il fatto ha compromesso la preparazione o la efficienza bellica dello Stato, ovvero le operazioni militari.

Articolo 256 - Codice Penale

Chiunque si procura notizie che, nell’interesse della sicurezza dello Stato (268) o, comunque, nell’interesse politico, interno o internazionale, dello Stato, debbono rimanere segrete è punito con la reclusione da tre a dieci anni (7, n. 1, 8, 259, 261, 262, 302 ss., 311, 312, 363).
Agli effetti delle disposizioni di questo titolo, fra le notizie che debbono rimanere segrete nell’interesse politico dello Stato sono comprese quelle contenute in atti del Governo, da esso non pubblicati per ragioni d’ordine politico, interno o internazionale.
Se si tratta di notizie di cui l’Autorità competente ha vietato la divulgazione, la pena è della reclusione da due a otto anni.
Si applica la pena [di morte] (1) se il fatto ha compromesso la preparazione o la efficienza bellica dello Stato, ovvero le operazioni militari.

Note

(1) Si veda la nota 1 sub art. 9.

Tabella procedurale

Arresto: primo e quarto comma, obbligatorio in flagranza; terzo comma, facoltativo in flagranza. 380 c.p.p.: 381 c.p.p.
Fermo di indiziato di delitto: consentito 384 c.p.p.
Misure cautelari personali: consentite 280, 287 c.p.p.
Autorità giudiziaria competente: primo e quarto comma, Corte di assise; terzo comma, Tribunale monocratico. 5 c.p.p.33 ter c.p.p.
Procedibilità: d’ufficio 50 c.p.p.

Massime

In tema di rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione, il provvedimento impositivo del segreto di Stato o recante il divieto di divulgazione di atti, documenti e notizie cd. “riservati” è soggetto al sindacato di legittimità del giudice penale sotto il duplice profilo della sua inerenza ad uno degli specifici interessi politico-statuali indicati dalla normativa di riferimento e dell’idoneità della diffusione a recare un concreto pregiudizio agli interessi oggetto della tutela penale. Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 42887 del 28 settembre 2018 (Cass. pen. n. 42887/2018)

Non integra il delitto di rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione la condotta che abbia ad oggetto notizie riservate, così definite dalle amministrazioni pubbliche interessate, estranee agli interessi che giustificano il segreto di Stato o la cui diffusione non abbia idoneità offensiva rispetto a detti interessi. (La Corte ha riconosciuto la correttezza delle valutazioni compiute dal giudice di merito che aveva sottoposto a verifica la riservatezza di un documento letto nel corso di una intervista televisiva, giungendo ad escludere che lo stesso potesse essere riportato alle categorie tutelate dalla norma incriminatrice, in quanto non concernente interessi pubblici ed avente ad oggetto notizie già rivelate all’autorità giudiziaria e versate agli atti di un procedimento penale conclusosi con sentenza definitiva). Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 23036 del 4 giugno 2009 (Cass. pen. n. 23036/2009)

Il reato di cui all’art. 256 c.p. (procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato), può essere commesso anche da chi sia già detentore della documentazione sottoposta a segreto, quando tale detenzione, originariamente legittima in virtù dell’incarico di cui era investito il soggetto attivo, sia divenuta illegittima per avere quest’ultimo volontariamente omesso di consegnare la documentazione medesima a chi gli era subentrato in detto incarico. Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 11160 del 24 dicembre 1996 (Cass. pen. n. 11160/1996)

Per la sussistenza del delitto di cui all’art. 256 c.p. le notizie debbono concernere la sicurezza o altro interesse politico, interno o internazionale dello Stato, onde non ogni notizia, la cui divulgazione sia vietata dall’autorità competente può venire in considerazione ai fini dell’ipotesi delittuosa, ma solo quella vietata al fine anzidetto. (Fattispecie di sussistenza di reato relativa al cifrario facente parte del codice per comunicazioni radiotelegrafiche I.O.R. 5, classificato «segretissimo» dal Comando generale della guardia di finanza, perché predisposto per la lotta al contrabbando e per la trasmissione via radio di messaggi concernenti i compiti istituzionali del corpo). Il concetto di «segreto», in senso giuridico, comporta una relazione materiale o personale ed indica il limite posto, da una volontà giuridicamente competente, alla conoscibilità di un fatto, di un atto o di una cosa, destinata a rimanere occulta ad ogni persona diversa da quelle che legittimamente conoscano il fatto, l’atto o la cosa, mentre il concetto di notizie «riservate» implica quello di notizie di cui l’autorità competente ha vietato la divulgazione; esse, ancorché non segrete, ma conoscibili soltanto in un determinato luogo o entro una determinata cerchia di persone, costituiscono pur sempre notizie per le quali lo Stato non ha rinunziato alla potestà di circoscrivere la pubblicità al minimo inevitabile. (Fattispecie relativa al reato di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato. Oggetto della tutela penale del delitto di cui all’art. 256 c.p. (procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato) è l’interesse relativo alla personalità internazionale o interna dello Stato, in quanto è opportuno evitare che notizie riservate o segrete, concernenti la sicurezza o altro interesse politico, interno o internazionale dello Stato, vengano a cognizione di persone non autorizzate, di tal che il bene giuridico protetto viene leso quando l’azione è causalmente adeguata a produrre la lesione di quel bene. Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 8018 del 12 settembre 1985 (Cass. pen. n. 8018/1985)

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