(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Effetti della sospensione e della interruzione

Articolo 161 - Codice Penale

L’interruzione della prescrizione ha effetto per tutti coloro che hanno commesso il reato. La sospensione della prescrizione ha effetto limitatamente agli imputati nei cui confronti si sta procedendo (1).
Salvo che si proceda per i reati di cui all’articolo 51, commi 3 bis e 3 quater, del codice di procedura penale, in nessun caso l’interruzione della prescrizione può comportare l’aumento di più di un quarto del tempo necessario a prescrivere, della metà per i reati di cui agli articoli 318, 319, 319 ter, 319 quater, 320, 321, 322 bis, limitatamente ai delitti richiamati dal presente comma, e 640 bis, nonché (2) nei casi di cui all’articolo 99, secondo comma, di due terzi nel caso di cui all’articolo 99, quarto comma, e del doppio nei casi di cui agli articoli 102, 103 e 105 (3) (4).

Articolo 161 - Codice Penale

L’interruzione della prescrizione ha effetto per tutti coloro che hanno commesso il reato. La sospensione della prescrizione ha effetto limitatamente agli imputati nei cui confronti si sta procedendo (1).
Salvo che si proceda per i reati di cui all’articolo 51, commi 3 bis e 3 quater, del codice di procedura penale, in nessun caso l’interruzione della prescrizione può comportare l’aumento di più di un quarto del tempo necessario a prescrivere, della metà per i reati di cui agli articoli 318, 319, 319 ter, 319 quater, 320, 321, 322 bis, limitatamente ai delitti richiamati dal presente comma, e 640 bis, nonché (2) nei casi di cui all’articolo 99, secondo comma, di due terzi nel caso di cui all’articolo 99, quarto comma, e del doppio nei casi di cui agli articoli 102, 103 e 105 (3) (4).

Note

(1) Questo comma è stato così sostituito dall’art. 1, comma 13, della L. 23 giugno 2017, n. 103. A norma dell’art. 1, comma 15, della medesima legge, tali disposizioni si applicano ai fatti commessi dopo la data di entrata in vigore della presente legge (trentesimo giorno successivo a quello della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Serie gen. – n. 154 del 4 luglio 2017).
(2) Le parole: «per i reati di cui agli articoli 318, 319, 319 ter, 319 quater, 320, 321, 322 bis, limitatamente ai delitti richiamati dal presente comma, e 640 bis, nonché» sono state inserite dall’art. 1, comma 14, della L. 23 giugno 2017, n. 103. A norma dell’art. 1, comma 15, della medesima legge, tali disposizioni si applicano ai fatti commessi dopo la data di entrata in vigore della presente legge (trentesimo giorno successivo a quello della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Serie gen. – n. 154 del 4 luglio 2017).
(3) Questo comma è stato così sostituito dall’art. 6, comma 5, della L. 5 dicembre 2005, n. 251.
(4) Si veda l’articolo 10, commi 2 e 3, della L. 5 dicembre 2005, n. 251, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Serie gen. – n. 285 del 7 dicembre 2005 ed entrata in vigore il giorno successivo, di cui si riporta il testo:
«2. Ferme restando le disposizioni dell’articolo 2 del codice penale, quanto alle altre norme della presente legge, le disposizioni dell’articolo 6 non si applicano ai procedimenti e ai processi in corso se i nuovi termini di prescrizione risultano più lunghi di quelli previgenti.
«3. Se, per effetto delle nuove disposizioni, i termini di prescrizione risultano più brevi, le stesse si applicano ai procedimenti e ai processi pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge, ad esclusione dei processi già pendenti in primo grado ove vi sia stata la dichiarazione di apertura del dibattimento, nonché dei processi già pendenti in grado di appello o avanti alla Corte di cassazione ()». () La Corte costituzionale, con sentenza n. 393 del 23 novembre 2006, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di questo comma, limitatamente alle parole: «dei processi già pendenti in primo grado ove vi sia stata la dichiarazione di apertura del dibattimento, nonché».

Tabella procedurale

La mera contestazione dell’aggravante ad effetto speciale non vale a prolungare il termine di prescrizione del reato, ove questa non sia stata ritenuta in sentenza. (Fattispecie in tema di falso in atto pubblico nella quale il giudice di merito, pur non escludendo espressamente l’aggravante di cui all’art. 476, comma secondo, cod. pen., non l’aveva menzionata nella motivazione e nel dispositivo, né l’aveva considerata nella determinazione del trattamento sanzionatorio). Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 27632 del 20 giugno 2019 (Cass. pen. n. 27632/2019)

In materia di reati tributari, l’applicazione dei principi affermati dalla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Grande sezione, Taricco ed altri dell’8 settembre 2015, C-105/14 – in ordine all’obbligo di disapplicazione della disciplina della prescrizione prevista dagli artt. 160 e 161 cod. pen., se ritenuta idonea a pregiudicare gli obblighi imposti a tutela degli interessi finanziari dell’Unione europea – non si applicano ai fatti commessi prima della sua pronuncia. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che la formazione progressiva del giudicato connessa all’annullamento con rinvio disposto ai soli fini della rideterminazione della pena non preclude la possibilità di far valere, o di rilevare di ufficio, nel successivo giudizio di cassazione in cui sia impugnata la sentenza emessa all’esito del giudizio di rinvio, l’estinzione del reato per prescrizione, maturata prima della pronuncia di annullamento ma da quest’ultima esclusa sulla base dell’interpretazione del diritto dell’unione europea fornita dalla Corte di giustizia nella sentenza Taricco, poi superata dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 5 dicembre 2017). Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 17401 del 18 aprile 2018 (Cass. pen. n. 17401/2018)

La sospensione del corso della prescrizione si estende a tutti i coimputati del medesimo processo allorché costoro, ove non abbiano dato causa essi stessi al differimento, non si siano opposti al rinvio del dibattimento ovvero non abbiano sollecitato (se praticabile) l’eventuale separazione degli atti a ciascuno di essi riferibili. Cassazione penale, Sez. Feriale, sentenza n. 34896 del 14 settembre 2007 (Cass. pen. n. 34896/2007)

In tema di sospensione e interruzione della prescrizione, l’estensione dell’effetto al reato connesso si produce a condizione che la causa della interruzione o sospensione del termine si sia verificata dopo la riunione dei procedimenti. (Nella sentenza, antecedente alla entrata in vigore della L. 5 dicembre 2005, n. 251, si sottolinea che l’art. 161 comma secondo c.p. dispone che l’effetto estensivo si determina quando per più reati connessi si procede «congiuntamente», in quanto il giudice, prima di disporre il rinvio, deve interpellare anche i difensori degli imputati di reati connessi i quali potrebbero chiedere lo stralcio del procedimento a loro carico e la trattazione immediata). Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 38078 del 19 ottobre 2005 (Cass. pen. n. 38078/2005)

In materia edilizia la sospensione del procedimento ex art. 44 della legge 28 febbraio 1985 n. 47, si estende anche ai reati connessi alla violazione urbanistica, per i quali si procede congiuntamente a norma dell’art. 161, secondo comma, c.p. Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 2289 del 23 febbraio 1999 (Cass. pen. n. 2289/1999)

La regola secondo cui l’interruzione della prescrizione verificatasi nei confronti di un imputato ha effetto per tutti coloro che hanno commesso il reato (art. 161 c.p.), si applica agli imputati dello stesso reato nei cui confronti l’imputazione sia stata elevata in un momento successivo, e ancorché il primo imputato sia stato prosciolto. Non occorre, inoltre, che gli imputati siano concorrenti nello stesso reato ai sensi dell’art. 110 c.p., ma è sufficiente l’imputazione per lo stesso reato. Gli atti interruttivi della prescrizione hanno valore oggettivo in quanto denotano la persistenza nello Stato di un interesse punitivo. Pertanto, la prescrizione del reato è interrotta dall’atto processualmente nullo nei confronti di uno solo degli autori dello stesso reato, purché l’atto esprima la volontà di perseguire l’illecito attraverso una manifestazione del legittimo rappresentante dell’autorità statale. Gli atti interruttivi hanno effetto nei confronti di chi (per lo stesso reato) ha assunto la qualità d’imputato dopo il decorso del normale termine di prescrizione. Con l’espressione «hanno commesso il reato» di cui all’art. 161 comma primo, c.p., la legge non intende riferirsi esclusivamente all’ipotesi della compartecipazione criminosa prevista dall’art. 110 c.p., bensì considera sufficiente l’imputazione per lo stesso reato. Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 5551 del 3 giugno 1982 (Cass. pen. n. 5551/1982)

Massime

Office Advice Logo

Office Advice © 2020 – Tutti i diritti riservati