Art. 109 – Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Effetti della dichiarazione di abitualità, professionalità o tendenza a delinquere

Articolo 109 - Codice Penale

Oltre gli aumenti di pena stabiliti per la recidiva (99) e i particolari effetti indicati da altre disposizioni di legge (62 n. 3, 151, 164, 172, 173, 174, 179), la dichiarazione di abitualità o di professionalità nel reato o di tendenza a delinquere importa l’applicazione di misure di sicurezza (199 ss.).
La dichiarazione di abitualità (102104) o di professionalità nel reato (105) può essere pronunciata in ogni tempo, anche dopo la esecuzione della pena; ma se è pronunciata dopo la sentenza di condanna, non si tien conto della successiva condotta del colpevole e rimane ferma la pena inflitta.
La dichiarazione di tendenza a delinquere non può essere pronunciata che con la sentenza di condanna.
La dichiarazione di abitualità e professionalità nel reato e quella di tendenza a delinquere si estinguono per effetto della riabilitazione (178 ss.).

Articolo 109 - Codice Penale

Oltre gli aumenti di pena stabiliti per la recidiva (99) e i particolari effetti indicati da altre disposizioni di legge (62 n. 3, 151, 164, 172, 173, 174, 179), la dichiarazione di abitualità o di professionalità nel reato o di tendenza a delinquere importa l’applicazione di misure di sicurezza (199 ss.).
La dichiarazione di abitualità (102104) o di professionalità nel reato (105) può essere pronunciata in ogni tempo, anche dopo la esecuzione della pena; ma se è pronunciata dopo la sentenza di condanna, non si tien conto della successiva condotta del colpevole e rimane ferma la pena inflitta.
La dichiarazione di tendenza a delinquere non può essere pronunciata che con la sentenza di condanna.
La dichiarazione di abitualità e professionalità nel reato e quella di tendenza a delinquere si estinguono per effetto della riabilitazione (178 ss.).

Note

Tabella procedurale

Massime

In tema di misure di sicurezza detentive, provvisorie o definitive, quando l’applicazione della misura consegue alla dichiarazione di delinquenza abituale, il limite di durata massima previsto dall’art. 1, comma 1-quater, d.l. 31 marzo 2014 n. 52, convertito nella legge 30 maggio 2014, n. 81, deve essere individuato nel massimo edittale previsto per il delitto più grave in relazione al quale la abitualità è stata pronunciata. Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 2851 del 8 ottobre 2019 (Cass. pen. n. 41230/2019)

La declaratoria di abitualità nel delitto, da cui deriva l’applicazione o la prosecuzione di una misura di sicurezza, richiede la contemporanea sussistenza tanto dei presupposti indicati dall’art. 102 cod. pen. quanto della attuale e concreta pericolosità sociale del soggetto, ai sensi degli artt. 133 e 203 dello stesso codice. (Fattispecie in cui la Corte ha dichiarato inammissibile, per mancata indicazione degli elementi da cui desumere la pericolosità sociale attuale del condannato, il ricorso del pubblico ministero contro la decisione di rigetto della richiesta di dichiarazione di delinquenza abituale, fondata sul rilievo che la notevole lontananza nel tempo della scadenza del titolo esecutivo non consentiva di formulare un giudizio di attualità della pericolosità sociale). Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 49976 del 5 novembre 2018 (Cass. pen. n. 49976/2018)

Anche quando l’abitualità nel reato è presunta dalla legge, non è consentito il permanere di uno status di delinquenza qualificata in caso di insussistenza di un’attuale concreta pericolosità sociale. Ne consegue pertanto, qualora ricorra un caso di abitualità presunta dalla legge, la necessità della sospensione dell’esecuzione formale del titolo, che spetta alla competenza del pubblico ministero o del pretore, in attesa della decisione sull’attuale concreta pericolosità sociale da parte del magistrato di sorveglianza, il cui intervento può essere sollecitato anche di ufficio. Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 2851 del 10 gennaio 1989 (Cass. pen. n. 2851/1989)

Dopo l’entrata in vigore della L. 10 ottobre 1986 n. 663, recante modifiche all’ordinamento penitenziario, la declaratoria di abitualità nel delitto presunta dalla legge e che non ha natura costitutiva, ma semplicemente ricognitiva di uno status già esistente nel momento in cui erano maturate le condizioni previste dall’art. 102 c.p. — non è consentito ove non sussista una attuale e concreta pericolosità sociale. Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 1683 del 10 gennaio 1989 (Cass. pen. n. 1683/1989)

La dichiarazione di abitualità a delinquere è giuridicamente autonoma dalla misura di sicurezza. Essa non è soggetta a revoca, bensì ad estinzione (per effetto della riabilitazione) a norma dell’art. 109 c.p., mentre revocabile (artt. 206, 207 c.p.) è la misura di sicurezza, che deve essere applicata in conseguenza della dichiarazione (art. 109, primo comma c.p.) o che può essere autonomamente disposta dal giudice (art. 202 c.p.) in base alla pericolosità sociale dimostrata a seguito della commissione di un fatto preveduto dalla legge come reato (art. 203 c.p.). (Nella specie il difensore dell’imputato aveva erroneamente affermato che la dichiarazione di abitualità era stata revocata). Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 3185 del 11 aprile 1984 (Cass. pen. n. 3185/1984)

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