Art. 80 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477 - aggiornato al D.Lgs. 08.11.2021, n. 188)

Richiesta di esclusione della parte civile

Articolo 80 - codice di procedura penale

1. Il pubblico ministero, l’imputato e il responsabile civile possono proporre richiesta motivata di esclusione della parte civile.
2. Nel caso di costituzione di parte civile per l’udienza preliminare (416 ss., 438 ss.), la richiesta è proposta, a pena di decadenza, non oltre il momento degli accertamenti relativi alla costituzione delle parti nella udienza preliminare (420) o nel dibattimento (484).
3. Se la costituzione avviene nel corso degli atti preliminari al dibattimento o introduttivi dello stesso (465 ss., 484 ss.), la richiesta è proposta oralmente a norma dell’art. 491 comma 1.
4. Sulla richiesta il giudice decide senza ritardo con ordinanza (125).
5. L’esclusione della parte civile ordinata nell’udienza preliminare non impedisce una successiva costituzione fino a quando non siano compiuti gli adempimenti previsti dall’art. 484.

Articolo 80 - Codice di Procedura Penale

1. Il pubblico ministero, l’imputato e il responsabile civile possono proporre richiesta motivata di esclusione della parte civile.
2. Nel caso di costituzione di parte civile per l’udienza preliminare (416 ss., 438 ss.), la richiesta è proposta, a pena di decadenza, non oltre il momento degli accertamenti relativi alla costituzione delle parti nella udienza preliminare (420) o nel dibattimento (484).
3. Se la costituzione avviene nel corso degli atti preliminari al dibattimento o introduttivi dello stesso (465 ss., 484 ss.), la richiesta è proposta oralmente a norma dell’art. 491 comma 1.
4. Sulla richiesta il giudice decide senza ritardo con ordinanza (125).
5. L’esclusione della parte civile ordinata nell’udienza preliminare non impedisce una successiva costituzione fino a quando non siano compiuti gli adempimenti previsti dall’art. 484.

Massime

In tema di applicazione della pena nel corso delle indagini preliminari, la richiesta di esclusione della parte civile va formulata, in applicazione analogica dell’art. 80, comma secondo, c.p.p. nell’udienza fissata ex art. 447 c.p.p. non oltre il momento di accertamento della costituzione delle parti. (In applicazione di tale principio la Corte ha rigettato il ricorso proposto avverso la sentenza pronunciata ex art. 447 c.p.p. nella parte in cui il Tribunale aveva condannato l’imputato alla rifusione delle spese di costituzione in favore della parte civile). Cass. pen. sez. IV 5 agosto 2004, n. 33634

Nel caso di costituzione di parte civile per l’udienza preliminare, la richiesta di esclusione della stessa può essere proposta dall’imputato, a pena di decadenza, fino al momento degli accertamenti relativi alla costituzione delle parti nel dibattimento. Cass. pen. Sezioni Unite 13 luglio 1999, n. 12

L’ordinanza dibattimentale di esclusione dal processo della parte civile non è impugnabile mediante ricorso per cassazione mancando la stessa di contenuto decisorio, atteso che non pregiudica l’esercizio dell’azione risarcitoria in sede civile, ma decide esclusivamente sull’esercizio di una facoltà processuale, che resta preclusa soltanto nell’ambito del giudizio penale. Cass. pen. sez. IV 5 maggio 2017, n. 21898

In tema di partecipazione della parte civile al dibattimento, mentre l’ordinanza dibattimentale di esclusione della parte civile è sempre e definitivamente inoppugnabile, quella di inammissibilità o di rigetto della richiesta di esclusione è impugnabile, da parte dell’imputato, unitamente all’impugnazione della sentenza. Cass. pen. sez. VI 19 gennaio 2015, n. 2329

Il provvedimento che ammette la costituzione di parte civile è inoppugnabile e preclude ogni contestazione in ordine alla “legitimatio ad processum”, restando solo la possibilità di esaminare la “legitimatio ad causam” e, in particolare, la configurabilità e sussistenza del diritto sostanziale azionato dalla parte civile nel giudizio penale. Cass. pen. sez. II 3 maggio 2011, n. 17108

L’ordinanza dibattimentale di esclusione della parte civile, a differenza di quella di inammissibilità o di rigetto della richiesta di esclusione avanzata dall’imputato, è sempre e definitivamente inoppugnabile, perché il soggetto danneggiato, una volta estromesso dal processo, perde la qualità di parte e non è più legittimato ad impugnare l’eventuale sentenza assolutoria dell’imputato che non contiene alcuna statuizione decisoria che lo riguardi. Cass. pen. sez. II 17 luglio 2003, n. 30045

Deve ritenersi ammissibile il ricorso per cassazione della parte civile avverso il capo della sentenza d’appello con il quale, in accoglimento di specifico gravame proposto dall’imputato, sia stata disposta l’esclusione della medesima parte civile dal processo e l’eliminazione delle statuizioni disposte in suo favore con la decisione di primo grado. In tale ipotesi, infatti, non può trovare applicazione il principio della inoppugnabilità delle ordinanze che escludono o ammettono la costituzione di parte civile e, nel caso della esclusione, anche della sentenza emessa all’esito del relativo procedimento, dal momento che detto principio non può operare se non nel presupposto che l’esclusione sia stata disposta, appunto, con un’ordinanza e non invece con la sentenza, così come necessariamente avviene quando, sulla presenza della parte civile nel processo, ammessa nel giudizio di primo grado conclusosi con la condanna dell’imputato, sia stata da quest’ultimo formulata apposita doglianza al giudice d’appello. Cass. pen. sez. I 13 marzo 2003, n. 11925

È inammissibile la costituzione di parte civile che contenga un riferimento solo generico ad uno degli imputati nei cui confronti viene esercitata l’azione civile (indicato solo come «+ 1» rispetto ad altro imputato indicato nominativamente), e non contenga le generalità del legale rappresentante della società che si costituisce parte civile. Cass. pen. sez. IV 16 febbraio 2010, n. 6225

Non influisce sull’ammissibilità della costituzione di parte civile la circostanza che il diritto al risarcimento del danno si sia prescritto per il decorso dell’intero termine quinquennale stabilito per l’azione civile da responsabilità extracontrattuale, trattandosi di circostanza che rileva ope exceptionis solo nella fase di merito e non nell’ambito delle questioni preliminari, sicché la permanenza in giudizio della parte civile impone la condanna dell’imputato patteggiante alle spese in suo favore, salva la possibilità della compensazione. Cass. pen. sez. IV 25 febbraio 2003, n. 8991

In tema di capacità processuale della parte civile, viene meno la rappresentanza del minore da parte del genitore costituitosi, allorché, nelle more tra il giudizio di primo grado e quello d’impugnazione, il .glio sia divenuto maggiorenne; in tal caso, tuttavia, la contestazione della costituzione di parte civile per sopravvenuta invalidità è preclusa se non viene eccepita tempestivamente, subito dopo che sia compiuto, per la prima volta, l’accertamento della costituzione delle parti. Cass. pen. sez. IV 27 febbraio 2002, n. 7726

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