Art. 78 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477 - aggiornato al D.Lgs. 08.11.2021, n. 188)

Formalità della costituzione di parte civile

Articolo 78 - codice di procedura penale

(1) 1. La dichiarazione di costituzione di parte civile è depositata nella cancelleria del giudice che procede o presentata in udienza (420, 484) e deve contenere, a pena di inammissibilità:
a) le generalità della persona fisica o la denominazione dell’associazione o dell’ente che si costituisce parte civile e le generalità del suo legale rappresentante;
b) le generalità dell’imputato nei cui confronti viene esercitata l’azione civile o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo;
c) il nome e il cognome del difensore e l’indicazione della procura (100);
d) l’esposizione delle ragioni che giustificano la domanda;
e) la sottoscrizione del difensore (110).
2. Se è presentata fuori udienza, la dichiarazione deve essere notificata (152), a cura della parte civile, alle altre parti e produce effetto per ciascuna di esse dal giorno nel quale è eseguita la notificazione.
3. Se la procura non è apposta in calce o a margine della dichiarazione di parte civile, ed è conferita nelle altre forme previste dall’articolo 100, commi 1 e 2, essa è depositata nella cancelleria o presentata in udienza unitamente alla dichiarazione di costituzione della parte civile.

Articolo 78 - Codice di Procedura Penale

(1) 1. La dichiarazione di costituzione di parte civile è depositata nella cancelleria del giudice che procede o presentata in udienza (420, 484) e deve contenere, a pena di inammissibilità:
a) le generalità della persona fisica o la denominazione dell’associazione o dell’ente che si costituisce parte civile e le generalità del suo legale rappresentante;
b) le generalità dell’imputato nei cui confronti viene esercitata l’azione civile o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo;
c) il nome e il cognome del difensore e l’indicazione della procura (100);
d) l’esposizione delle ragioni che giustificano la domanda;
e) la sottoscrizione del difensore (110).
2. Se è presentata fuori udienza, la dichiarazione deve essere notificata (152), a cura della parte civile, alle altre parti e produce effetto per ciascuna di esse dal giorno nel quale è eseguita la notificazione.
3. Se la procura non è apposta in calce o a margine della dichiarazione di parte civile, ed è conferita nelle altre forme previste dall’articolo 100, commi 1 e 2, essa è depositata nella cancelleria o presentata in udienza unitamente alla dichiarazione di costituzione della parte civile.

Note

(1) Si veda l’art. 23, comma 50, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, nella L. 15 luglio 2011, n. 111, di cui si riporta il testo: «50. In tutti gli atti introduttivi di un giudizio, compresa l’azione civile in sede penale e in tutti gli atti di prima difesa devono essere indicati, le generalità complete della parte, la residenza o sede, il domicilio eletto presso il difensore ed il codice fiscale, oltre che della parte, anche dei rappresentanti in giudizio.».

Massime

Nel caso di fatto diverso a seguito di contestazione suppletiva effettuata dal P.M. in udienza, la parte civile già costituita non deve rinnovare la costituzione, ma può limitarsi a modi.care nelle conclusioni la domanda già proposta sia con riferimento alla “causa petendi”, che al “petitum”. Cass. pen. sez. II 9 marzo 2015, n. 9933

La parte civile – una volta nominato il difensore che abbia accettato l’incarico – ha l’onere di accertare che l’azione civile sia stata esercitata, provvedendo ad una nuova nomina, nel caso in cui il difensore sia sospeso dall’albo professionale; ne deriva che qualora non provveda a detto adempimento, non è configurabile alcuna nullità delle noti.che effettuate alla parte civile, rappresentata dal difensore sospeso. Cass. pen. sez. V 23 febbraio 2011, n. 7038

La costituzione di parte civile richiede, anche nel giudizio direttissimo, il rispetto delle formalità previste dalla legge, consistenti nel deposito in cancelleria o nella presentazione in udienza dell’apposita dichiarazione. (La Corte ha precisato che è illegittima la costituzione per mezzo della mera rappresentazione informale dell’intento di costituirsi). Cass. pen. sez. IV 10 ottobre 2008, n. 38535

In tema di costituzione di parte civile, l’inosservanza della prescrizione dell’art. 78 c.p.p.che richiede a pena di inammissibilità l’esposizione delle ragioni che giustificano la domanda, è ravvisabile solo ove, in base alla dichiarazione, non sia individuabile, neppure per relationem all’addebito elevato con l’imputazione, il rapporto tra fatto-reato e danno lamentato, che deve invece essere specificato quando il danno viene ricollegato a reati di pericolo e, comunque, quando il danneggiato non si identifichi con la persona offesa (in applicazione di tale principio la Corte ha ritenuto affetta da inammissibilità la costituzione di parte civile priva di legitimatio ad causam di coloro che avevano affidato l’esecuzione di lavori di progettazione a persone che abusivamente esercitavano la professione di architetto). Cass. pen. sez. VI 23 novembre 2002, n. 39695

L’art. 78, comma 1, lett. d), c.p.p.che disciplina le formalità della costituzione di parte civile, non richiede, a pena di inammissibilità, che l’atto di costituzione contenga un’esposizione analitica della causa petendi, non dissimile da quella prescritta per la domanda proposta in sede civile. Ed invero l’esperimento dell’azione civile nel processo penale si avvale della sua connessione necessaria con la fattispecie concreta descritta nell’imputazione, sicché la pretesa risarcitoria, al di fuori dei casi in cui sia legata anche a fattori eccedenti i limiti della contestazione penale, non deve essere giustificata con enunciazioni ulteriori rispetto a quella del legame eziologico che la collega al fatto-reato. Cass. pen. sez. II 2 dicembre 1999, n. 13815

In tema di costituzione di parte civile, l’adempimento delle prescrizioni di cui alla lettera d) dell’art. 78 c.p.p. (esposizione delle ragioni che giustificano la domanda) risulta adeguatamente realizzato dal richiamo al capo di imputazione, il quale, se correttamente formulato, include gli elementi di fatto a fondamento della legittimazione attiva e di ogni ragione giusti.cativa della domanda. (Nella fattispecie, la Corte ha rigettato il ricorso dell’imputato, il quale aveva lamentato che, nella fase di merito, era stata ammessa la costituzione di parte civile, nonostante la mancata esposizione delle ragioni della domanda). Cass. pen. sez. V 23 ottobre 1999, n. 684

In tema di costituzione di parte civile, l’esposizione delle ragioni che giustificano la domanda, richiesta a pena di inammissibilità della stessa, deve servire solo a individuare la pretesa fatta valere in giudizio e non già ad enucleare le ragioni atte a determinarne l’accoglimento. Ne consegue che l’impegno argomentativo necessario a giusti.care l’esercizio dell’azione civile nel processo penale dipende dalla natura delle imputazioni e dal rapporto tra i fatti lamentati e la pretesa azionata sicché, allorquando detto rapporto sia immediato, come nel caso in cui si lamenti ingiuria o minaccia, si deve ritenere che ai fini dell’esposizione della causa petendi sia sufficiente il mero richiamo al fatto descritto nel capo di imputazione. Cass. pen. sez. V 1 giugno 1999, n. 6910

La dichiarazione di costituzione della parte civile, recante la mera indicazione del numero di procedimento penale, del titolo del reato e la generica enunciazione dell’intenzione di «ottenere il risarcimento integrale di ogni danno subito», non integra il requisito previsto, a pena di inammissibilità, dalla lett. d) dell’art. 78 c.p.p.; prescrivendo l’«esposizione delle ragioni che giustificano la domanda», infatti, il nuovo codice di rito, profondamente innovando rispetto al precedente sistema, richiede che l’atto de quo contenga una precisa determinazione non solo del petitum ma anche della causa petendi, similmente alle forme prescritte per la domanda proposta nel giudizio civile; di conseguenza, ai fini dell’ammissibilità della costituzione, non è sufficiente fare riferimento all’avvenuta commissione di un reato bensì è necessario richiamare le ragioni in forza delle quali si pretende che dal reato siano scaturite conseguenze pregiudizievoli nonché il titolo che legittima a far valere la pretesa. Cass. pen. sez. II 26 settembre 1996, n. 8723

L’art. 78, comma primo, lett. e), c.p.p.richiede, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del difensore in calce all’atto di costituzione di parte civile: a tal fine deve ritenersi sufficiente la sottoscrizione apposta dal difensore in calce al mandato conferitogli dalla parte privata ai fini di detta costituzione. Cass. pen. sez. I 29 maggio 1997, n. 5047

È ammissibile la costituzione di parte civile, ancorché la sottoscrizione del difensore sia apposta esclusivamente in calce alla procura speciale rilasciata dalla persona offesa e non alla dichiarazione di costituzione sottoscritta dal solo interessato, considerato che essa è sufficiente ad integrare il requisito della sottoscrizione del difensore in calce all’atto di costituzione, previsto dall’art. 78, comma primo, lett. e) cod. proc. pen. Cass. pen. sez. V 17 ottobre 2014, n. 43481

La sottoscrizione del difensore, in calce o a margine dell’atto di costituzione di parte civile, ancorchè successiva alla data in esso figurante, assolve, oltre che alla funzione di cui all’art. 78, comma primo, lett. e), c.p.p.anche a quella di autenticazione della firma del danneggiato sulla procura speciale, quando a questa si faccia riferimento nell’atto di costituzione ed entrambi gli atti siano poi depositati nella medesima data. Cass. pen. sez. V 21 giugno 2004, n. 27767

Il difensore dell’imputato non è ricompreso tra le “altre parti” cui deve essere notificato, ai sensi dell’art. 78, comma secondo, cod. proc. pen. l’atto di costituzione di parte civile presentato fuori udienza, posto che nel vigente codice di rito la nozione di “parte” deve intendersi riferita ai soggetti, attivo e passivo (pubblico ministero e imputato), dell’azione penale, nonché ai soggetti dell’eventuale azione civile proposta in sede penale (parte civile, responsabile civile, persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria). Cass. pen. sez. IV 27 gennaio 2015, n. 3797

Posto che la costituzione di parte civile realizza la inserzione nel processo penale di un rapporto civilistico per il risarcimento del danno e per le restituzioni, di cui sono parti il danneggiato, da un lato, e l’imputato ed il responsabile civile, dall’altro, ne consegue che le altre parti, cui essa deve essere notificata, sono appunto l’imputato ed eventualmente il responsabile civile con esclusione del pubblico ministero, che è del tutto estraneo al suddetto rapporto. Cass. pen. sez. IV 5 giugno 1997, n. 5270

L’omessa indicazione della data di conferimento della procura speciale al difensore della parte civile non determina alcuna incertezza in ordine allo “ius postulandi” dello stesso, posto che l’art. 78, comma 3, cod. proc. pen. prevede espressamente che, qualora non venga apposta in calce o a margine dell’atto di costituzione di parte civile, la procura può essere presentata direttamente in udienza unitamente alla dichiarazione di costituzione, sicché in tal caso la data che fa fede è quella di deposito. Cass. pen. sez. III 16 novembre 2017, n. 52435

La costituzione di parte civile ammessa in primo grado non è contestabile nei gradi successivi e non pu pertanto, essere oggetto di impugnazione. Ciò perché la questione concernente l’inosservanza delle disposizioni relative alla rappresentanza della parte civile è preclusa se non proposta subito dopo che sia stato compiuto per la prima volta l’accertamento della costituzione delle parti. Cass. pen. sez. V 16 gennaio 1999, n. 496

L’ordinanza decisoria delle questioni preliminari è suscettibile di impugnazione congiuntamente alla sentenza, salvo che la legge disponga altrimenti, in virtù del disposto dell’art. 586 c.p.p. Conseguentemente, l’imputato ha il diritto di impugnare la ordinanza che abbia respinto le eccezioni formulate in ordine alla costituzione di parte civile ai sensi dell’art. 491 c.p.p.unitamente alla sentenza resa, ove questa sia da lui impugnabile. (Fattispecie relativa a pronuncia di condanna alla pena e ai danni civili, per il delitto di ingiuria). Cass. pen. sez. V 9 febbraio 1996, n. 1557

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