Art. 732 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

Riconoscimento delle sentenze penali straniere per gli effetti civili

Articolo 732 - Codice di Procedura Penale

1. Chi ha interesse a far valere in giudizio le disposizioni penali di una sentenza straniera per conseguire le restituzioni o il risarcimento del danno o per altri effetti civili, può domandare il riconoscimento della sentenza alla corte di appello nel distretto della quale ha sede l’ufficio del casellario locale del luogo di nascita della persona cui è riferito il provvedimento giudiziario straniero, o alla Corte di appello di Roma (1).

Articolo 732 - Codice di Procedura Penale

1. Chi ha interesse a far valere in giudizio le disposizioni penali di una sentenza straniera per conseguire le restituzioni o il risarcimento del danno o per altri effetti civili, può domandare il riconoscimento della sentenza alla corte di appello nel distretto della quale ha sede l’ufficio del casellario locale del luogo di nascita della persona cui è riferito il provvedimento giudiziario straniero, o alla Corte di appello di Roma (1).

Note

(1) Le parole: «competente ai fini dell’iscrizione» sono state così sostituite dalle attuali da: «locale del luogo …» fino a: «… appello di Roma» dall’art. 53, comma 3, del D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313, a decorrere dal 45° giorno a partire dalla data di pubblicazione avvenuta sul Suppl. ord. alla Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 2003.

Massime

In tema di riconoscimento di sentenze penali straniere ad istanza del soggetto interessato a conseguire le restituzioni o il risarcimento del danno derivanti dal reato, mentre l’art. 732 cod. proc. pen. regola l’ipotesi in cui tale soggetto intenda far valere il giudicato penale di condanna per conseguire le proprie pretese attraverso un nuovo ed autonomo giudizio (dovendo in tal caso presentare la relativa domanda alla Corte d’appello del distretto in cui ha sede l’ufficio del casellario locale del luogo di nascita della persona cui si riferisce la sentenza straniera), l’art. 741 dello stesso codice disciplina il caso in cui la sentenza straniera già contenga statuizioni civili, di restituzione o risarcimento, suscettibili di diretta ed immediata esecuzione; in tale seconda evenienza, il soggetto interessato deve presentare la relativa domanda alla corte d’appello nel cui distretto dovrebbero esser fatte valere le predette statuizioni, salvo che sia già stato avviato, ad istanza della parte pubblica, un procedimento per l’esecuzione delle statuizioni penali (dovendo in tal caso confluire, all’interno di detto procedimento, anche la domanda del soggetto interessato alle disposizioni civili). Cass. pen. sez. VI 3 aprile 2015, n. 14041

In tema di effetti delle sentenze penali straniere, non è necessaria la richiesta del procuratore generale per il riconoscimento, ai fini disciplinari, delle stesse, ciò in quanto, nella locuzione «altri effetti civili», utilizzata dall’art. 732 c.p.p. e dall’art. 12 n. 4 c.p.devono intendersi compresi, non solo quelli strettamente privatistici, ma tutti gli effetti non penali (inclusi quindi quelli di natura amministrativa) della sentenza pronunziata dalla autorità giudiziaria straniera. (Nella fattispecie, su richiesta del Ministro della pubblica istruzione, la competente corte di appello aveva disposto il riconoscimento di sentenza penale straniera «ai fini di cui all’art. 12 c.p.», senza quindi limitare detto riconoscimento all’ipotesi di cui al n. 4 del predetto articolo. La Corte di cassazione ha annullato senza rinvio limitatamente al riconoscimento della sentenza straniera ai fini di cui all’art. 12 nn. 1, 2, 3, rigettando, nel resto, il ricorso). Cass. pen. sez. V 30 maggio 2001, n. 21903  .

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