Art. 717 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

Audizione della persona sottoposta a una misura coercitiva

Articolo 717 - Codice di Procedura Penale

1. Quando è stata applicata una misura coercitiva a norma degli artt. 714, 715 e 716, il presidente della corte di appello, al più presto e comunque entro cinque giorni dalla esecuzione della misura ovvero dalla convalida prevista dall’art. 716, provvede all’identificazione della persona, al suo interrogatorio, e ne raccoglie, previa informazione sulle conseguenze giuridiche che ne derivano, l’eventuale consenso all’estradizione o la rinuncia alla garanzia del principio di specialità, facendone menzione nel verbale (1).
2. Ai fini di provvedere agli adempimenti previsti dal comma 1, il presidente della corte di appello invita l’interessato a nominare un difensore di fiducia (96) designando, in difetto di tale nomina, un difensore di ufficio a norma dell’art. 97 comma 3. Gli adempimenti di cui al comma 1 sono compiuti alla necessaria presenza del difensore, al quale è dato avviso almeno ventiquattro ore prima (2). Il consenso all’estradizione e la rinuncia alla garanzia del principio di specialità non sono validi se non sono espressi alla presenza del difensore (2) (3).
2 bis. La rinuncia dell’estradato alla garanzia del principio di specialità è irrevocabile, salvo l’intervento di fatti nuovi che modifichino la situazione esistente al momento della rinuncia (4).

Articolo 717 - Codice di Procedura Penale

1. Quando è stata applicata una misura coercitiva a norma degli artt. 714, 715 e 716, il presidente della corte di appello, al più presto e comunque entro cinque giorni dalla esecuzione della misura ovvero dalla convalida prevista dall’art. 716, provvede all’identificazione della persona, al suo interrogatorio, e ne raccoglie, previa informazione sulle conseguenze giuridiche che ne derivano, l’eventuale consenso all’estradizione o la rinuncia alla garanzia del principio di specialità, facendone menzione nel verbale (1).
2. Ai fini di provvedere agli adempimenti previsti dal comma 1, il presidente della corte di appello invita l’interessato a nominare un difensore di fiducia (96) designando, in difetto di tale nomina, un difensore di ufficio a norma dell’art. 97 comma 3. Gli adempimenti di cui al comma 1 sono compiuti alla necessaria presenza del difensore, al quale è dato avviso almeno ventiquattro ore prima (2). Il consenso all’estradizione e la rinuncia alla garanzia del principio di specialità non sono validi se non sono espressi alla presenza del difensore (2) (3).
2 bis. La rinuncia dell’estradato alla garanzia del principio di specialità è irrevocabile, salvo l’intervento di fatti nuovi che modifichino la situazione esistente al momento della rinuncia (4).

Note

(1) Le parole: «e ne raccoglie l’eventuale consenso all’estradizione facendone menzione nel verbale» sono state così sostituite dalle attuali: «, al suo interrogatorio, e ne raccoglie, previa informazione sulle conseguenze giuridiche che ne derivano, l’eventuale consenso all’estradizione o la rinuncia alla garanzia del principio di specialità, facendone menzione nel verbale» dall’art. 4, comma 1, lett. p), n. 1), del D.L.vo 3 ottobre 2017, n. 149.
(2) L’originario secondo periodo è stato così sostituito dagli attuali secondo e terzo periodo dall’art. 4, comma 1, lett. p), n. 2), del D.L.vo 3 ottobre 2017, n. 149.
(3) Questa norma è applicabile in materia di misure coercitive previste dall’art. 14 del D.L.vo 7 settembre 2010, n. 161 sul reciproco riconoscimento delle sentenze di condanna a pena detentiva.
(4) Questo comma è stato aggiunto dall’art. 4, comma 1, lett. p), n. 3), del D.L.vo 3 ottobre 2017, n. 149.

Massime

In tema di estradizione, l’inosservanza del termine di cinque giorni, previsto dall’art. 717, comma primo, c.p.p.entro cui deve avvenire l’audizione della persona sottoposta a una misura coercitiva, non determina alcuna conseguenza, non trattandosi di un termine perentorio e dovendosi comunque escludere un’applicazione delle disposizioni vigenti in materia di misure cautelari personali, per le quali è espressamente prevista l’inefficacia della misura nell’ipotesi di omesso o intempestivo interrogatorio di garanzia. Cass. pen. sez. VI 20 dicembre 2006, n. 41732

Il consenso alla estradizione, prestato, a norma dell’art. 701, secondo comma, c.p.p. dall’estradando nell’ambito delle formalità prescritte dall’art. 717 c.p.p. ai fini della sua identificazione, non essendo equiparabile a un interrogatorio nel merito, non deve essere documentato con le forme previste dall’art. 141 bis c.p.p. Cass. pen. sez. VI 26 gennaio 2000, n. 4375

Avverso il provvedimento della corte d’appello di applicazione provvisoria di misura coercitiva in attesa di estradizione è proponibile ricorso per cassazione per violazione di legge. Detto vizio inerisce alla legittimità di tale provvedimento e non riguarda le incombenze successive alla sua emanazione ed esecuzione, di cui è cenno nell’art. 717 c.p.p. e la cui eventuale omissione va fatta valere innanzi alla corte d’appello in sede di richiesta di revoca della misura eseguita. (Fattispecie relativa all’omessa identificazione dell’arrestato, alla mancata richiesta del suo consenso all’estradizione e al mancato invito alla nomina di un difensore). Cass. pen. sez. I 24 gennaio 1996, n. 6276  .

Quando per mancanza di nomina di un difensore di fiducia, si avvisi il nominato difensore di ufficio della procedura di cui all’art. 717 c.p.p.la successiva nomina da parte dell’estradando di un difensore di fiducia non comporta la necessità di effettuare a questi un nuovo avviso, poiché, essendo previsto dal terzo comma della disposizione in questione l’obbligo di dare tale avviso almeno ventiquattro ore prima dell’udienza, il nuovo avviso imporrebbe uno slittamento dell’audizione prevista dall’art. 717 che invece, per espresso dettato normativo, deve tenersi non oltre cinque giorni dalla esecuzione della misura coercitiva. Cass. pen. sez. VI 19 marzo 1991

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