Art. 715 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

Applicazione provvisoria di misure cautelari

Articolo 715 - Codice di Procedura Penale

1. Su domanda dello Stato estero e a richiesta motivata del Ministro della giustizia (1), la corte di appello può disporre, in via provvisoria, una misura coercitiva (281286) prima che la domanda di estradizione sia pervenuta.
2. La misura può essere disposta (716) se:
a) lo Stato estero ha dichiarato che nei confronti della persona è stato emesso provvedimento restrittivo della libertà personale ovvero sentenza di condanna a pena detentiva e che intende presentare domanda di estradizione;
b) lo Stato estero ha fornito la descrizione dei fatti, la specificazione del reato e delle pene previste per lo stesso, nonché gli elementi (2) per l’esatta identificazione della persona;
c) vi è pericolo di fuga (274, lett. b).
3. La competenza a disporre la misura appartiene, nell’ordine, alla corte di appello nel cui distretto la persona ha la residenza, la dimora o il domicilio ovvero alla corte di appello del distretto in cui risulta che la persona si trova. Se la competenza non può essere determinata nei modi così indicati, è competente la Corte di appello di Roma.
4. La corte di appello può altresì disporre il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato (253).
5. Il Ministro della giustizia (3) dà immediata comunicazione allo Stato estero dell’applicazione in via provvisoria della misura coercitiva e dell’eventuale sequestro.
6. Le misure cautelari sono revocate (718) se entro quaranta giorni dalla predetta comunicazione non sono pervenuti al Ministero degli affari esteri o a quello della giustizia (4) la domanda di estradizione e i documenti previsti dall’art. 700 (716, 717).

Articolo 715 - Codice di Procedura Penale

1. Su domanda dello Stato estero e a richiesta motivata del Ministro della giustizia (1), la corte di appello può disporre, in via provvisoria, una misura coercitiva (281286) prima che la domanda di estradizione sia pervenuta.
2. La misura può essere disposta (716) se:
a) lo Stato estero ha dichiarato che nei confronti della persona è stato emesso provvedimento restrittivo della libertà personale ovvero sentenza di condanna a pena detentiva e che intende presentare domanda di estradizione;
b) lo Stato estero ha fornito la descrizione dei fatti, la specificazione del reato e delle pene previste per lo stesso, nonché gli elementi (2) per l’esatta identificazione della persona;
c) vi è pericolo di fuga (274, lett. b).
3. La competenza a disporre la misura appartiene, nell’ordine, alla corte di appello nel cui distretto la persona ha la residenza, la dimora o il domicilio ovvero alla corte di appello del distretto in cui risulta che la persona si trova. Se la competenza non può essere determinata nei modi così indicati, è competente la Corte di appello di Roma.
4. La corte di appello può altresì disporre il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato (253).
5. Il Ministro della giustizia (3) dà immediata comunicazione allo Stato estero dell’applicazione in via provvisoria della misura coercitiva e dell’eventuale sequestro.
6. Le misure cautelari sono revocate (718) se entro quaranta giorni dalla predetta comunicazione non sono pervenuti al Ministero degli affari esteri o a quello della giustizia (4) la domanda di estradizione e i documenti previsti dall’art. 700 (716, 717).

Note

(1) Le parole: «ministro di grazia e giustizia» sono state così sostituite dalle attuali: «Ministro della giustizia» dall’art. 4, comma 1, lett. n), n. 1), del D.L.vo 3 ottobre 2017, n. 149.
(2) Le parole: «gli elementi sufficienti» sono state così sostituite dalle attuali: «delle pene previste per lo stesso, nonché gli elementi» dall’art. 4, comma 1, lett. n), n. 2), del D.L.vo 3 ottobre 2017, n. 149.
(3) Le parole: «ministro di grazia e giustizia» sono state così sostituite dalle attuali: «Ministro della giustizia» dall’art. 4, comma 1, lett. n), n. 3), del D.L.vo 3 ottobre 2017, n. 149.
(4) Le parole: «di grazia e giustizia» sono state così sostituite dalle attuali: «della giustizia» dall’art. 4, comma 1, lett. n), n. 4), del D.L.vo 3 ottobre 2017, n. 149.

Massime

In tema di misure coercitive disposte nell’ambito di una procedura di estradizione passiva, il pericolo di fuga, che giusti.ca il mantenimento del provvedimento limitativo della libertà personale, attiene al pericolo di allontanamento dal territorio dello Stato richiesto con conseguente rischio di inosservanza dell’obbligo assunto a livello internazionale di rendere possibile ed effettiva la consegna dell’estradando al Paese richiedente, affinché risponda dei suoi comportamenti aventi rilevanza penale in quello Stato. Cass. pen. sez. VI 18 febbraio 2016, n. 6664

In tema di estradizione per l’estero, l’adozione di una misura cautelare non preceduta da un arresto operato a norma dell’art. 716 c.p.p. è illegittima, qualora manchi una richiesta motivata del Ministro della giustizia ai sensi dell’art. 715, comma primo, c.p.p.. (Fattispecie relativa ad un mandato di arresto emesso dall’autorità giudiziaria croata, senza che fosse stata presentata domanda di estradizione da parte delle autorità croate). Cass. pen. sez. VI 30 dicembre 2008, n. 48498

In tema di estradizione per l’estero, l’art. 16, par. 4 della Convenzione europea di estradizione, .rmata a Parigi il 13 dicembre 1957, resa esecutiva con legge 30 gennaio 1963, n. 300, nello stabilire la perenzione dell’arresto provvisorio nel caso in cui la Parte richiesta non sia investita della domanda di estradizione e dei relativi documenti, attribuisce al termine di quaranta giorni, e non anche a quello di diciotto giorni, carattere di perentorietà, con la conseguente liberazione dell’estradando solo al decorso del primo. Cass. pen. sez. VI 28 aprile 2004, n. 19636

La competenza a decidere sulla domanda di estradizione per l’estero, appartiene alla corte di appello che ha disposto ex art. 715 c.p.p. la misura coercitiva in via provvisoria ovvero alla corte di appello il cui presidente ha convalidato l’arresto previsto dall’art. 716 c.p.p.applicandosi i restanti criteri stabiliti dall’art. 701, comma quarto c.p.p. (residenza, dimora e domicilio dell’estradando) soltanto nell’ipotesi in cui la domanda di estradizione sia pervenuta prima dell’arresto a fini estradizionali. Cass. pen. sez. VI 11 dicembre 2003, n. 47465

In tema di estradizione per l’estero, l’arresto provvisorio è legittimamente eseguito, a parte gli altri presupposti, se ricorre una situazione di urgenza. Ne discende che il presidente della Corte d’appello. nel convalidare l’arresto, non può esimersi dal motivare in ordine alla sussistenza di tale requisito, che non si identifica necessariamente nel pericolo di fuga, in quanto il richiamo all’art. 715, secondo comma, c.p.p.operato dall’art. 715, primo comma, del medesimo codice, riguarda le altre condizioni senza le quali l’arresto non è consentito, mentre l’urgenza si pone come elemento eventualmente diverso e ulteriore rispetto a esse. Cass. pen. sez. VI 13 agosto 2003, n. 34250

In tema di misure coercitive disposte in via provvisoria nell’ambito di una procedura di estradizione passiva, il pericolo di fuga che giusti.ca il mantenimento del provvedimento limitativo della libertà personale deve intendersi anche come pericolo di allontanamento dal territorio dello Stato richiesto con conseguente rischio di inosservanza dell’obbligo assunto a livello internazionale di rendere possibile ed effettiva la consegna dell’estradando al Paese richiedente, affinché risponda dei suoi comportamenti aventi rilevanza penale in quello Stato. Cass. pen. sez. VI 7 marzo 2003, n. 10680

In tema di estradizione all’estero, ai fini della convalida dell’arresto operato d’urgenza dalla polizia giudiziaria e dell’applicazione provvisoria di misure cautelari da parte del presidente della corte di appello non è richiesta la trasmissione del provvedimento limitativo della libertà personale adottato dall’autorità estera, ma unicamente la dichiarazione che tale provvedimento sia stato emesso, giacché l’inserimento nel bollettino delle ricerche della richiesta di arresto provvisorio ai fini estradizionali o la diffusione di ricerca per l’arresto provvisorio da parte dello Stato estero, con l’indicazione del provvedimento restrittivo della libertà personale, è sufficiente ad integrare la condizione richiesta dall’art. 715, comma 1, lett. a), c.p.p. per la convalida dell’arresto e l’applicazione provvisoria di misure cautelari. Cass. pen. sez. VI 7 dicembre 2001, n. 44149

In tema di estradizione per l’estero, l’arresto provvisorio è legittimamente eseguito, a parte gli altri presupposti, se ricorre una situazione di urgenza. Ne discende che il presidente della Corte di appello, nel convalidare l’arresto, non può esimersi dal motivare in ordine alla sussistenza di tale requisito, che non si identifica necessariamente nel pericolo di fuga, in quanto il richiamo all’art. 715, comma secondo, c.p.p.operato dall’art. 715, comma primo, del medesimo codice, riguarda le altre condizioni senza le quali l’arresto non è consentito, mentre l’urgenza si pone come elemento eventualmente diverso e ulteriore rispetto a esse. Cass. pen. sez. VI 21 marzo 2000, n. 585

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