Art. 566 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477 - aggiornato al D.Lgs. 08.11.2021, n. 188)

ARTICOLO ABROGATO Convalida dell'arresto e giudizio direttissimo

Articolo 566 - codice di procedura penale

(1) [1. Gli ufficiali o gli agenti di polizia giudiziaria che hanno eseguito l’arresto in flagranza o che hanno avuto in consegna l’arrestato (379 ss.) lo conducono direttamente davanti al giudice del dibattimento per la convalida dell’arresto (391) e il contestuale giudizio (coord. 233), sulla base della imputazione formulata dal pubblico ministero. In tal caso citano anche oralmente la persona offesa (90, 91) e i testimoni (194 ss.) e avvisano il difensore di fiducia (96) o, in mancanza, quello designato di ufficio a norma dell’art. 97 comma 3 (att. 162, 163).
2. Quando il giudice non tiene udienza, gli ufficiali o gli agenti di polizia giudiziaria che hanno eseguito l’arresto o che hanno avuto in consegna l’arrestato, gliene danno immediata notizia e presentano l’arrestato all’udienza che il giudice fissa entro quarantotto ore dall’arresto. Non si applica la disposizione prevista dall’art. 386 comma 4.
3. Il giudice al quale viene presentato l’arrestato autorizza l’ufficiale o l’agente di polizia giudiziaria a una relazione orale e quindi sente l’arrestato per la convalida dell’arresto.
4. Se il pubblico ministero ordina che l’arrestato in flagranza sia posto a sua disposizione a norma dell’art. 386, lo può presentare direttamente all’udienza, in stato di arresto, per la convalida e il contestuale giudizio, entro quarantotto ore dall’arresto. Se il giudice non tiene udienza, la fissa, a richiesta del pubblico ministero, al più presto e comunque entro le successive quarantotto ore. Si applicano al giudizio di convalida le disposizioni dell’art. 391, in quanto compatibili (449).
5. Se l’arresto non è convalidato, il giudice restituisce gli atti al pubblico ministero. Il giudice procede tuttavia a giudizio direttissimo quando l’imputato e il pubblico ministero vi consentono.
6. Se l’arresto è convalidato a norma dei commi precedenti, si procede immediatamente al giudizio.
7. L’imputato ha facoltà di richiedere un termine per preparare la difesa non superiore a cinque giorni. Quando l’imputato si avvale di tale facoltà, il dibattimento è sospeso fino all’udienza immediatamente successiva alla scadenza del termine (451).
8. Subito dopo l’udienza di convalida, l’imputato può formulare richiesta di giudizio abbreviato (560) ovvero di applicazione della pena a norma dell’art. 444 (563). In tal caso, se vi è consenso del pubblico ministero, il giudizio si svolge davanti allo stesso giudice del dibattimento. Si applicano le disposizioni dell’art. 452 comma 2.
9. Fuori dei casi previsti dai commi precedenti, il pubblico ministero procede a norma del titolo II del presente libro (551 ss.).]

Articolo 566 - Codice di Procedura Penale

(1) [1. Gli ufficiali o gli agenti di polizia giudiziaria che hanno eseguito l’arresto in flagranza o che hanno avuto in consegna l’arrestato (379 ss.) lo conducono direttamente davanti al giudice del dibattimento per la convalida dell’arresto (391) e il contestuale giudizio (coord. 233), sulla base della imputazione formulata dal pubblico ministero. In tal caso citano anche oralmente la persona offesa (90, 91) e i testimoni (194 ss.) e avvisano il difensore di fiducia (96) o, in mancanza, quello designato di ufficio a norma dell’art. 97 comma 3 (att. 162, 163).
2. Quando il giudice non tiene udienza, gli ufficiali o gli agenti di polizia giudiziaria che hanno eseguito l’arresto o che hanno avuto in consegna l’arrestato, gliene danno immediata notizia e presentano l’arrestato all’udienza che il giudice fissa entro quarantotto ore dall’arresto. Non si applica la disposizione prevista dall’art. 386 comma 4.
3. Il giudice al quale viene presentato l’arrestato autorizza l’ufficiale o l’agente di polizia giudiziaria a una relazione orale e quindi sente l’arrestato per la convalida dell’arresto.
4. Se il pubblico ministero ordina che l’arrestato in flagranza sia posto a sua disposizione a norma dell’art. 386, lo può presentare direttamente all’udienza, in stato di arresto, per la convalida e il contestuale giudizio, entro quarantotto ore dall’arresto. Se il giudice non tiene udienza, la fissa, a richiesta del pubblico ministero, al più presto e comunque entro le successive quarantotto ore. Si applicano al giudizio di convalida le disposizioni dell’art. 391, in quanto compatibili (449).
5. Se l’arresto non è convalidato, il giudice restituisce gli atti al pubblico ministero. Il giudice procede tuttavia a giudizio direttissimo quando l’imputato e il pubblico ministero vi consentono.
6. Se l’arresto è convalidato a norma dei commi precedenti, si procede immediatamente al giudizio.
7. L’imputato ha facoltà di richiedere un termine per preparare la difesa non superiore a cinque giorni. Quando l’imputato si avvale di tale facoltà, il dibattimento è sospeso fino all’udienza immediatamente successiva alla scadenza del termine (451).
8. Subito dopo l’udienza di convalida, l’imputato può formulare richiesta di giudizio abbreviato (560) ovvero di applicazione della pena a norma dell’art. 444 (563). In tal caso, se vi è consenso del pubblico ministero, il giudizio si svolge davanti allo stesso giudice del dibattimento. Si applicano le disposizioni dell’art. 452 comma 2.
9. Fuori dei casi previsti dai commi precedenti, il pubblico ministero procede a norma del titolo II del presente libro (551 ss.).]

Note

(1) Questo articolo è stato abrogato dall’art. 44 della L. 16 dicembre 1999, n. 479.

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