Art. 550 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477 - aggiornato al D.Lgs. 08.11.2021, n. 188)

Casi di citazione diretta a giudizio

Articolo 550 - codice di procedura penale

1. Il pubblico ministero esercita l’azione penale con la citazione diretta a giudizio quando si tratta di contravvenzioni ovvero di delitti puniti con la pena della reclusione non superiore nel massimo a quattro anni o con la multa, sola o congiunta alla predetta pena detentiva. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all’articolo 415 bis. Per la determinazione della pena si osservano le disposizioni dell’articolo 4.
2. La disposizione del comma 1 si applica anche quando si procede per uno dei seguenti reati:
a) violenza o minaccia a un pubblico ufficiale prevista dall’articolo 336 del codice penale;
b) resistenza a un pubblico ufficiale prevista dall’articolo 337 del codice penale;
c) oltraggio a un magistrato in udienza aggravato a norma dell’articolo 343, secondo comma, del codice penale;
d) violazione di sigilli aggravata a norma dell’articolo 349, secondo comma, del codice penale;
e) rissa aggravata a norma dell’articolo 588, secondo comma, del codice penale, con esclusione delle ipotesi in cui nella rissa taluno sia rimasto ucciso o abbia riportato lesioni gravi o gravissime;
e bis) lesioni personali stradali, anche se aggravate, a norma dell’articolo 590 bis del codice penale (1);
f) furto aggravato a norma dell’articolo 625 del codice penale;
g) ricettazione prevista dall’articolo 648 del codice penale.
3. Se il pubblico ministero ha esercitato l’azione penale con citazione diretta per un reato per il quale è prevista l’udienza preliminare e la relativa eccezione è proposta entro il termine indicato dall’articolo 491, comma 1, il giudice dispone con ordinanza la trasmissione degli atti al pubblico ministero.

Articolo 550 - Codice di Procedura Penale

1. Il pubblico ministero esercita l’azione penale con la citazione diretta a giudizio quando si tratta di contravvenzioni ovvero di delitti puniti con la pena della reclusione non superiore nel massimo a quattro anni o con la multa, sola o congiunta alla predetta pena detentiva. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all’articolo 415 bis. Per la determinazione della pena si osservano le disposizioni dell’articolo 4.
2. La disposizione del comma 1 si applica anche quando si procede per uno dei seguenti reati:
a) violenza o minaccia a un pubblico ufficiale prevista dall’articolo 336 del codice penale;
b) resistenza a un pubblico ufficiale prevista dall’articolo 337 del codice penale;
c) oltraggio a un magistrato in udienza aggravato a norma dell’articolo 343, secondo comma, del codice penale;
d) violazione di sigilli aggravata a norma dell’articolo 349, secondo comma, del codice penale;
e) rissa aggravata a norma dell’articolo 588, secondo comma, del codice penale, con esclusione delle ipotesi in cui nella rissa taluno sia rimasto ucciso o abbia riportato lesioni gravi o gravissime;
e bis) lesioni personali stradali, anche se aggravate, a norma dell’articolo 590 bis del codice penale (1);
f) furto aggravato a norma dell’articolo 625 del codice penale;
g) ricettazione prevista dall’articolo 648 del codice penale.
3. Se il pubblico ministero ha esercitato l’azione penale con citazione diretta per un reato per il quale è prevista l’udienza preliminare e la relativa eccezione è proposta entro il termine indicato dall’articolo 491, comma 1, il giudice dispone con ordinanza la trasmissione degli atti al pubblico ministero.

Note

(1) Questa lettera è stata aggiunta dall’art. 1, comma 5, lett. f), della L. 23 marzo 2016, n. 41.

Massime

Per i delitti di furto in abitazione e di furto con strappo, previsti dall’art. 624-bis cod. pen. pur a seguito dalla legge 23 giugno 2017, n. 103, che ha apportato modi.che ai minimi edittali, si procede con citazione diretta a giudizio, ai sensi dell’art. 550 cod. proc. pen. (In applicazione del principio la Corte ha annullato senza rinvio, in quanto abnorme, l’ordinanza con cui il tribunale aveva disposto la trasmissione degli atti al pubblico ministero affinchè esercitasse l’azione penale mediante richiesta di rinvio a giudizio). Cass. pen. sez. IV 16 gennaio 2019, n. 1792

È abnorme, in quanto determina una indebita regressione del procedimento, l’ordinanza del Gup che, investito di richiesta di rinvio a giudizio, disponga la restituzione degli atti al P.M. sull’erroneo presupposto che debba procedersi con citazione diretta a giudizio. Cass. pen. sez. III 11 dicembre 2014, n. 51424

In tema di capacità del giudice, in caso di assenza o mancanza del giudice professionale, i giudici onorari, in base all’art. 43 bis ord. giud.possono trattare tutti i processi di cui all’art. 550 c.p.p.senza alcuna distinzione tra fase di cognizione e fase di esecuzione. Cass. pen. sez. I 27 maggio 2013, n. 22716

Il criterio della non delegabilità delle funzioni di pubblico ministero a soggetti non togati nei procedimenti per reati diversi da quelli per i quali si procede con la citazione diretta a giudizio, stabilito dall’articolo 72, ultimo comma, dell’ordinamento giudiziario (R.D. 30 gennaio 1941, n. 12), costituisce una prescrizione per i dirigenti degli uffici requirenti, relativa all’organizzazione del lavoro nelle procure, ma non ha rilievo esterno all’ufficio e non incide sulla validità delle deleghe conferite e degli atti compiuti. Detta normativa, infatti, detta soltanto un criterio di massima al quale l’organo delegante deve attenersi compatibilmente con le inderogabili esigenze di funzionamento dell’ufficio, senza che l’apprezzamento di tali esigenze possa assumere rilievo esterno all’ufficio e dar luogo a implicazioni sulla capacità della parte pubblica nel processo. (Da queste premesse, in un procedimento per omicidio colposo, la Corte ha escluso che potesse farsi discendere, dalla partecipazione al processo di un vice procuratore onorario, in qualità di delegato del procuratore della Repubblica, alcuna nullità degli atti processuali e della sentenza). Cass. pen. sez. IV 30 marzo 2005, n. 12212

In tema di capacità del giudice, in caso di assenza o mancanza del giudice professionale, i giudici onorari, in base all’art. 43 bis ord. giud.possono trattare tutti i processi di cui all’art. 550 c.p.p.senza alcuna distinzione tra fase di cognizione e fase di esecuzione. Cass. pen. sez. III 2 febbraio 2005, n. 3355

È abnorme, in quanto incompatibile con i principi generali dell’ordinamento e causa di una stasi del procedimento non altrimenti superabile se non con la risoluzione del conflitto, l’ordinanza del Tribunale monocratico che, investito della citazione a giudizio per reati rispettivamente di competenza del giudice monocratico e del Tribunale in composizione collegiale, tra i quali non sussista un’ipotesi di connessione qualificata, disponga la restituzione di tutti gli atti al pubblico ministero, così determinando la regressione alla fase delle indagini preliminari dell’intero procedimento, anche per i reati di competenza del giudice monocratico per i quali l’azione penale era stata validamente esercitata mediante citazione diretta. Cass. pen. sez. I 25 maggio 2004, n. 23958

Nel caso di rigetto della richiesta di archiviazione, con ordine di formulazione dell’imputazione, spetta al pubblico ministero, una volta adempiuto a tale incombente, emettere il decreto di citazione a giudizio, ove trattisi di reati per i quali l’art. 550 c.p.p. prevede la citazione diretta. Cass. pen. sez. V 27 aprile 2004, n. 19494

Non è abnorme l’ordinanza con la quale il giudice per le indagini preliminari, investito della richiesta di giudizio immediato, una volta riscontrata la violazione dell’art. 550 c.p.p. per essersi proceduto con rito immediato in riferimento ad una fattispecie (furto aggravato) per la quale l’azione avrebbe dovuto esercitarsi mediante citazione diretta a giudizio, disponga non luogo a provvedere su detta richiesta ed ordini la restituzione degli atti al pubblico ministero. (In motivazione la Corte, precisando che il provvedimento non potrebbe comunque considerarsi abnorme in quanto non produttivo di una situazione di stallo nel procedimento, ha ritenuto possibile una estensione analogica al caso in questione della disciplina sulla restituzione degli atti che l’art. 33 sexies c.p.p. riferisce testualmente al giudice dell’udienza preliminare). Cass. pen. sez. IV 20 febbraio 2004, n. 7295

Non è abnorme il provvedimento con il quale il Gip, ordinata la formulazione dell’ imputazione coatta per un reato ricompreso tra quelli per cui, ai sensi dell’art. 550 c.p.p.si deve procedere a citazione diretta a giudizio, disponga la restituzione degli atti al pubblico ministero, il quale, anzichè emettere il decreto di citazione a giudizio a norma dell’art. 552 c.p.p.abbia richiesto la fissazione dell’udienza preliminare ai sensi dell’art. 409, comma quinto, c.p.p. Cass. pen. sez. V 4 novembre 2003, n. 41912

In caso di opposizione della persona offesa alla richiesta di archiviazione per un reato suscettibile di azione mediante citazione diretta ai sensi dell’art. 550 c.p.p.il giudice, salva l’eventualità che l’opposizione stessa debba essere dichiarata inammissibile, non può deliberare de plano l’accoglimento della richiesta formulata dal pubblico ministero, dovendosi procedere mediante fissazione di udienza camerale secondo il combinato disposto degli artt. 409 e 410, norme richiamate «in quanto applicabili» dalle disposizioni generali per il procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica (art. 549 c.p.p.) Cass. pen. sez. IV 11 febbraio 2003, n. 6500

Non è abnorme il provvedimento del giudice del dibattimento che, a norma del terzo comma dell’art. 550 c.p.p.disponga la trasmissione degli atti al P.M. nel caso in cui sia stata esercitata l’azione penale con citazione diretta per un reato per il quale era, invece, prevista l’udienza preliminare. (Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto non abnorme l’ordinanza del giudice monocratico che aveva dichiarato la nullità del decreto di citazione a giudizio per il reato di cui all’art. 4 lett. f) della legge n. 516 del 1982, in considerazione della necessità di fissare l’udienza preliminare prevista per l’imputazione da riformularsi alla luce della sopravvenuta disciplina di cui al D.L.vo n. 74 del 2000). Cass. pen. sez. III 10 ottobre 2002, n. 33943

Non è qualificabile come abnorme, e non è pertanto suscettibile di essere direttamente impugnata con ricorso per cassazione, l’ordinanza con cui il tribunale, in sede di convalida dell’arresto, ha ritenuto la nullità della delega conferita dal Procuratore della Repubblica ad un ufficiale di polizia giudiziaria per lo svolgimento delle funzioni di pubblico ministero, ai sensi dell’art. 72, ultimo comma dell’ordinamento giudiziario, come modificato dall’art. 58 della L. 16 dicembre 1999, n. 479, poiché tale provvedimento, funzionale esclusivamente alla verifica dei presupposti del giudizio, e, in particolare, della regolare costituzione del contraddittorio, non determina una stasi processuale, attesa la conseguente trasmissione degli atti al pubblico ministero. Cass. pen. sez. IV 18 settembre 2002, n. 31036

Nel procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica l’eventuale esercizio dell’azione penale da parte del pubblico ministero mediante citazione diretta quando trattisi di reato per il quale è prevista l’udienza preliminare non dà luogo a nullità assoluta ed insanabile, ma soltanto a nullità a regime «intermedio» – da rilevarsi, a pena di decadenza, subito dopo il compimento, per la prima volta, dell’accertamento della costituzione delle parti. Cass. pen.,sez. VI 27 febbraio 2002, n. 7774

Non costituisce causa di nullità processuale, non influendo sulla regolare costituzione delle parti, l’attribuzione ai vice procuratori onorari delle funzioni di pubblico ministero nei procedimenti diversi da quelli per i quali è prevista la citazione diretta dell’imputato, ai sensi dell’art. 550 c.p.p.in quanto l’art. 72 del R.D. n. 12 del 1941, come modificato dall’art. 58 della legge n. 479 del 1999, non contiene un divieto assoluto di utilizzare i vice procuratori onorari nei procedimenti diversi da quelli previsti dall’art. 550 c.p.p. ma si limita ad indicare un criterio di massima per l’organizzazione degli uffici del P.M. Cass. pen. sez. VI 17 maggio 2001

Istituti giuridici

Novità giuridiche

Codici e leggi

Codice Ambiente

Codice Antimafia

Codice Antiriciclaggio

Codice Civile

Codice Crisi d’Impresa

Codice dei Beni Culturali

Codice dei Contratti Pubblici

Codice del Consumo

Codice del Terzo Settore

Codice del Turismo

Codice dell’Amministrazione Digitale

Codice della Navigazione

Codice della Privacy

Codice della Protezione Civile

Codice della Strada

Codice delle Assicurazioni

Codice delle Comunicazioni Elettroniche

Codice delle Pari Opportunità

Codice di Procedura Civile

Codice di Procedura Penale

Codice Giustizia Contabile

Codice Penale

Codice Processo Amministrativo

Codice Processo Tributario

Codice Proprietà Industriale

Codice Rosso

Costituzione

Decreto Cura Italia

Decreto Legge Balduzzi

Disposizioni attuazione Codice Civile e disposizioni transitorie

Disposizioni di attuazione del Codice di Procedura Civile

Disposizioni di attuazione del Codice Penale

DPR 445 – 2000

Legge 104

Legge 23 agosto 1988 n 400

Legge 68 del 1999 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili)

Legge Basaglia

Legge Bassanini

Legge Bassanini Bis

Legge Cambiaria

Legge Cure Palliative

Legge Di Bella

Legge Diritto d’Autore

Legge Equo Canone

Legge Fallimentare

Legge Gelli-Bianco

Legge Mediazione

Legge Pinto

Legge Severino

Legge Sovraindebitamento

Legge sul Divorzio

Legge sul Procedimento Amministrativo

Legge sulle Locazioni Abitative

Legge Testamento Biologico

Legge Unioni Civili

Norme di attuazione del Codice di Procedura Penale

Ordinamento Penitenziario

Preleggi

Statuto dei Lavoratori

Statuto del Contribuente

Testo Unico Bancario

Testo Unico Edilizia

Testo Unico Enti Locali

Testo Unico Espropri

Testo Unico Imposte sui Redditi

Testo Unico Iva

Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza

Testo Unico Sicurezza Lavoro

Testo Unico Stupefacenti

Testo Unico Successioni e Donazioni

Testo Unico sul Pubblico Impiego

Testo Unico sull’Immigrazione

Altre leggi

Codice Deontologico Forense

Codici Deontologici

Disciplina comunitaria e internazionale

Office Advice © 2020 – Tutti i diritti riservati – P.IVA 02542740747