Art. 498 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477 - aggiornato al D.Lgs. 08.11.2021, n. 188)

Esame diretto e controesame dei testimoni

Articolo 498 - codice di procedura penale

(1) 1. Le domande sono rivolte direttamente dal pubblico ministero o dal difensore che ha chiesto l’esame del testimone (493, 567).
2. Successivamente altre domande possono essere rivolte dalle parti che non hanno chiesto l’esame, secondo l’ordine indicato nell’art. 496 (505, 506).
3. Chi ha chiesto l’esame può proporre nuove domande.
4. L’esame testimoniale del minorenne è condotto dal presidente su domande e contestazioni proposte dalle parti. Nell’esame il presidente può avvalersi dell’ausilio di un familiare del minore o di un esperto in psicologia infantile. Il presidente, sentite le parti, se ritiene che l’esame diretto del minore non possa nuocere alla serenità del teste, dispone con ordinanza (125, 586) che la deposizione prosegua nelle forme previste dai commi precedenti. L’ordinanza può essere revocata nel corso dell’esame (472).
4 bis. Si applicano, se una parte lo richiede ovvero se il presidente lo ritiene necessario, le modalità di cui all’articolo 398, comma 5 bis.
4 ter. Quando si procede per i reati di cui agli articoli 572, (2) 600, (3) 600 bis, 600 ter, 600 quater, 600 quinquies, 601, 602, (3) 609 bis, 609 ter, 609 quater, 609 octies e 612 bis (4) del codice penale, l’esame del minore vittima del reato ovvero del maggiorenne infermo di mente vittima del reato (5) viene effettuato, su richiesta sua o del suo difensore, mediante l’uso di un vetro specchio unitamente ad un impianto citofonico (6).
4 quater. Fermo quanto previsto dai precedenti commi, quando occorre procedere all’esame di una persona offesa che versa in condizione di particolare vulnerabilità, il giudice, se la persona offesa o il suo difensore ne fa richiesta, dispone l’adozione di modalità protette (7).

Articolo 498 - Codice di Procedura Penale

(1) 1. Le domande sono rivolte direttamente dal pubblico ministero o dal difensore che ha chiesto l’esame del testimone (493, 567).
2. Successivamente altre domande possono essere rivolte dalle parti che non hanno chiesto l’esame, secondo l’ordine indicato nell’art. 496 (505, 506).
3. Chi ha chiesto l’esame può proporre nuove domande.
4. L’esame testimoniale del minorenne è condotto dal presidente su domande e contestazioni proposte dalle parti. Nell’esame il presidente può avvalersi dell’ausilio di un familiare del minore o di un esperto in psicologia infantile. Il presidente, sentite le parti, se ritiene che l’esame diretto del minore non possa nuocere alla serenità del teste, dispone con ordinanza (125, 586) che la deposizione prosegua nelle forme previste dai commi precedenti. L’ordinanza può essere revocata nel corso dell’esame (472).
4 bis. Si applicano, se una parte lo richiede ovvero se il presidente lo ritiene necessario, le modalità di cui all’articolo 398, comma 5 bis.
4 ter. Quando si procede per i reati di cui agli articoli 572, (2) 600, (3) 600 bis, 600 ter, 600 quater, 600 quinquies, 601, 602, (3) 609 bis, 609 ter, 609 quater, 609 octies e 612 bis (4) del codice penale, l’esame del minore vittima del reato ovvero del maggiorenne infermo di mente vittima del reato (5) viene effettuato, su richiesta sua o del suo difensore, mediante l’uso di un vetro specchio unitamente ad un impianto citofonico (6).
4 quater. Fermo quanto previsto dai precedenti commi, quando occorre procedere all’esame di una persona offesa che versa in condizione di particolare vulnerabilità, il giudice, se la persona offesa o il suo difensore ne fa richiesta, dispone l’adozione di modalità protette (7).

Note

(1) La Corte costituzionale, con sentenza n. 283 del 30 luglio 1997, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di questo articolo, nella parte in cui non consente, nel caso di testimone maggiorenne infermo di mente, che il presidente, sentite le parti, ove ritenga che l’esame del teste ad opera delle parti possa nuocere alla personalità del teste medesimo, ne conduca direttamente l’esame su domande e contestazioni proposte dalle parti.
(2) Le parole: «572,» sono state inserite dall’art. 2, comma 1, lett. i), n. 1), del D.L. 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, nella L. 15 ottobre 2013, n. 119.
(3) Le parole: «600,» e: «601, 602,» sono state inserite dall’art. 15, comma 10, della L. 11 agosto 2003, n. 228.
(4) Le parole:«e 609 octies» sono state così sostituite dalle attuali: «, 609 octies e 612 bis», dall’art. 9, comma 1, lett. d), n. 1), del D.L. 23 febbraio 2009, n. 11, convertito, con modificazioni, nella L. 23 aprile 2009, n. 38.
(5) Le parole: «ovvero del maggiorenne infermo di mente vittima del reato» sono state inserite dall’art. 9, comma 1, lett. d), n. 2), del D.L. 23 febbraio 2009, n. 11, convertito, con modificazioni, nella L. 23 aprile 2009, n. 38.
(6) La Corte costituzionale, con sentenza n. 63 del 29 gennaio 2005, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di questo comma nella parte in cui non prevede che l’esame del maggiorenne infermo di mente vittima del reato sia effettuato, su richiesta sua o del suo difensore, mediante l’uso di un vetro specchio unitamente ad un impianto citofonico.
(7) Questo comma, aggiunto dall’art. 2, comma 1, lett. i), n. 2), del D.L. 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, nella L. 15 ottobre 2013, n. 119, è stato così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. l), del D.L.vo 15 dicembre 2015, n. 212.

Massime

In tema di esame testimoniale del minorenne, il presidente può disporre modalità particolari (nella specie, l’uso di un vetro specchio) ai sensi degli artt. 498, comma quarto bis e 398, comma quinto, cod. proc. pen.non solo nei processi relativi a reati sessuali, ma anche nei casi in cui vi sia richiesta di parte ovvero egli lo ritenga necessario, per evitare che l’esame diretto possa nuocere alla serenità del minore. Cass. pen. sez. VI 3 febbraio 2014, n. 5132

L’applicazione, in sede di indagini preliminari, delle particolari cautele dettate dall’art. 498, comma quarto, c.p.p. per l’esame testimoniale del minore è rimessa alla valutazione del giudice che, di volta in volta, ne ravvisi la necessità ai fini della tutela del minore stesso. Cass. pen. sez. III 11 febbraio 2008, n. 6464

Le particolari cautele dettate dall’art. 498, comma quarto, c.p.p.per l’esame testimoniale del minorenne – la cui adozione è rimessa al potere discrezionale del giudice del dibattimento – non si applicano in sede di sommarie dichiarazioni rese nel corso delle indagini preliminari. (In applicazione di tale principio la Corte ha ritenuto utilizzabili nel giudizio abbreviato le dichiarazioni di un minorenne assunte da un solo operatore di polizia giudiziaria). Cass. pen. sez. VI 13 novembre 2000, n. 11615  .

In tema di esame testimoniale, per ragioni di economia processuale e di concentrazione del contraddittorio volte ad evitare interventi «a catena» e senza limiti, non è prevista la possibilità di un ulteriore controesame a seguito delle nuove domande proposte ai sensi del comma 3 dell’art. 498 c.p.p. Cass. pen. sez. IV 15 aprile 1997, n. 3496

In tema di esame testimoniale, la parte che non ha indicato il teste a suo favore non può porre, in sede di controesame di quello introdotto da altra parte, domande su circostanze diverse da quelle specificate da chi ne ha richiesto l’esame al momento della presentazione della relativa lista; se così non fosse, verrebbero frustrati i termini temporali ed i limiti di ammissibilità prescritti dal codice di rito per l’ingresso in processo delle prove indicate dalle parti, nonché le regole concernenti le modalità di assunzione delle stesse. Cass. pen. sez. I 30 novembre 1996, n. 10284

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