Art. 433 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477 - aggiornato al D.Lgs. 08.11.2021, n. 188)

Fascicolo del pubblico ministero

Articolo 433 - codice di procedura penale

1. Gli atti diversi da quelli previsti dall’art. 431 sono trasmessi al pubblico ministero con gli atti acquisiti all’udienza preliminare (419, 421, 422) unitamente al verbale dell’udienza (420).
2. I difensori (96 ss.) hanno facoltà di prendere visione ed estrarre copia, nella segreteria del pubblico ministero, degli atti raccolti nel fascicolo formato a norma del comma 1.
3. Nel fascicolo del pubblico ministero ed in quello del difensore è altresì inserita la documentazione dell’attività prevista dall’art. 430 quando di essa le parti si sono servite per la formulazione di richieste al giudice del dibattimento e quest’ultimo le ha accolte (reg. 19).

Articolo 433 - Codice di Procedura Penale

1. Gli atti diversi da quelli previsti dall’art. 431 sono trasmessi al pubblico ministero con gli atti acquisiti all’udienza preliminare (419, 421, 422) unitamente al verbale dell’udienza (420).
2. I difensori (96 ss.) hanno facoltà di prendere visione ed estrarre copia, nella segreteria del pubblico ministero, degli atti raccolti nel fascicolo formato a norma del comma 1.
3. Nel fascicolo del pubblico ministero ed in quello del difensore è altresì inserita la documentazione dell’attività prevista dall’art. 430 quando di essa le parti si sono servite per la formulazione di richieste al giudice del dibattimento e quest’ultimo le ha accolte (reg. 19).

Massime

Possono costituire oggetto di contestazione, nell’esame testimoniale, le sommarie informazioni raccolte in sede di attività integrativa di indagini del P.M. – svolta dopo l’apertura del dibattimento di primo grado – ed inserita nel fascicolo del P.M. ai sensi dell’art. 433 c.p.p. dopo l’accoglimento, da parte del giudice del dibattimento, delle relative richieste istruttorie. Cass. pen. sez. I 12 dicembre 1995, n. 12306

Rientrano nell’ambito di applicabilità dell’art. 430 c.p.p.che disciplina lo svolgimento di attività integrativa di indagine, le dichiarazioni, rese da un teste successivamente all’apertura del dibattimento ed assunte dalla polizia giudiziaria, purché acquisite dal pubblico ministero; ne consegue che tali dichiarazioni possono legittimamente essere utilizzate per le contestazioni nel corso del dibattimento, a condizione che le altre parti siano state poste in grado di prenderne visione ed estrarne copia ai sensi dell’art. 430, comma secondo, c.p.p. Cass. pen. sez. II 8 giugno 1995, n. 6726

Nel caso in cui il Gip abbia disposto il ritardo del deposito dei verbali e delle registrazioni relativi ad intercettazioni ambientali e telefoniche a mente dell’art. 268, quinto comma, c.p.p.legittimamente indizi di colpevolezza possono esser desunti, ai fini dell’adozione di una misura cautelare, dagli «appunti» relativi alle intercettazioni medesime. Detti «appunti», infatti, se non tengono luogo dei verbali di intercettazione e, dunque, sono sono destinati a far parte del fascicolo del dibattimento, a norma dell’art. 431, primo comma, lett. b), c.p.p.tuttavia consentendo la individuazione degli atti cui si riferiscono e dei relativi contenuti, possono far parte del fascicolo del P.M. e di essi può tenersi conto ai fini dell’adozione di misure cautelari. Cass. pen. sez. I 2 luglio 1993, n. 2162

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