Art. 421 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477 - aggiornato al D.Lgs. 08.11.2021, n. 188)

Discussione

Articolo 421 - codice di procedura penale

1. Conclusi gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti (420 e 304), il giudice dichiara aperta la discussione.
2. Il pubblico ministero espone sinteticamente i risultati delle indagini preliminari (326 ss.) e gli elementi di prova che giustificano la richiesta di rinvio a giudizio. L’imputato può rendere dichiarazioni spontanee e chiedere di essere sottoposto all’interrogatorio, per il quale si applicano le disposizioni degli articoli 64 e 65. Su richiesta di parte, il giudice dispone che l’interrogatorio sia reso nelle forme previste dagli articoli 498 e 499. Prendono poi la parola, nell’ordine, i difensori della parte civile, del responsabile civile, della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria (100) e dell’ imputato (96) che espongono le loro difese. Il pubblico ministero e i difensori possono replicare una sola volta.
3. Il pubblico ministero e i difensori formulano e illustrano le rispettive conclusioni utilizzando gli atti contenuti nel fascicolo trasmesso a norma dell’art. 416 comma 2 nonché gli atti e i documenti ammessi dal giudice prima dell’inizio della discussione (419).
4. Se il giudice ritiene di poter decidere allo stato degli atti, dichiara chiusa la discussione.

Articolo 421 - Codice di Procedura Penale

1. Conclusi gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti (420 e 304), il giudice dichiara aperta la discussione.
2. Il pubblico ministero espone sinteticamente i risultati delle indagini preliminari (326 ss.) e gli elementi di prova che giustificano la richiesta di rinvio a giudizio. L’imputato può rendere dichiarazioni spontanee e chiedere di essere sottoposto all’interrogatorio, per il quale si applicano le disposizioni degli articoli 64 e 65. Su richiesta di parte, il giudice dispone che l’interrogatorio sia reso nelle forme previste dagli articoli 498 e 499. Prendono poi la parola, nell’ordine, i difensori della parte civile, del responsabile civile, della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria (100) e dell’ imputato (96) che espongono le loro difese. Il pubblico ministero e i difensori possono replicare una sola volta.
3. Il pubblico ministero e i difensori formulano e illustrano le rispettive conclusioni utilizzando gli atti contenuti nel fascicolo trasmesso a norma dell’art. 416 comma 2 nonché gli atti e i documenti ammessi dal giudice prima dell’inizio della discussione (419).
4. Se il giudice ritiene di poter decidere allo stato degli atti, dichiara chiusa la discussione.

Massime

Nell’udienza preliminare, la richiesta di giudizio abbreviato può essere presentata dopo la formulazione delle conclusioni da parte del pubblico ministero, ma non oltre il momento in cui il difensore dell’imputato formula le proprie conclusioni definitive. (In motivazione, la Corte ha precisato che, qualora il P.M. effettui una contestazione suppletiva nei confronti di un imputato dopo l’intervento del difensore di questo, alla parte viene riconferito il diritto di concludere e, conseguentemente, di formulare la richiesta di rito abbreviato). Cass. pen. sez. VI 9 luglio 2015, n. 29313

Nel giudizio abbreviato è ammissibile la richiesta dell’imputato di sottoporsi ad interrogatorio ai sensi dell’art. 421, comma secondo, c.p.p.purché sia avanzata prima dell’inizio della discussione per non alterare le regole del contraddittorio in relazione agli elementi di difesa apportati dall’imputato stesso, sui quali deve essere ammessa la facoltà delle altre parti di prendere la parola. Cass. pen. sez. V 21 gennaio 2011, n. 1937

Non costituisce legittimo impedimento a comparire all’udienza il rifiuto dell’imputato detenuto di sottoporsi, prima dell’ingresso nell’aula delle videoconferenze, a perquisizione mediante denudamento, se la perquisizione è legittimamente disposta. (la Corte precisa che, ai fini del giudizio sull’impedimento a comparire, l’eventuale illegittimità della perquisizione non può essere oggetto di accertamento incidentale nel giudizio di cassazione, implicando valutazioni di fatto, e deve essere accertata per mezzo del reclamo al magistrato di sorveglianza). Cass. pen. sez. II 22 novembre 2006, n. 38766

La detenzione dell’imputato per altra causa, sopravvenuta nel corso del processo e comunicata solo in udienza, integra un’ipotesi di legittimo impedimento a comparire e preclude la celebrazione del giudizio in contumacia, anche quando risulti che l’imputato medesimo avrebbe potuto informare il giudice del sopravvenuto stato di detenzione in tempo utile per la traduzione, in quanto non è configurabile a suo carico, a differenza di quanto accade per il difensore, alcun onere di tempestiva comunicazione dell’impedimento. (Nella specie, in cui la contumacia, dichiarata in primo grado e censurata con specifico motivo di impugnazione, era stata ritenuta legittima in appello, la Corte ha annullato sia la sentenza di primo grado che quella di secondo grado, rinviando il giudizio al tribunale) Cass. pen. Sezioni Unite 14 novembre 2006, n. 37483

Nel giudizio abbreviato è ammissibile la richiesta dell’imputato di sottoporsi ad interrogatorio ai sensi dell’art. 421 secondo comma c.p.p.purché sia avanzata prima dell’inizio della discussione per non alterare le regole del contraddittorio in relazione agli elementi di difesa apportati dall’imputato, sui quali deve essere ammessa la facoltà delle altre parti di prendere la parola. Cass. pen. sez. VI 10 gennaio 2002, n. 937

Qualora nel corso dell’udienza preliminare il fatto addebitato risulti diverso, ai sensi del comma 1 dell’art. 423 c.p.p. rispetto a quello riportato nell’originaria imputazione, il P.M. ha la facoltà di modificare il capo d’imputazione in ogni momento fino a quando non abbia presentato al Gip le proprie conclusioni, a nulla rilevando che sin dall’apertura dell’udienza l’imputato abbia chiesto l’immediato proscioglimento a norma dell’art. 129 stesso codice. (In applicazione di tale principio la Corte ha annullato una decisione che aveva disposto il proscioglimento immediato degli imputati per prescrizione sulla base della originaria formulazione dell’accusa senza tener conto della modifica del capo d’imputazione ritualmente effettuata dal P.M. nel corso dell’udienza preliminare). Cass. pen. sez. VI 17 settembre 2001, n. 33819  .

In tema di giudizio abbreviato, la natura atipica del rito, mirato alla de.azione della pendenza giudiziaria attraverso la definizione del giudizio allo stato degli atti, impone di ritenere inammissibile la richiesta di interrogatorio avanzata dall’imputato al Gup ai sensi dell’art. 421 secondo comma c.p.p. (Alla stregua di tale principio, e rigettando il ricorso avverso l’ordinanza reiettiva emessa dal giudice dell’udienza preliminare, la Corte ha peraltro rilevato come l’applicazione del citato secondo comma dell’art. 421 c.p.p. comporterebbe il richiamo alle disposizioni in tema di esame testimoniale ex artt. 498 e 499 c.p.p.incompatibili con il giudizio abbreviato). Cass. pen. sez. VI 7 giugno 2000, n. 6821

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