Art. 419 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477 - aggiornato al D.Lgs. 08.11.2021, n. 188)

Atti introduttivi

Articolo 419 - codice di procedura penale

1. Il giudice fa notificare (148 ss.) all’imputato (60) e alla persona offesa (90), della quale risulti agli atti l’identità e il domicilio, l’avviso del giorno, dell’ora e del luogo dell’udienza, con la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero (409, 416) e con l’avvertimento all’imputato che, qualora non compaia, si applicheranno le disposizioni di cui agli articoli 420 bis, 420 ter, 420 quater e 420 quinquies (1).
2. L’avviso è altresì comunicato al pubblico ministero (153) e notificato (att. 65) al difensore dell’imputato con l’avvertimento della facoltà di prendere visione degli atti e delle cose trasmessi a norma dell’art. 416 comma 2 e di presentare memorie e produrre documenti (att. 131).
3. L’avviso [comunicato al pubblico ministero] (2) contiene inoltre l’invito a trasmettere la documentazione relativa alle indagini eventualmente espletate dopo la richiesta di rinvio a giudizio (att. 131).
4. Gli avvisi sono notificati e comunicati almeno dieci giorni prima della data dell’udienza. Entro lo stesso termine è notificata la citazione del responsabile civile (83) e della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria (89).
5. L’imputato può rinunciare all’udienza preliminare e richiedere il giudizio immediato (453, 458) con dichiarazione presentata in cancelleria, personalmente o a mezzo di procuratore speciale (122), almeno tre giorni prima della data dell’udienza. L’atto di rinuncia è notificato al pubblico ministero e alla persona offesa dal reato a cura dell’imputato.
6. Nel caso previsto dal comma 5, il giudice emette decreto di giudizio immediato (455).
7. Le disposizioni dei commi 1 e 4 sono previste a pena di nullità (177 ss.).

Articolo 419 - Codice di Procedura Penale

1. Il giudice fa notificare (148 ss.) all’imputato (60) e alla persona offesa (90), della quale risulti agli atti l’identità e il domicilio, l’avviso del giorno, dell’ora e del luogo dell’udienza, con la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero (409, 416) e con l’avvertimento all’imputato che, qualora non compaia, si applicheranno le disposizioni di cui agli articoli 420 bis, 420 ter, 420 quater e 420 quinquies (1).
2. L’avviso è altresì comunicato al pubblico ministero (153) e notificato (att. 65) al difensore dell’imputato con l’avvertimento della facoltà di prendere visione degli atti e delle cose trasmessi a norma dell’art. 416 comma 2 e di presentare memorie e produrre documenti (att. 131).
3. L’avviso [comunicato al pubblico ministero] (2) contiene inoltre l’invito a trasmettere la documentazione relativa alle indagini eventualmente espletate dopo la richiesta di rinvio a giudizio (att. 131).
4. Gli avvisi sono notificati e comunicati almeno dieci giorni prima della data dell’udienza. Entro lo stesso termine è notificata la citazione del responsabile civile (83) e della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria (89).
5. L’imputato può rinunciare all’udienza preliminare e richiedere il giudizio immediato (453, 458) con dichiarazione presentata in cancelleria, personalmente o a mezzo di procuratore speciale (122), almeno tre giorni prima della data dell’udienza. L’atto di rinuncia è notificato al pubblico ministero e alla persona offesa dal reato a cura dell’imputato.
6. Nel caso previsto dal comma 5, il giudice emette decreto di giudizio immediato (455).
7. Le disposizioni dei commi 1 e 4 sono previste a pena di nullità (177 ss.).

Note

(1) Le parole da: «e con l’avvertimento …» fino a: «… giudicato in contumacia» sono state aggiunte dall’art. 2 quinquies del D.L. 7 aprile 2000, n. 82, convertito, con modificazioni, nella L. 5 giugno 2000, n. 144.
Le parole: «non comparendo sarà giudicato in contumacia» sono state così sostituite dalle attuali: «, qualora non compaia, si applicheranno le disposizioni di cui agli articoli 420 bis, 420 ter, 420 quater e 420 quinquies» dall’art. 9, comma 1, della L. 28 aprile 2014, n. 67. A norma dell’art. 15 bis, comma 1, della L. 28 aprile 2014, n. 67, inserito dalla L. 11 agosto 2014, n. 118 – con decorrenza dal 22 agosto 2014, le disposizioni di cui al presente capo si applicano ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, a condizione che nei medesimi procedimenti non sia stato pronunciato il dispositivo della sentenza di primo grado. In deroga a quanto previsto dal comma 1, le disposizioni vigenti prima della data di entrata in vigore della presente legge continuano ad applicarsi ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge quando l’imputato è stato dichiarato contumace e non è stato emesso il decreto di irreperibilità.
(2) Le parole poste fra parentesi quadre sono state soppresse dall’art. 13 della L. 7 dicembre 2000, n. 397.

Massime

L’omessa notifica del decreto di fissazione dell’udienza preliminare al difensore di fiducia dell’imputato che abbia depositato, diversamente da quanto previsto dall’art. 96, comma secondo, cod. proc. pen. la sua nomina ad una autorità giudiziaria diversa da quella procedente, non costituisce causa di nullità se il difensore non dimostra che, al momento in cui è disposta la notificazione dell’avviso dell’udienza preliminare, l’atto di nomina è già nella disponibilità dell’autorità giudiziaria procedente. Cass. pen. sez. V 21 gennaio 2015, n. 2804

L’omessa notifica dell’avviso dell’udienza preliminare alla persona offesa costituisce motivo di nullità della eventuale sentenza di non luogo a procedere che può essere dedotta per la prima volta con il ricorso per Cassazione, in quanto la previsione dell’art. 428, comma terzo, c.p.p.costituisce una deroga alla disciplina generale dettata per la nullità relativa. Cass. pen. sez. II 10 giugno 2013, n. 25416

La nullità conseguente la irregolarità della notificazione è a regime intermedio, sicché deve essere dedotta tempestivamente (nella specie, attenendo al contenuto del fascicolo del dibattimento, entro i termini di cui all’art. 419 comma secondo c.p.p.), altrimenti rimane sanata. Cass. pen. sez. I 6 giugno 2000, n. 6675

L’omissione della notifica all’imputato dell’avviso per l’udienza preliminare comporta una nullità assoluta, rilevabile d’ufficio e deducibile in ogni stato e grado del procedimento, sorgendo preclusione solo con la formazione del giudicato. Cass. pen. Sezioni Unite 9 settembre 2003, n. 35358

In tema di udienza preliminare, l’omessa notifica all’imputato dell’avviso di cui al primo comma dell’art. 419 c.p.p. (atti introduttivi) non costituisce ipotesi di nullità assoluta ai sensi dell’art. 179 c.p.p.bensì rientra nel regime di cui all’art. 180 c.p.p. Ciò in quanto, mentre l’udienza preliminare ha funzioni di «filtro» del rinvio a giudizio, permane la primaria importanza del decreto che dispone il giudizio (art. 429 c.p.p.), atto cui segue il passaggio processuale della presentazione dell’imputato al dibattimento. Ne consegue la diversità del regime delle nullità previste dall’art. 419 settimo comma c.p.p. rispetto a quello riguardante il decreto che dispone il giudizio (art. 429 secondo comma c.p.p.), in relazione alla diversa funzione dell’atto nella dinamica del procedimento. Pertanto, con riferimento all’art. 179 c.p.p. quando la norma parla «dell’omessa citazione dell’imputato» (con un’espressione certamente in funzione specificativa rispetto a quella generica di «intervento dell’imputato» ex art. 178 lett. c, c.p.p.), essa non può non riferirsi anche alla notifica del decreto che dispone il giudizio. L’«avviso» per l’udienza preliminare, invece, pur rientrando (come la notifica del decreto per il giudizio) tra gli atti che determinano un «intervento» dell’imputato, non è una «citazione», termine per lo più inteso come chiamata in sede dibattimentale, in connessione con il «giudizio». Cass. pen. sez. V 13 agosto 1998, n. 9398

Avverso il provvedimento che – in sede di udienza preliminare – abbia rigettato un’eccezione dell’imputato intesa a far dichiarare la nullità dell’udienza stessa, non è alcun mezzo di impugnazione; ed invero le nullità concernenti gli atti dell’udienza preliminare – perché tempestivamente eccepite – vanno proposte al dibattimento subito dopo compiuto per la prima volta l’accertamento della costituzione delle parti. (Nella fattispecie, nell’enunciare il principio di cui in massima, la Suprema Corte ha dichiarato incensurabile il ricorso proposto avverso l’ordinanza con la quale il giudice dell’udienza preliminare aveva rigettato l’eccezione di nullità dell’udienza preliminare per irrituale od omessa notifica dell’avviso ex art. 419, comma 1, c.p.p. alle persone offese). Cass. pen. sez. I 6 luglio 1995, n. 3319  . Conforme, Cass. pen. sez. I, 24 aprile 1991, n. 1281

È inoppugnabile l’ordinanza che, in sede di udienza preliminare, abbia rigettato un’eccezione dell’imputato intesa a far dichiarare l’omessa notificazione dell’avviso di udienza a uno dei due difensori. (In motivazione la S.C.ribadito il principio di tassatività delle impugnazioni, che preclude nella specie il ricorso per cassazione, ha sottolineato che anche il vigente codice di rito riserva al giudice del dibattimento ogni valutazione circa la sussistenza di eventuali nullità del decreto che dispone il giudizio). Cass. pen. sez. I 4 luglio 1991

La nullità conseguente alla mancata traduzione, nella lingua dell’imputato, dell’avviso di fissazione dell’udienza preliminare, in quanto non rientrante tra quelle specificamente previste dagli artt. 178 e 179 c.p.p.ha carattere relativo e resta sanata, se non eccepita tempestivamente. Cass. pen. sez. I 27 gennaio 1996, n. 825

È inammissibile per difetto di legittimazione il ricorso per cassazione proposto dalla persona offesa, costituita parte civile, avverso la sentenza di non luogo a procedere emessa dal giudice per l’udienza preliminare, atteso che, ai sensi dell’art. 428, comma 2, cod. proc. pen. novellato dalla legge 23 giugno 2017, n. 103, alla persona offesa è consentito proporre esclusivamente appello nei soli casi di nullità previsti dall’art. 419, comma 7, cod. proc. pen. (In applicazione di tale principio la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della parte civile senza procedere alla conversione in appello, ai sensi dell’art. 568, comma 5, cod. proc. pen,. in quanto fondato su censure non consentite attinenti al merito della decisione). Cass. pen. sez. VI 22 gennaio 2018, n. 2723

L’interesse giuridico protetto nei delitti di falso ed in particolare in quelli documentali ha carattere plurioffensivo. Ne consegue che l’avviso dell’udienza preliminare di cui all’art. 419, primo comma, c.p.p. deve essere notificato anche al denunziante di un falso documentale incidente, anche in via di pericolo, sul suo specifico diritto. Cass. pen. sez. V 30 dicembre 2002, n. 43703

Ai fini della regolarità della notifica di atti destinati al latitante, da effettuarsi, ai sensi dell’art. 165 c.p.p.mediante consegna di copie al difensore, non rileva la mancata attestazione, nella relata di notifica, che detta consegna è stata effettuata al difensore non in quanto tale ma nella veste di rappresentante ad ogni effetto del latitante (principio affermato con riguardo a notifica della richiesta di rinvio a giudizio e dell’avviso di fissazione dell’udienza preliminare). Cass. pen. sez. I 28 aprile 1999, n. 5428

Al privato danneggiato dal reato il codice di procedura penale assegna un potenziale ruolo processuale, con la possibilità di costituzione di parte civile, soltanto quando il procedimento sia pervenuto alla fase indicata dall’art. 79 c.p.p.mentre alla parte offesa sono riconosciute facoltà e diritti sin dalla fase delle indagini preliminari. Soltanto alla parte offesa, pertanto, e non anche alla persona solamente danneggiata dal reato, spetta ex art. 419 c.p.p.l’avviso di fissazione dell’udienza, con la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero. Ne consegue che è inammissibile, per mancanza di legittimazione, il ricorso per cassazione del privato danneggiato, diverso dalla persona offesa, volto a denunciare violazione dell’art. 419 c.p.p. nell’ipotesi di procedimento per falsa testimonianza (art. 372 c.p.), reato previsto tra quelli contro l’amministrazione della giustizia, nei quali parte offesa va considerata soltanto lo Stato, titolare dell’interesse tutelato dalla norma, e non anche il privato che si ritenga processualmente danneggiato dalla falsa testimonianza. Cass. pen. sez. VI 29 agosto 1995, n. 1998

È inammissibile il ricorso per cassazione avverso il provvedimento del giudice per le indagini preliminari, con il quale sia stata respinta la richiesta di giudizio immediato, trattandosi di atto in sè inoppugnabile. Né i vizi dell’ordinanza che si risolvano nell’erroneo esercizio dei poteri di verifica dei presupposti dell’istanza dell’imputato, che si traduce nella rinuncia ad una garanzia posta a suo favore, quale quella dell’udienza preliminare, possono considerarsi tali da renderla incompatibile con i principi generali del sistema e, quindi, abnorme. Cass. pen. sez. VI ord. 30 luglio 1999, n. 1701

Qualora, in sede di udienza preliminare a carico di più imputati, taluno di essi chieda ed ottenga il giudizio abbreviato senza formulare istanza di pubblica udienza, la contestuale celebrazione dell’udienza preliminare a carico dei coimputati, con separazione dei processi solo in fase deliberativa, non integra un’ipotesi di nullità, ma di mera irregolarità, salvo che l’imputato ammesso al rito speciale dimostri che la presenza dei coimputati abbia determinato in lui un tale condizionamento da impedirgli di rendere dichiarazioni spontanee che altrimenti avrebbe reso. Cass. pen. sez. I 26 settembre 2018, n. 41934

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