Art. 393 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477 - aggiornato al D.Lgs. 08.11.2021, n. 188)

Richiesta

Articolo 393 - codice di procedura penale

(1) 1.La richiesta è presentata entro i termini per la conclusione delle indagini preliminari (405 ss., 553) e comunque in tempo sufficiente per l’assunzione della prova prima della scadenza dei medesimi termini (400) e indica:
a) la prova da assumere, i fatti che ne costituiscono l’oggetto e le ragioni della sua rilevanza per la decisione dibattimentale;
b) le persone nei confronti delle quali si procede per i fatti oggetto della prova (396);
c) le circostanze che, a norma dell’art. 392, rendono la prova non rinviabile al dibattimento (493).
2. La richiesta proposta dal pubblico ministero indica anche i difensori (96) delle persone interessate a norma del comma 1 lett. b), la persona offesa (90) e il suo difensore (101).
2 bis. Con la richiesta di incidente probatorio di cui all’articolo 392, comma 1 bis, il pubblico ministero deposita tutti gli atti di indagine compiuti.
3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si osservano a pena di inammissibilità.
4. Il pubblico ministero e la persona sottoposta alle indagini possono chiedere la proroga del termine delle indagini preliminari ai fini dell’esecuzione dell’incidente probatorio (406, 407). Il giudice provvede con decreto motivato, concedendo la proroga per il tempo indispensabile all’assunzione della prova quando risulta che la richiesta di incidente probatorio non avrebbe potuto essere formulata anteriormente. Nello stesso modo il giudice provvede se il termine per le indagini preliminari scade durante l’esecuzione dell’incidente probatorio. Del provvedimento è data in ogni caso comunicazione al procuratore generale presso la corte di appello (153).

Articolo 393 - Codice di Procedura Penale

(1) 1.La richiesta è presentata entro i termini per la conclusione delle indagini preliminari (405 ss., 553) e comunque in tempo sufficiente per l’assunzione della prova prima della scadenza dei medesimi termini (400) e indica:
a) la prova da assumere, i fatti che ne costituiscono l’oggetto e le ragioni della sua rilevanza per la decisione dibattimentale;
b) le persone nei confronti delle quali si procede per i fatti oggetto della prova (396);
c) le circostanze che, a norma dell’art. 392, rendono la prova non rinviabile al dibattimento (493).
2. La richiesta proposta dal pubblico ministero indica anche i difensori (96) delle persone interessate a norma del comma 1 lett. b), la persona offesa (90) e il suo difensore (101).
2 bis. Con la richiesta di incidente probatorio di cui all’articolo 392, comma 1 bis, il pubblico ministero deposita tutti gli atti di indagine compiuti.
3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si osservano a pena di inammissibilità.
4. Il pubblico ministero e la persona sottoposta alle indagini possono chiedere la proroga del termine delle indagini preliminari ai fini dell’esecuzione dell’incidente probatorio (406, 407). Il giudice provvede con decreto motivato, concedendo la proroga per il tempo indispensabile all’assunzione della prova quando risulta che la richiesta di incidente probatorio non avrebbe potuto essere formulata anteriormente. Nello stesso modo il giudice provvede se il termine per le indagini preliminari scade durante l’esecuzione dell’incidente probatorio. Del provvedimento è data in ogni caso comunicazione al procuratore generale presso la corte di appello (153).

Note

(1) La Corte costituzionale, con sentenza n. 77 del 10 marzo 1994, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 392 e 393 c.p.p., nella parte in cui non consentono che, nei casi previsti dalla prima di tali disposizioni, l’incidente probatorio possa essere richiesto ed eseguito anche nella fase dell’udienza preliminare.

Massime

Non comporta alcuna invalidità dell’incidente probatorio l’omessa indicazione delle parti offese e dei loro difensori nella copia della richiesta di incidente probatorio predisposta dal P.M. per la notifica alle parti, se tale indicazione è contenuta nell’originale depositato nella cancelleria del Gip. Cass. pen. sez. I 26 settembre 2013, n. 40000

La richiesta di incidente probatorio, indipendentemente dal fatto se venga o meno accolta, non può costituire oggetto di impugnazione dinanzi al tribunale né di ricorso per cassazione. Peraltro il diritto di difesa è preservato perché la richiesta può esser riproposta in sede di formazione della prova, vale a dire dinanzi al giudice del dibattimento. Cass. pen. sez. III 26 maggio 1999, n. 1454

Avverso l’ordinanza del Gip che, accogliendo le richieste del pubblico ministero, dispone la proroga del termine per le indagini preliminari e l’espletamento di incidente probatorio non è previsto gravame, sicché deve ritenersi inammissibile il ricorso per cassazione proposto contro di essa per il principio di tassatività dei mezzi di impugnazione ai sensi dell’art. 568, comma primo, c.p.p. e stante anche la considerazione che per la illegittima o irrituale proroga dei termini per le indagini o per la illegittimità dell’incidente probatorio è previsto il rimedio della inutilizzabilità degli atti di indagine o delle prove acquisite con l’incidente suddetto, di tal che anche nel caso in cui l’ordinanza de qua sia stata adottata con il rito di cui all’art. 127 c.p.p. la stessa deve ritenersi non impugnabile per carenza di interesse, giusto il principio di cui al comma quarto dell’art. 568 stesso codice. Cass. pen. sez. I 5 maggio 1992

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