Art. 381 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

Arresto facoltativo in flagranza

Articolo 381 - Codice di Procedura Penale

1. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria (57) hanno facoltà di arrestare chiunque è colto in flagranza (382) di un delitto non colposo, consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a tre anni ovvero di un delitto colposo per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni (343).
2. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria hanno altresì facoltà di arrestare chiunque è colto in flagranza di uno dei seguenti delitti:
a) peculato mediante profitto dell’errore altrui previsto dall’art. 316 del codice penale;
b) corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio prevista dagli artt. 319 comma 4 e 321 del codice penale;
c) violenza o minaccia a pubblico ufficiale prevista dall’art. 336 comma 2 del codice penale;
d) commercio e somministrazione di medicinali guasti e di sostanze alimentari nocive previsti dagli artt. 443 e 444 del codice penale;
e) corruzione di minorenni prevista dall’art. 530 del codice penale;
f) lesione personale prevista dall’art. 582 del codice penale;
f bis) violazione di domicilio prevista dall’articolo 614, primo e secondo comma, del codice penale (1);
g) furto previsto dall’art. 624 del codice penale;
h) danneggiamento aggravato a norma dell’art. 635 comma 2 del codice penale;
i) truffa prevista dall’art. 640 del codice penale;
l) appropriazione indebita prevista dall’art. 646 del codice penale;
l bis) offerta, cessione o detenzione di materiale pornografico previste dagli articoli 600 ter, quarto comma, e 600 quater del codice penale, anche se relative al materiale pornografico di cui all’articolo 600 quater1 del medesimo codice (2);
m) alterazione di armi e fabbricazione di esplosivi non riconosciuti previste dagli artt. 3 e 24 comma 1 della L. 18 aprile 1975 n. 110;
[m bis) fabbricazione, detenzione o uso di documento di identificazione falso previsti dall’articolo 497 bis del codice penale] (3);
m ter) falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri, prevista dall’articolo 495 del codice penale (4);
m quater) fraudolente alterazioni per impedire l’identificazione o l’accertamento di qualità personali, previste dall’articolo 495 ter del codice penale (4);
m quinquies) delitto di lesioni colpose stradali gravi o gravissime previsto dall’articolo 590 bis, secondo, terzo, quarto e quinto comma, del codice penale (5).
3. Se si tratta di delitto perseguibile a querela (336 ss.; 120 c.p.), l’arresto in flagranza può essere eseguito se la querela viene proposta, anche con dichiarazione resa oralmente all’ufficiale o all’agente di polizia giudiziaria presente nel luogo. Se l’avente diritto dichiara di rimettere la querela, l’arrestato è posto immediatamente in libertà.
4. Nelle ipotesi previste dal presente articolo si procede all’arresto in flagranza soltanto se la misura è giustificata dalla gravità del fatto ovvero dalla pericolosità del soggetto desunta dalla sua personalità o dalle circostanze del fatto.
4 bis. Non è consentito l’arresto della persona richiesta di fornire informazioni dalla polizia giudiziaria o dal pubblico ministero per reati concernenti il contenuto delle informazioni o il rifiuto di fornirle.

Articolo 381 - Codice di Procedura Penale

1. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria (57) hanno facoltà di arrestare chiunque è colto in flagranza (382) di un delitto non colposo, consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a tre anni ovvero di un delitto colposo per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni (343).
2. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria hanno altresì facoltà di arrestare chiunque è colto in flagranza di uno dei seguenti delitti:
a) peculato mediante profitto dell’errore altrui previsto dall’art. 316 del codice penale;
b) corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio prevista dagli artt. 319 comma 4 e 321 del codice penale;
c) violenza o minaccia a pubblico ufficiale prevista dall’art. 336 comma 2 del codice penale;
d) commercio e somministrazione di medicinali guasti e di sostanze alimentari nocive previsti dagli artt. 443 e 444 del codice penale;
e) corruzione di minorenni prevista dall’art. 530 del codice penale;
f) lesione personale prevista dall’art. 582 del codice penale;
f bis) violazione di domicilio prevista dall’articolo 614, primo e secondo comma, del codice penale (1);
g) furto previsto dall’art. 624 del codice penale;
h) danneggiamento aggravato a norma dell’art. 635 comma 2 del codice penale;
i) truffa prevista dall’art. 640 del codice penale;
l) appropriazione indebita prevista dall’art. 646 del codice penale;
l bis) offerta, cessione o detenzione di materiale pornografico previste dagli articoli 600 ter, quarto comma, e 600 quater del codice penale, anche se relative al materiale pornografico di cui all’articolo 600 quater1 del medesimo codice (2);
m) alterazione di armi e fabbricazione di esplosivi non riconosciuti previste dagli artt. 3 e 24 comma 1 della L. 18 aprile 1975 n. 110;
[m bis) fabbricazione, detenzione o uso di documento di identificazione falso previsti dall’articolo 497 bis del codice penale] (3);
m ter) falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri, prevista dall’articolo 495 del codice penale (4);
m quater) fraudolente alterazioni per impedire l’identificazione o l’accertamento di qualità personali, previste dall’articolo 495 ter del codice penale (4);
m quinquies) delitto di lesioni colpose stradali gravi o gravissime previsto dall’articolo 590 bis, secondo, terzo, quarto e quinto comma, del codice penale (5).
3. Se si tratta di delitto perseguibile a querela (336 ss.; 120 c.p.), l’arresto in flagranza può essere eseguito se la querela viene proposta, anche con dichiarazione resa oralmente all’ufficiale o all’agente di polizia giudiziaria presente nel luogo. Se l’avente diritto dichiara di rimettere la querela, l’arrestato è posto immediatamente in libertà.
4. Nelle ipotesi previste dal presente articolo si procede all’arresto in flagranza soltanto se la misura è giustificata dalla gravità del fatto ovvero dalla pericolosità del soggetto desunta dalla sua personalità o dalle circostanze del fatto.
4 bis. Non è consentito l’arresto della persona richiesta di fornire informazioni dalla polizia giudiziaria o dal pubblico ministero per reati concernenti il contenuto delle informazioni o il rifiuto di fornirle.

Note

(1) Questa lettera è stata inserita dall’art. 3, comma 25, lett. b), della L. 15 luglio 2009, n. 94.
(2) Questa lettera è stata inserita dall’art. 12, comma 2, della L. 6 febbraio 2006, n. 38.
(3) Questa lettera, aggiunta dall’art. 13, comma 2, del D.L. 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, nella L. 31 luglio 2005, n. 155, è stata abrogata dall’art. 2, comma 1 ter, lett. b), del D.L. 18 febbraio 2015, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 17 aprile 2015, n. 43.
(4) Questa lettera è stata aggiunta dall’art. 2, comma 1, lett. b bis), del D.L. 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, nella L. 24 luglio 2008, n. 125.
(5) Questa lettera è stata aggiunta dall’art. 1, comma 5, lett. b), della L. 23 marzo 2016, n. 41.

Massime

In tema di arresto facoltativo in flagranza di reato, la polizia giudiziaria è tenuta ad indicare le ragioni che l’hanno indotta ad esercitare il potere di privare la libertà personale, facendo riferimento alla gravità del fatto o alla pericolosità dell’arrestato, ma tale indicazione non deve necessariamente concretarsi nella redazione di una apposita motivazione del provvedimento, essendo sufficiente che le ragioni dell’arresto emergano dal contesto descrittivo del relativo verbale o dagli atti complementari, in modo da consentire al giudice della convalida di prenderne conoscenza e di sindacarle. Cass. pen. sez. III 23 agosto 2016, n. 35304

È legittimo l’arresto in flagranza per il delitto di maltrattamenti qualora la polizia giudiziaria, dopo avere raccolto le dichiarazioni della persona offesa su comportamenti di reiterata sopraffazione, assista personalmente ad un singolo episodio che, pur non integrando autonoma ipotesi di reato, si pone inequivocabilmente in una situazione di continuità con le condotte denunziate dalla persona offesa medesima. (Fattispecie in cui una persona, la cui convivente aveva denunciato reiterate ipotesi di violenze e sopraffazioni, il giorno dell’arresto, recatosi presso l’abitazione della donna e verificato che quest’ultima era in auto con i carabinieri, aveva provato in modo irruento ad aprire la portiera dell’auto di servizio per parlare con la predetta). Cass. pen. sez. VI 8 agosto 2013, n. 34551

Il giudice della convalida del fermo (o dell’arresto in flagranza) deve prendere in esame gli elementi di fatto esistenti al momento in cui il provvedimento di cautela è stato adottato e non può tener conto dei fatti emersi successivamente. Cass. pen. sez. I 6 marzo 2012, n. 8708

Ai fini della verifica dei limiti edittali stabiliti per l’arresto in flagranza, e, più in generale, della determinazione della pena agli effetti dell’applicazione delle misure cautelari, non si deve tener conto della recidiva reiterata. Cass. pen. Sezioni Unite 5 maggio 2011, n. 17386

Nel delitto di violazione di sigilli aggravata, lo stato di flagranza non deve essere valutato dal giudice della convalida al momento della materiale rottura dei sigilli, ma a quello in cui l’indagato, introducendosi nell’immobile abusivo e facendone uso, ha violato il vincolo di indisponibilità mediante l’arbitraria disposizione «in atto» al momento dell’intervento della polizia giudiziaria. Cass. pen. sez. III 6 settembre 2007, n. 34151

L’art. 381 c.p.p. richiede ai fini dell’arresto facoltativo in flagranza di reato la presenza disgiunta della gravità del fatto o della pericolosità del soggetto, per cui anche quando solo la motivazione su una di queste condizioni sia ritenuta corretta, la convalida deve essere ritenuta legittima. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto legittima la motivazione sulla gravità del fatto, per il reato di cui all’art. 166 c.p. nel comportamento di un militare al quale era stato ingiunto di consegnare l’arma in dotazione, in costanza di aspettativa per motivi elettorali, e non vi aveva ottemperato, mentre aveva ritenuto privo di motivazione il giudizio di pericolosità basato su informative non documentate). Cass. pen. sez. I 26 giugno 2004, n. 28540

In tema di disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e di norme sulla condizione dello straniero, non rientra nei poteri del giudice, investito della richiesta di convalida dell’arresto in flagranza in ordine al reato di cui all’art. 14, comma quinto ter, D.L.vo n. 286 del 1998 (permanenza in Italia senza giustificato motivo in violazione dell’ordine del Questore di lasciarne entro cinque giorni il territorio), la disapplicazione dell’atto amministrativo contenente una motivazione sommaria, il cui controllo è riservato al giudice della cognizione, spettando piuttosto al giudice della convalida la valutazione della sussistenza degli elementi che hanno determinato l’adozione del provvedimento e, dunque, delle condizioni legittimanti la privazione della libertà personale, tra cui la configurabilità (non solo astratta) del reato legittimante l’arresto, con giudizio ex ante. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato l’ordinanza del Tribunale in composizione monocratica che aveva respinto la richiesta di convalida dell’arresto di un cittadino straniero, indagato per la contravvenzione di cui all’art. 14, comma quinto ter, D.L.vo n. 286 del 1998, sul presupposto della mera apparenza della motivazione dell’ordine di lasciare il territorio dello Stato entro cinque giorni, emesso dal Questore in esecuzione del provvedimento di espulsione del Prefetto, e del mancato trattenimento presso un centro di permanenza). Cass. pen. sez. I 26 maggio 2004, n. 24147

In sede di convalida dell’arresto il giudice deve verificare, sia pure secondo il parametro del fumus commissi delicti la configurabilità del reato per il quale l’arresto è stato eseguito e la sua riferibilità alla persona arrestata, avuto riguardo alle circostanze del caso concreto ed all’eventuale ricorrenza di cause di giustificazione, idonee ad escludere l’illiceità penale del fatto contestato. (Fattispecie relativa al reato di resistenza a pubblico ufficiale, condotta qualificata dal giudice come reazione legittima ad atto arbitrario del pubblico ufficiale – consistente nella pretesa di questi di condurre negli uffici di polizia persona pur correttamente identificata – con conseguente diniego di convalida dell’eseguito arresto in flagranza). Cass. pen. sez. VI 22 dicembre 2003, n. 49124

L’art. 381, ultimo comma del nuovo codice di procedura penale, con lo stabilire che, in caso di reato per cui è previsto l’arresto facoltativo in flagranza, si procede all’arresto soltanto se la misura è giustificata dalla gravità del fatto ovvero dalla pericolosità del soggetto desunta dalla sua personalità e dalle circostanze del fatto, non impone alla polizia giudiziaria il dovere di indicare le ragioni che determinano la scelta, essendo sufficiente che l’autorità giudiziaria venga posta in grado di verificare dall’integrale contesto descrittivo che procede o segue la coercizione ovvero da atti ad esso complementari le ragioni che hanno determinato l’arresto e, quindi, l’osservanza dei parametri indicati da detta disposizione. Il tutto, del resto, conformemente alla natura non di provvedimento ma di atto materiale che contrassegna l’operazione della polizia giudiziaria. Cass. pen. sez. VI 3 luglio 1991, n. 1555

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