Art. 373 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477 - aggiornato al D.Lgs. 08.11.2021, n. 188)

Documentazione degli atti

Articolo 373 - codice di procedura penale

1. Salvo quanto disposto in relazione a specifici atti, è redatto verbale:
a) delle denunce (333), querele (336) e istanze (341) di procedimento presentate oralmente;
b) degli interrogatori (64, 374) e dei confronti (211) con la persona sottoposta alle indagini;
c) delle ispezioni (244), delle perquisizioni (247) e dei sequestri (253);
d) delle sommarie informazioni assunte a norma dell’art. 362;
d bis) dell’interrogatorio assunto a norma dell’art. 363;
e) degli accertamenti tecnici compiuti a norma dell’art. 360.
2. Il verbale è redatto secondo le modalità previste nel titolo III del libro II (135).
3. Alla documentazione delle attività di indagine preliminare, diverse da quelle previste dal comma 1, si procede soltanto mediante la redazione del verbale in forma riassuntiva (140) ovvero, quando si tratta di atti a contenuto semplice o di limitata rilevanza, mediante le annotazioni ritenute necessarie (att. 119).
4. Gli atti sono documentati nel corso del loro compimento ovvero immediatamente dopo quando ricorrono insuperabili circostanze, da indicarsi specificamente, che impediscono la documentazione contestuale.
5. L’atto contenente la notizia di reato (330) e la documentazione relativa alle indagini sono conservati in apposito fascicolo presso l’ufficio del pubblico ministero assieme agli atti trasmessi dalla polizia giudiziaria a norma dell’art. 357 (416, 454, 459).
6. Alla redazione del verbale e delle annotazioni provvede l’ufficiale di polizia giudiziaria o l’ausiliario che assiste il pubblico ministero. Si applica la disposizione dell’art. 142.

Articolo 373 - Codice di Procedura Penale

1. Salvo quanto disposto in relazione a specifici atti, è redatto verbale:
a) delle denunce (333), querele (336) e istanze (341) di procedimento presentate oralmente;
b) degli interrogatori (64, 374) e dei confronti (211) con la persona sottoposta alle indagini;
c) delle ispezioni (244), delle perquisizioni (247) e dei sequestri (253);
d) delle sommarie informazioni assunte a norma dell’art. 362;
d bis) dell’interrogatorio assunto a norma dell’art. 363;
e) degli accertamenti tecnici compiuti a norma dell’art. 360.
2. Il verbale è redatto secondo le modalità previste nel titolo III del libro II (135).
3. Alla documentazione delle attività di indagine preliminare, diverse da quelle previste dal comma 1, si procede soltanto mediante la redazione del verbale in forma riassuntiva (140) ovvero, quando si tratta di atti a contenuto semplice o di limitata rilevanza, mediante le annotazioni ritenute necessarie (att. 119).
4. Gli atti sono documentati nel corso del loro compimento ovvero immediatamente dopo quando ricorrono insuperabili circostanze, da indicarsi specificamente, che impediscono la documentazione contestuale.
5. L’atto contenente la notizia di reato (330) e la documentazione relativa alle indagini sono conservati in apposito fascicolo presso l’ufficio del pubblico ministero assieme agli atti trasmessi dalla polizia giudiziaria a norma dell’art. 357 (416, 454, 459).
6. Alla redazione del verbale e delle annotazioni provvede l’ufficiale di polizia giudiziaria o l’ausiliario che assiste il pubblico ministero. Si applica la disposizione dell’art. 142.

Massime

In tema di applicazione di misure cautelari personali, legittimamente il P.M. può trasmettere al G.I.P.a corredo della propria richiesta di misura, verbali di dichiarazioni recanti omissioni a tutela delle progressione delle indagini, purché gli stralci dei verbali depositati siano rappresentativi degli elementi su cui essa si fonda e siano garantiti il diritto di difesa e lo sviluppo del contraddittorio; nondimeno, il non corretto esercizio di tale facoltà del P.M. non determina di per sé la nullità dell’ordinanza che recepisce le dichiarazioni di cui ai verbali stessi ex art. 178, comma primo, lett. c), cod. proc. pen. ridondando soltanto sulla valutazione che il giudice deve compiere rispetto ai materiali indizianti. Cass. pen. sez. II 5 aprile 2017, n. 17118

In tema di documentazione degli atti del P.M.l’assenza dell’ausiliario all’atto della redazione del verbale d’affidamento di un incarico di consulenza tecnica e la mancata sottoscrizione del verbale da parte di quest’ultimo costituiscono irregolarità processuali, in quanto tali inidonee a determinare la nullità dell’atto o della relazione depositata dal consulente tecnico. Cass. pen. sez. III 15 gennaio 2009, n. 1264

I verbali degli atti d’indagine trasmessi a sostegno di una richiesta di misura cautelare, seppure presentino cancellature di parti del loro contenuto, sono utilizzabili nei contenuti palesi anche nell’eventuale sede di riesame, non avendo il P.M. il dovere di trasmettere i verbali delle indagini nella loro integralità e potendo così inviare semplici stralci di verbali o oscurare una parte del contenuto con omissis a tutela del segreto investigativo che non impedisce lo sviluppo del contraddittorio. Cass. pen. sez. I 13 luglio 2005, n. 25589

Il divieto, sancito dall’art.197, lett. d) c.p.p.di assumere come testimoni coloro che hanno svolto la funzione di ausiliari del giudice o del P.M. è posto esclusivamente in relazione all’attività di documentazione degli atti prevista dall’art. 373 dello stesso codice e non anche a quella che l’agente o l’ufficiale di P.G. abbia compiuto nell’esercizio della funzione di polizia giudiziaria. Cass. pen. sez. V 25 marzo 2005, n. 11924

La concessione dell’autorizzazione a dilazionare la trasmissione del verbale di fermo ai sensi dell’art. 386 comma terzo, c.p.p.effettuata dal pubblico ministero oralmente, deve essere annotata ad opera dell’ausiliario che assiste il P.M.ai sensi del comma sesto dell’art. 373 c.p.p. subito dopo l’emanazione del relativo provvedimento, trattandosi di atto a contenuto semplice da documentare nel corso del suo compimento (commi terzo e quarto del detto art. 373). L’omissione delle annotazioni, peraltro, non essendo configurabile come nullità di ordine generale ai sensi dell’art. 178 c.p.p. e non essendo munita di sanzione processuale, per il principio di tassatività delle nullità stabilito nell’art. 177 stesso codice, non può essere ritenuta causa di nullità. (Fattispecie in cui il P.M. aveva autorizzato telefonicamente gli organi di polizia giudiziaria a dilazionare la trasmissione del verbale di fermo). Cass. pen. sez. V 26 luglio 1991

Nel caso in cui il verbale di fermo sia stato trasmesso al pubblico ministero nel termine prorogato su sua autorizzazione, ai sensi del comma terzo dell’art. 386 c.p.p.l’omessa tempestiva annotazione dell’autorizzazione della proroga ex art. 373 comma sesto stesso codice, non comporta l’inefficacia del fermo prevista dal comma settimo del predetto art. 386, dato che l’inefficacia consegue all’inosservanza dei termini per la trasmissione del verbale e non all’omessa annotazione della proroga del termine stesso. Cass. pen. sez. V 26 luglio 1991

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