Art. 364 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477 - aggiornato al D.Lgs. 08.11.2021, n. 188)

Nomina e assistenza del difensore

Articolo 364 - codice di procedura penale

1. Il pubblico ministero, se deve procedere a interrogatorio (64, 65, 294), ovvero a ispezione (103, 244), a individuazione di persone (1) o confronto (211) cui deve partecipare la persona sottoposta alle indagini, la invita a presentarsi a norma dell’art. 375.
2. La persona sottoposta alle indagini priva del difensore è altresì avvisata che è assistita da un difensore di ufficio, ma che può nominarne uno di fiducia (96, 97).
3. Al difensore di ufficio o a quello di fiducia in precedenza nominato è dato avviso almeno ventiquattro ore prima del compimento degli atti indicati nel comma 1 e delle ispezioni a cui non deve partecipare la persona sottoposta alle indagini (att. 65).
4. Il difensore ha in ogni caso diritto di assistere agli atti indicati nei commi 1 e 3, fermo quanto previsto dall’art. 245.
5. Nei casi di assoluta urgenza, quando vi è fondato motivo di ritenere che il ritardo possa pregiudicare la ricerca o l’assicurazione delle fonti di prova, il pubblico ministero può procedere a interrogatorio, a ispezione, a individuazione di persone (2) o a confronto anche prima del termine fissato dandone avviso al difensore senza ritardo e comunque tempestivamente. L’avviso può essere omesso quando il pubblico ministero procede a ispezione e vi è fondato motivo di ritenere che le tracce o gli altri effetti materiali del reato possano essere alterati. È fatta salva, in ogni caso, la facoltà del difensore d’intervenire.
6. Quando procede nei modi previsti dal comma 5, il pubblico ministero deve specificamente indicare, a pena di nullità, i motivi della deroga e le modalità dell’avviso (181).
7. È vietato a coloro che intervengono agli atti di fare segni di approvazione o disapprovazione. Quando assiste al compimento degli atti, il difensore può presentare al pubblico ministero richieste, osservazioni e riserve delle quali è fatta menzione nel verbale (373, lett. b-c).

Articolo 364 - Codice di Procedura Penale

1. Il pubblico ministero, se deve procedere a interrogatorio (64, 65, 294), ovvero a ispezione (103, 244), a individuazione di persone (1) o confronto (211) cui deve partecipare la persona sottoposta alle indagini, la invita a presentarsi a norma dell’art. 375.
2. La persona sottoposta alle indagini priva del difensore è altresì avvisata che è assistita da un difensore di ufficio, ma che può nominarne uno di fiducia (96, 97).
3. Al difensore di ufficio o a quello di fiducia in precedenza nominato è dato avviso almeno ventiquattro ore prima del compimento degli atti indicati nel comma 1 e delle ispezioni a cui non deve partecipare la persona sottoposta alle indagini (att. 65).
4. Il difensore ha in ogni caso diritto di assistere agli atti indicati nei commi 1 e 3, fermo quanto previsto dall’art. 245.
5. Nei casi di assoluta urgenza, quando vi è fondato motivo di ritenere che il ritardo possa pregiudicare la ricerca o l’assicurazione delle fonti di prova, il pubblico ministero può procedere a interrogatorio, a ispezione, a individuazione di persone (2) o a confronto anche prima del termine fissato dandone avviso al difensore senza ritardo e comunque tempestivamente. L’avviso può essere omesso quando il pubblico ministero procede a ispezione e vi è fondato motivo di ritenere che le tracce o gli altri effetti materiali del reato possano essere alterati. È fatta salva, in ogni caso, la facoltà del difensore d’intervenire.
6. Quando procede nei modi previsti dal comma 5, il pubblico ministero deve specificamente indicare, a pena di nullità, i motivi della deroga e le modalità dell’avviso (181).
7. È vietato a coloro che intervengono agli atti di fare segni di approvazione o disapprovazione. Quando assiste al compimento degli atti, il difensore può presentare al pubblico ministero richieste, osservazioni e riserve delle quali è fatta menzione nel verbale (373, lett. b-c).

Note

(1) Le parole: «, a individuazione di persone» sono state inserite dall’art. 2, comma 1, lett. a), del D.L.vo 15 settembre 2016, n. 184.
(2) Le parole: «, a individuazione di persone» sono state inserite dall’art. 2, comma 1, lett. b), del D.L.vo 15 settembre 2016, n. 184.

Massime

Non è necessario il previo inoltro dell’informazione di garanzia ai fini del compimento degli atti diretti alla ricerca della prova per i quali non sia previsto l’avviso del difensore (c.d. atti «a sorpresa»: perquisizione, sequestro ed ispezione ex art. 364, comma 5, c.p.p.), né il pubblico ministero ha l’obbligo, ove l’indagato sia presente, di provvedere all’informazione contestualmente all’esecuzione degli atti medesimi, contemplando la legge in tali ipotesi una serie di adempimenti (notifica del decreto motivato, invito a nominare un difensore di fiducia, ovvero in mancanza, designazione di un difensore d’ufficio) di questa totalmente assorbenti e, nel concreto, sostitutivi; ove tuttavia la persona sottoposta alle indagini non abbia assistito all’atto, una volta che questo sia compiuto viene ad esaurirsi l’esigenza preclusiva connessa alla «sorpresa», con la conseguenza che riemerge l’obbligo del pubblico ministero del tempestivo inoltro dell’informazione predetta, anche al fine di assicurare all’interessato la pienezza delle facoltà difensive riconducibili al deposito degli atti previsto dall’art. 366 c.p.p. (Nell’affermare tale principio la Corte ha altresì precisato che nei casi indicati, non sussistendo alcun obbligo di comunicazione preventiva, nessuna conseguenza per il mancato inoltro dell’informazione di garanzia si produce su un atto già compiuto, la cui validità resta legata soltanto al rispetto delle condizioni specifiche ad esso relative). Cass. pen. sez. III 19 febbraio 2003, n. 8112

Non è necessario il previo inoltro dell’informazione di garanzia ai fini del compimento degli atti diretti alla ricerca della prova per i quali non sia previsto l’avviso del difensore (c.d. atti “a sorpresa”: perquisizione, sequestro ed ispezione ex art. 364, comma 5, c.p.p.), nè il pubblico ministero ha l’obbligo, ove l’indagato sia presente, di provvedere all’informazione contestualmente all’esecuzione degli atti medesimi, contemplando la legge in tali ipotesi una serie di adempimento (notifica del decreto motivato, invito a nomìnare un difensore di fiducia, ovvero in mancanza, designazione di un difensore d’ufficio) di questa totalmente assorbenti e, nel concreto, sostitutivi; ove tuttavia la persona sottoposta alle indagini non abbia assistito all’atto, una volta che questo sia compito viene ad esaurirsi l’esigenza preclusiva connessa alla “sorpresa”,con la conseguenza che riemerge l’obbligo del pubblico ministero del tempestivo inoltro dell’informazione predetta, anche al fine di assicurare all’interessato la pienezza delle facoltà difensive riconducibili al deposito degli atti previsto dall’art. 366 c.p.p. (Nell’affermare tale principio la Corte ha altresì precisato che nei casi indicati, non sussistendo alcun obbligo di comunicazione preventiva, nessuna conseguenza per il mancato inoltro dell’informazione di garanzia si produce su un atto già compiuto, la cui validità resta legata soltanto al rispetto delle condizioni specifiche ad esso relative). Cass. pen. Sezioni Unite 4 maggio 2000, n. 7

L’assenza del difensore, ritualmente e tempestivamente avvisato, non impone la sospensione dell’interrogatorio dinanzi al P.M nè la nomina di un difensore d’ufficio per l’espletamento di tale atto in quanto, ai sensi dell’art. 364 c.p.p.la presenza del difensore, pur costituendo un diritto per l’indagato, non è tuttavia obbligatoria. Cass. pen. sez. I 27 febbraio 2006, n. 7255

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