Art. 333 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477 - aggiornato al D.Lgs. 08.11.2021, n. 188)

Denuncia da parte di privati

Articolo 333 - codice di procedura penale

(1) 1. Ogni persona che ha notizia di un reato perseguibile di ufficio può farne denuncia. La legge determina i casi in cui la denuncia è obbligatoria (364, 709 c.p.).
2. La denuncia è presentata oralmente o per iscritto, personalmente o a mezzo di procuratore speciale (122), al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria (123); se è presentata per iscritto è sottoscritta dal denunciante o da un suo procuratore speciale (att. 107).
3. Delle denunce anonime non può essere fatto alcun uso, salvo quanto disposto dall’art. 240 (att. 108; reg. 5).

Articolo 333 - Codice di Procedura Penale

(1) 1. Ogni persona che ha notizia di un reato perseguibile di ufficio può farne denuncia. La legge determina i casi in cui la denuncia è obbligatoria (364, 709 c.p.).
2. La denuncia è presentata oralmente o per iscritto, personalmente o a mezzo di procuratore speciale (122), al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria (123); se è presentata per iscritto è sottoscritta dal denunciante o da un suo procuratore speciale (att. 107).
3. Delle denunce anonime non può essere fatto alcun uso, salvo quanto disposto dall’art. 240 (att. 108; reg. 5).

Note

(1) La denuncia della scomparsa di persone e le procedure per l’immediata ricerca sono disciplinate dalla L. 14 novembre 2012, n. 203.

Massime

L’art. 41, R.D. 18 giugno 1931, n. 773 prevede l’obbligo della polizia giudiziaria di compiere perquisizioni e sequestri quando abbia ricevuto notizia, anche anonima, della presenza illecita di armi, munizioni e materie esplodenti, non denunziate, non consegnate o comunque abusivamente detenute; tale disposizione – espressamente richiamata dall’art. 225 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del vigente codice di procedura penale – è operante non ostando il disposto del n. 3 dell’art. 333 c.p.p. nella misura in cui questo vieta l’utilizzazione, nel processo, di denunce o delazioni anonime in quanto tali ma non preclude all’autorità giudiziaria e alla polizia giudiziaria di iniziare le indagini né, pertanto, di apprezzare quelle notizie sotto il profilo fenomenico in relazione alle successive acquisizioni. Cass. pen. sez. I 29 dicembre 1995, n. 12728

Se delle denunce anonime non può essere fatto alcun uso processuale e probatorio, ai sensi dell’art. 333, comma 3, c.p.p.gli elementi che tali denunce contengono possono stimolare l’attività di indagine nella fase processuale volta ad espletare quella iniziativa di acquisizione di notitiae criminis e di preliminare verifica conoscitiva di elementi a tal fine utili che il vigente codice di rito riferisce al pubblico ministero e alla polizia giudiziaria. (Fattispecie in tema di sequestro probatorio eseguito nel corso delle indagini sulla base di una denuncia anonima). Cass. pen. sez. VI 16 agosto 1994, n. 2087

L’atto di querela, munito di sottoscrizione autenticata, può essere depositata materialmente da un incaricato anche se non munito di procura speciale, in quanto per il conferimento dell’incarico non sono previste forme particolari, potendo essere affidato anche oralmente. Cass. pen. sez. II 26 gennaio 2004, n. 2623

È ritualmente proposta la querela presentata, con le formalità di cui agli artt. 337 e 333 comma secondo c.p.p.al direttore provinciale delle Poste, se relativa a reati attinenti, direttamente o indirettamente, all’organizzazione, all’esercizio, all’utenza dei servizi postali e della telecomunicazioni o che vengano, comunque, perpetrati negli ambienti di lavoro dei servizi medesimi, non essendo venuta meno, a seguito della trasformazione della amministrazione postale in ente pubblico economico, la quali.ca di ufficiale di polizia giudiziaria dei soggetti ai quali l’art. 1 D.M. 14 agosto 1943 ha attribuito tali funzioni, atteso che l’ente resta comunque disciplinato da normativa pubblicistica e continua a perseguire finalità pubbliche. (Fattispecie relativa a reati di ingiuria e minaccia in danno di un geometra, dipendente della amministrazione postale, consumato in immobile di pertinenza della stessa, già locato ad una ditta privata e nel quale erano in corso lavori di ristrutturazione in vista della sua restituzione all’ente titolare). Cass. pen. sez. V 24 maggio 2001, n. 21258

In tema di formalità della querela la previsione che questa sia proposta, con le forme previste dall’art. 333, comma secondo, c.p.p. alle stesse autorità alle quali può essere presentata denuncia, non comporta la materiale presentazione nelle mani del P.M.il cui ufficio è costituito anche da personale di segreteria, che, per legge, ha propri compiti di registrazione di atti e di certificazione di attività che si compiono nell’ufficio medesimo. Cass. pen. sez. III 5 marzo 1998, n. 2838

In tema di calunnia, l’accusa della commissione di un reato può essere formulata in qualunque atto rivolto ad una pubblica autorità che sia tenuta, ai sensi dell’art. 331 c.p.p.a denunciare all’autorità giudiziaria la notizia di reati perseguibili d’ufficio, e non soltanto attraverso una denuncia al giudice penale. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto configurabile l’elemento oggettivo della calunnia nel contenuto di una istanza di ricusazione di alcuni giudici di procedure esecutive presso il tribunale di Torino, accusati di plurime condotte di favoreggiamento della controparte, istanza che era stata ritualmente trasmessa al pubblico ministero per l’esercizio dell’azione penale). Cass. pen. sez. VI 10 settembre 2002, n. 30297

È configurabile il reato di calunnia anche nel caso, espressamente previsto dall’art. 368 c.p.in cui la falsa incolpazione sia contenuta in una denuncia anonima, in quanto, pur dopo l’entrata in vigore dell’art. 333 c.p.p. che esclude qualsiasi rilevanza indiziaria e probatoria della delazione anonima, sia nella fase delle indagini preliminari sia nel processo, il pubblico ministero e la polizia giudiziaria restano titolari del potere-dovere di svolgere i necessari atti preliminari di verifica conoscitiva al fine di acquisire, eventualmente, una valida «notizia criminis», con conseguente idoneità di tali atti a ledere l’interesse al corretto funzionamento della giustizia e l’interesse privato della persona offesa, qualora la denuncia si riveli priva di fondamento. Cass. pen. sez. VI 13 novembre 2001, n. 40355

Ai fini della valutazione dei gravi indizi di reato in sede di autorizzazione delle intercettazioni, è utilizzabile la segnalazione proveniente dal “whistleblower”, in quanto l’identità del denunciate è nota, pur essendo coperta da riserbo al fine di tutelare il pubblico dipendente che segnali condotte illecite, sicchè non si incorre nel divieto di utilizzazione delle fonti anonime previsto dall’art.333, comma 3, cod.proc.pen. (In motivazione, la Corte ha precisato che, in base all’art. 54-bis, del d.lgs. 30 marzo 2001, n.165, come modificato dalla l. 30 novembre 2017, n. 279, nell’ambito del processo penale l’identità del segnalante è coperta dal segreto ai sensi dell’art.329 cod.proc.pen.). Cass. pen. sez. VI 27 febbraio 2018, n. 9041

Istituti giuridici

Novità giuridiche

Codici e leggi

Codice Ambiente

Codice Antimafia

Codice Antiriciclaggio

Codice Civile

Codice Crisi d’Impresa

Codice dei Beni Culturali

Codice dei Contratti Pubblici

Codice del Consumo

Codice del Terzo Settore

Codice del Turismo

Codice dell’Amministrazione Digitale

Codice della Navigazione

Codice della Privacy

Codice della Protezione Civile

Codice della Strada

Codice delle Assicurazioni

Codice delle Comunicazioni Elettroniche

Codice delle Pari Opportunità

Codice di Procedura Civile

Codice di Procedura Penale

Codice Giustizia Contabile

Codice Penale

Codice Processo Amministrativo

Codice Processo Tributario

Codice Proprietà Industriale

Codice Rosso

Costituzione

Decreto Cura Italia

Decreto Legge Balduzzi

Disposizioni attuazione Codice Civile e disposizioni transitorie

Disposizioni di attuazione del Codice di Procedura Civile

Disposizioni di attuazione del Codice Penale

DPR 445 – 2000

Legge 104

Legge 23 agosto 1988 n 400

Legge 68 del 1999 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili)

Legge Basaglia

Legge Bassanini

Legge Bassanini Bis

Legge Cambiaria

Legge Cure Palliative

Legge Di Bella

Legge Diritto d’Autore

Legge Equo Canone

Legge Fallimentare

Legge Gelli-Bianco

Legge Mediazione

Legge Pinto

Legge Severino

Legge Sovraindebitamento

Legge sul Divorzio

Legge sul Procedimento Amministrativo

Legge sulle Locazioni Abitative

Legge Testamento Biologico

Legge Unioni Civili

Norme di attuazione del Codice di Procedura Penale

Ordinamento Penitenziario

Preleggi

Statuto dei Lavoratori

Statuto del Contribuente

Testo Unico Bancario

Testo Unico Edilizia

Testo Unico Enti Locali

Testo Unico Espropri

Testo Unico Imposte sui Redditi

Testo Unico Iva

Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza

Testo Unico Sicurezza Lavoro

Testo Unico Stupefacenti

Testo Unico Successioni e Donazioni

Testo Unico sul Pubblico Impiego

Testo Unico sull’Immigrazione

Altre leggi

Codice Deontologico Forense

Codici Deontologici

Disciplina comunitaria e internazionale

Office Advice © 2020 – Tutti i diritti riservati – P.IVA 02542740747