Art. 312 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477 - aggiornato al D.Lgs. 08.11.2021, n. 188)

Condizioni di applicabilità

Articolo 312 - codice di procedura penale

1. Nei casi previsti dalla legge, l’applicazione provvisoria delle misure di sicurezza (206 c.p.) è disposta dal giudice, su richiesta del pubblico ministero, in qualunque stato e grado del procedimento, quando sussistono gravi indizi di commissione del fatto e non ricorrono le condizioni previste dall’art. 273 comma 2 (658).

Articolo 312 - Codice di Procedura Penale

1. Nei casi previsti dalla legge, l’applicazione provvisoria delle misure di sicurezza (206 c.p.) è disposta dal giudice, su richiesta del pubblico ministero, in qualunque stato e grado del procedimento, quando sussistono gravi indizi di commissione del fatto e non ricorrono le condizioni previste dall’art. 273 comma 2 (658).

Massime

Ai fini dell’applicazione provvisoria delle misure di sicurezza è sufficiente l’esistenza di gravi indizi di commissione del fatto, oltre all’accertamento di pericolosità del soggetto. Cass. pen. sez. II 26 settembre 2007, n. 35598

In materia di applicazione provvisoria di misura di sicurezza, l’interrogatorio della persona cui la misura è applicata è preordinato a quelle stesse funzioni di garanzia che svolge con riguardo all’intero sistema delle misure cautelari: ne consegue che non v’è ragione di reiterare l’atto quando – come nella fattispecie – esso era già stato posto in essere al momento della applicazione della misura cautelare alla quale l’applicazione provvisoria della misura di sicurezza era poi immediatamente seguita. Cass. pen. sez. V 28 gennaio 2004, n. 3076

In tema di applicazione provvisoria di una misura di sicurezza (art. 313 c.p.p.), l’obbligo dell’interrogatorio sussiste solo nel caso in cui tale adempimento non sia stato svolto in sede di indagini o, comunque, prima dell’adozione del provvedimento limitativo della libertà personale ed è preordinato a quelle stesse funzioni di garanzia che svolge con riguardo all’intero sistema delle misure cautelari; l’interrogatorio non è, invece, preordinato a verificare la sussistenza della pericolosità della persona sottoposta a misura di sicurezza, accertamento che deve precedere l’adozione della misura, costituendone un indefettibile presupposto. Cass. pen. sez. I 18 settembre 2002, n. 31309

L’art. 313, primo comma, c.p.p. impone l’interrogatorio della persona nei cui confronti la misura deve essere provvisoriamente applicata soltanto nel caso in cui essa non abbia reso interrogatorio in sede di indagini o, comunque, prima della pronuncia del provvedimento. (Nella fattispecie la corte di assise, con ordinanza, aveva disposto l’applicazione provvisoria di misura di sicurezza successivamente alla sentenza di proscioglimento dell’imputato per vizio totale di mente. La Corte di cassazione ha ritenuto legittimo e sufficiente il riferimento alle dichiarazioni già rese nel giudizio concluso con la sentenza). Cass. pen. sez. I 8 ottobre 1991

La misura di sicurezza può essere provvisoriamente applicata dal giudice in qualunque stato e grado del procedimento, ai sensi dell’art. 312 c.p. p. Ne consegue che competente a provvedere è il giudice che ha la disponibilità del procedimento, indipendentemente dalla pronuncia della sentenza, fatta eccezione per la Corte di cassazione. (Nella fattispecie la corte d’assise, con ordinanza, aveva disposto l’applicazione provvisoria di misura di sicurezza successivamente alla sentenza di proscioglimento dell’imputato per vizio totale di mente. La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso che deduceva incompetenza della corte d’assise per intervenuta conclusione del giudizio). Cass. pen. sez. I 8 ottobre 1991

È legittima l’applicazione provvisoria della misura di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario di persona assolta in primo grado per vizio totale di mente, in quanto il richiamo, operato dall’art. 312 c.p.p. all’art. 273, comma secondo, stesso codice, e quindi, in negativo, all’insussistenza di una causa di non punibilità, deve ritenersi riferibile solo alle cause di non punibilità diverse da quelle che, a norma dell’art. 206 c.p.consentono l’applicazione provvisoria di una misura di sicurezza. Cass. pen. sez. I 11 novembre 1999, n. 5535

Qualora nei confronti di soggetto sottoposto in via provvisoria alla misura di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario, ai sensi degli artt. 312 e 313 c.p.p.venga disposta la proroga dei termini di custodia cautelare ai sensi dell’art. 305, comma 1, c.p.p.l’operatività di tale provvedimento – di per sé non incidente, nell’immediato, sulla posizione giuridica dell’imputato – è da considerare subordinata alla condizione che, a seguito della ritenuta insussistenza di malattie mentali, venga ripristinata la custodia cautelare; nella quale ipotesi, ove poi sopravvenga condanna, troverà applicazione il disposto di cui all’art. 657, comma 1, c.p.p.in base al quale, nel determinare la pena residua da espiare, deve tenersi conto anche del tempo in cui il condannato è stato sottoposto provvisoriamente a misura di sicurezza detentiva, poi non applicata in via definitiva. (Nella specie, in applicazione di tali principi, la S.C. ha respinto il ricorso proposto dall’imputato, in cui si lamentava l’illegittimità del provvedimento di proroga adottato dal giudice procedente ai sensi del citato art. 305, comma 1, c.p.p.). Cass. pen. sez. I 28 febbraio 1998, n. 333

Il diniego della sostituzione della custodia cautelare in carcere con quella in luogo di cura, prevista dall’art. 286 c.p.p. nei confronti di soggetto ritenuto affetto da infermità di mente non può essere giustificato sulla base della ritenuta pericolosità sociale del soggetto medesimo giacché, ove tale pericolosità sussista, il rimedio apprestato dall’ordinamento è quello dell’applicazione provvisoria, ai sensi dell’art. 312 c.p.p.della opportuna misura di sicurezza. Cass. pen. sez. I 11 aprile 1997, n. 1274

A norma dell’art. 313, comma 3, c.p.p.il rimedio esperibile avverso la provvisoria esecuzione della misura di sicurezza del ricovero in casa di cura e custodia disposta ai sensi dell’art. 206 c.p.è quello previsto in materia di custodia cautelare, vale a dire l’appello ex art. 310 c.p.p. innanzi al tribunale di cui all’art. 309, comma 7, c.p.p. Cass. pen. sez. I 21 febbraio 1995, n. 1730

In tema di misure cautelari personali, l’art. 286 c.p.p. stabilisce che, se la persona da sottoporre in custodia cautelare si trova in stato di infermità di mente che ne esclude o ne diminuisce grandemente la capacità di intendere o di volere, il giudice, in luogo della custodia in carcere, può disporre il ricovero provvisorio in idonea struttura del servizio psichiatrico ospedaliero, adottando i provvedimenti necessari per prevenire pericoli di fuga. Tuttavia, se la persona inferma di mente è anche socialmente pericolosa, nel senso che potrebbe commettere nuovi fatti preveduti dalla legge come reato (art. 203 c.p.p.) il giudice ben pu ai sensi dell’art. 312 c.p.p.applicare in via provvisoria la misura di sicurezza prevista dall’art. 222 c.p. e disporre il ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario. Cass. pen. sez. I 8 ottobre 1991

In tema di misure di sicurezza personali la decisione pronunziata al riguardo dal giudice della cognizione, è impugnabile, ai sensi degli artt. 579 e 680 c.p.p.davanti al tribunale di sorveglianza quando la sentenza sia impugnata per la sola disposizione riguardante la misura di sicurezza personale ovvero quando l’impugnazione comprenda anche altri capi penali, davanti al tribunale del riesame, per le ordinanze ex artt. 312 e 313 c.p.p. (applicazione provvisoria di misure di sicurezza), e davanti alla corte d’appello per le sentenze. Cass. pen. sez. I 5 aprile 1996, n. 3450

In materia di applicazione provvisoria di misure di sicurezza non si determina la decadenza per perdita di efficacia della misura comminata dall’art. 302 c.p.p.qualora non si sia proceduto all’interrogatorio nel termine di cinque giorni previsto dall’art. 294 dello stesso codice. Infatti, per un verso, l’art. 313, primo comma, riguardante il procedimento per l’applicazione provvisoria delle misure di sicurezza, richiama soltanto l’art. 294 e non anche l’art. 302 e, per un altro verso, l’equiparazione della misura di sicurezza alla custodia cautelare, stabilita dall’art. 313, terzo comma, vale unicamente ai fini dell’impugnazione. Cass. pen. sez. VI 15 dicembre 1992, n. 3976

Ai fini dell’individuazione del giudice competente sulle impugnazioni in tema di misure di sicurezza, la distinzione va fatta non tra misure di sicurezza provvisorie e definitive (trattandosi di provvedimenti per loro natura provvisori e legati alla personale condizione del sottoposto), bensì tra misure di sicurezza disposte con sentenza o con ordinanza quali mezzi di provvisoria applicazione equiparati dal codice di rito alle misure cautelari personali. Se l’applicazione è disposta con sentenza, la competenza per il riesame spetta al tribunale di sorveglianza; se, invece, le misure non sono disposte con sentenza, competente è il tribunale della libertà, attesa l’equiparazione dell’applicazione provvisoria di esse alle misure cautelari personali. Cass. pen. sez. fer. 20 settembre 1990, n. 2552

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