Art. 293 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477 - aggiornato al D.Lgs. 08.11.2021, n. 188)

Adempimenti esecutivi

Articolo 293 - codice di procedura penale

1. Salvo quanto previsto dall’articolo 156, l’ufficiale o l’agente incaricato di eseguire l’ordinanza che ha disposto la custodia cautelare consegna all’imputato copia del provvedimento unitamente a una comunicazione scritta, redatta in forma chiara e precisa e, per l’imputato che non conosce la lingua italiana, tradotta in una lingua a lui comprensibile, con cui lo informa:
a) della facoltà di nominare un difensore di fiducia e di essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato nei casi previsti dalla legge;
b) del diritto di ottenere informazioni in merito all’accusa;
c) del diritto all’interprete ed alla traduzione di atti fondamentali;
d) del diritto di avvalersi della facoltà di non rispondere;
e) del diritto di accedere agli atti sui quali si fonda il provvedimento;
f) del diritto di informare le autorità consolari e di dare avviso ai familiari;
g) del diritto di accedere all’assistenza medica di urgenza;
h) del diritto di essere condotto davanti all’autorità giudiziaria non oltre cinque giorni dall’inizio dell’esecuzione, se la misura applicata è quella della custodia cautelare in carcere ovvero non oltre dieci giorni se la persona è sottoposta ad altra misura cautelare;
i) del diritto di comparire dinanzi al giudice per rendere l’interrogatorio, di impugnare l’ordinanza che dispone la misura cautelare e di richiederne la sostituzione o la revoca (1).
1 bis. Qualora la comunicazione scritta di cui al comma 1 non sia prontamente disponibile in una lingua comprensibile all’imputato, le informazioni sono fornite oralmente, salvo l’obbligo di dare comunque, senza ritardo, comunicazione scritta all’imputato (2).
1 ter. L’ufficiale o l’agente incaricato di eseguire l’ordinanza informa immediatamente il difensore di fiducia eventualmente nominato ovvero quello di ufficio designato a norma dell’articolo 97 e redige verbale di tutte le operazioni compiute, facendo menzione della consegna della comunicazione di cui al comma 1 o dell’informazione orale fornita ai sensi del comma 1 bis. Il verbale è immediatamente trasmesso al giudice che ha emesso l’ordinanza e al pubblico ministero (2).
2. Le ordinanze che dispongono misure diverse dalla custodia cautelare (281283, 288290) sono notificate all’imputato (148 ss.).
3. Le ordinanze previste dai commi 1 e 2, dopo la loro notificazione o esecuzione, sono depositate nella cancelleria del giudice che le ha emesse insieme alla richiesta del pubblico ministero e agli atti presentati con la stessa. Avviso del deposito è notificato al difensore (309; reg. 6). Il difensore ha diritto di esaminare e di estrarre copia dei verbali delle comunicazioni e conversazioni intercettate di cui all’articolo 291, comma 1.(3) (4).
4. Copia dell’ordinanza che dispone una misura interdittiva (288 ss.) è trasmessa all’organo eventualmente competente a disporre l’interdizione in via ordinaria.
4 bis. Copia dell’ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere nei confronti di madre di prole di minore età è comunicata al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni del luogo di esecuzione della misura (5).

Articolo 293 - Codice di Procedura Penale

1. Salvo quanto previsto dall’articolo 156, l’ufficiale o l’agente incaricato di eseguire l’ordinanza che ha disposto la custodia cautelare consegna all’imputato copia del provvedimento unitamente a una comunicazione scritta, redatta in forma chiara e precisa e, per l’imputato che non conosce la lingua italiana, tradotta in una lingua a lui comprensibile, con cui lo informa:
a) della facoltà di nominare un difensore di fiducia e di essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato nei casi previsti dalla legge;
b) del diritto di ottenere informazioni in merito all’accusa;
c) del diritto all’interprete ed alla traduzione di atti fondamentali;
d) del diritto di avvalersi della facoltà di non rispondere;
e) del diritto di accedere agli atti sui quali si fonda il provvedimento;
f) del diritto di informare le autorità consolari e di dare avviso ai familiari;
g) del diritto di accedere all’assistenza medica di urgenza;
h) del diritto di essere condotto davanti all’autorità giudiziaria non oltre cinque giorni dall’inizio dell’esecuzione, se la misura applicata è quella della custodia cautelare in carcere ovvero non oltre dieci giorni se la persona è sottoposta ad altra misura cautelare;
i) del diritto di comparire dinanzi al giudice per rendere l’interrogatorio, di impugnare l’ordinanza che dispone la misura cautelare e di richiederne la sostituzione o la revoca (1).
1 bis. Qualora la comunicazione scritta di cui al comma 1 non sia prontamente disponibile in una lingua comprensibile all’imputato, le informazioni sono fornite oralmente, salvo l’obbligo di dare comunque, senza ritardo, comunicazione scritta all’imputato (2).
1 ter. L’ufficiale o l’agente incaricato di eseguire l’ordinanza informa immediatamente il difensore di fiducia eventualmente nominato ovvero quello di ufficio designato a norma dell’articolo 97 e redige verbale di tutte le operazioni compiute, facendo menzione della consegna della comunicazione di cui al comma 1 o dell’informazione orale fornita ai sensi del comma 1 bis. Il verbale è immediatamente trasmesso al giudice che ha emesso l’ordinanza e al pubblico ministero (2).
2. Le ordinanze che dispongono misure diverse dalla custodia cautelare (281283, 288290) sono notificate all’imputato (148 ss.).
3. Le ordinanze previste dai commi 1 e 2, dopo la loro notificazione o esecuzione, sono depositate nella cancelleria del giudice che le ha emesse insieme alla richiesta del pubblico ministero e agli atti presentati con la stessa. Avviso del deposito è notificato al difensore (309; reg. 6). Il difensore ha diritto di esaminare e di estrarre copia dei verbali delle comunicazioni e conversazioni intercettate di cui all’articolo 291, comma 1.(3) (4).
4. Copia dell’ordinanza che dispone una misura interdittiva (288 ss.) è trasmessa all’organo eventualmente competente a disporre l’interdizione in via ordinaria.
4 bis. Copia dell’ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere nei confronti di madre di prole di minore età è comunicata al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni del luogo di esecuzione della misura (5).

Note

(1) Questo comma è stato così sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. a), n. 1), del D.L.vo 1 luglio 2014, n. 101, a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (G.U. Serie gen. – n. 164 del 17 luglio 2014).
(2) Questo comma è stato inserito dall’art. 1, comma 1, lett. a), n. 2), del D.L.vo 1 luglio 2014, n. 101, a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (G.U. Serie gen. – n. 164 del 17 luglio 2014).
(3) Il presente comma è stato modificato prima dall’art. 3, D.Lgs. 29.12.2017, n. 216 con decorrenza dal 26.01.2018 e poi dall’art. 2, comma 1, lett. i), D.L. 30.12.2019, n. 161 con decorrenza dal 01.01.2020, così come modificato dall’allegato alla legge di conversione, L. 28.02.2020, n. 7, con decorrenza dal 29.02.2020. Ai sensi dell’art. 9 del citato decreto 216/2017, così come da ultimo modificato dall’art. 1, comma 1, D.L. 30.04.2020, n. 28 e ai sensi dell’art. 2, comma 8, del citato decreto 161/2019, così come da ultimo modificato dall’art. 1, comma 2, D.L. 30.04.2020, n. 28, convertito in legge dalla L. 25.06.2020, n. 70 con decorrenza dal 30.06.2020, la disposizione di modifica si applica ai procedimenti penali iscritti dopo il 31 agosto 2020.

Massime

In tema di misure cautelari, il deposito in cancelleria dell’ordinanza che ha disposto la misura stessa è funzionale alla posizione del difensore, che così è messo in grado di approntare compiutamente la richiesta di riesame, ma tale deposito non deve necessariamente precedere l’interrogatorio ex art. 294 c.p.p. né deve aver luogo entro un termine predefinito, infatti l’eventuale ritardo comporta soltanto la proroga dei termini per la richiesta di riesame, fino alla completa acquisizione di tutti gli atti indicati dall’art. 293 comma terzo c.p.p. Cass. pen. sez. VI 16 luglio 2004, n. 31509

Il termine di dieci giorni per la proposizione della richiesta di riesame decorre dalla data dell’avviso di deposito della ordinanza che dispone la misura. In mancanza di detta notifica, la conoscenza della ordinanza, ammessa dallo stesso difensore, e desumibile dalla proposizione di altra richiesta di riesame dichiarata inammissibile, non costituisce equipollente dell’avviso di deposito. Cass. pen. sez. I 4 maggio 2004, n. 21013

La inosservanza degli adempimenti esecutivi di cui all’art. 293 c.p.p. non comporta, di per sè, la nullità dell’ordinanza che ha disposto la custodia cautelare, non essendo tale conseguenza, nel contesto del principio di tassatività delle nullità, espressamente prevista né derivandone violazioni del diritto di difesa, assicurato dall’interrogatorio di garanzia. (Fattispecie di inosservanza dell’obbligo di contestuale consegna all’indagato di copia dell’ordinanza, consegnata successivamente alla esecuzione del provvedimento restrittivo, in cui la Suprema Corte ha osservato che dalla violazione non scaturisce la perdita di efficacia della misura ma solo la necessità di provvedere alla materiale consegna dell’atto). Cass. pen. sez. IV 24 febbraio 2000

In materia di misure cautelari personali, per «contestazione del reato», anche ai fini dell’art. 275 comma terzo c.p.p.va ritenuta l’ordinanza nel suo complesso, comprensiva della motivazione, e non soltanto il «capo di imputazione», non menzionato dall’art. 292, che richiede, a pena di nullità, la descrizione sommaria del fatto con l’indicazione delle norme di legge che si assumono violate e degli indizi che giustificano in concreto la misura disposta. Ciò trova conferma nell’art. 293 c.p.p.secondo il quale, nell’eseguire l’ordinanza, l’ufficiale o agente incaricato deve consegnare all’indagato copia dell’intero provvedimento, dal cui complesso egli prende conoscenza degli esatti termini della contestazione per valutare l’opportunità di chiederne il riesame o di impugnarlo. Cass. pen. sez. VI 20 agosto 1992, n. 3000

In tema di misure cautelari, a norma degli artt. 292, 293 c.p.p. requisiti di validità dell’ordinanza con la quale è disposta la misura cautelare attengono non soltanto al titolo originale, ma anche alla copia da consegnare all’imputato per consentirgli di esercitare i suoi diritti di difesa. Ne consegue che, in caso di contrasto tra l’ordine di custodia cautelare valido e la copia dello stesso consegnata all’indagato, priva di uno dei requisiti richiesti dall’art. 292 c.p.p.la validità dell’atto va valutata rispetto alla copia consegnata. La nullità della copia consegnata all’imputato comporta la nullità del titolo originale nei confronti dello stesso. (Nella specie, la copia notificata all’imputato dell’ordinanza che disponeva la misura cautelare non conteneva la descrizione sommaria del fatto con la indicazione delle norme di legge vietate, mentre tali elementi erano contenuti in un foglio allegato all’originale dell’ordinanza e non consegnato all’imputato). Cass. pen. sez. V 28 gennaio 1992

In tema di revoca o sostituzione di misure cautelari personali, non sussiste alcun obbligo per il giudice di assumere l’interrogatorio dell’indagato ai sensi dell’art. 293, comma terzo, c.p.p.a fronte di una richiesta di quest’ultimo che prospetti l’esistenza di elementi nuovi o diversi rispetto a quelli già valutati, permanendo in capo al giudice il potere di escludere motivatamente la sussistenza dei presupposti di applicazione della norma processuale. Cass. pen. sez. III 23 gennaio 2012, n. 2712

Deve ritenersi nulla la notifica dell’estratto dell’ordinanza applicativa di una misura cautelare contenente l’esposizione sommaria del fatto e l’indicazione delle norme violate, ma non la motivazione in ordine alla sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari. La nullità della notifica travolge l’ordinanza, tuttavia attiene non ad un vizio genetico di questa, ma alla sua comunicazione all’interessato, che dovrà essere rinnovata senza che la dichiarazione di nullità comporti la caducazione del provvedimento e la scarcerazione dell’indagato. Cass. pen. sez. VI 15 maggio 1997, n. 423

Non è necessaria, ai fini della validità dell’interrogatorio di soggetto che, colpito da ordinanza di custodia cautelare, si sia costituito in carcere, la contestuale notifica di detta ordinanza, quando, nello stesso interrogatorio, svoltosi con l’assistenza del difensore, si sia provveduto alla contestazione del fatto e alla indicazione delle fonti di prova. Cass. pen. sez. I 8 marzo 1993, n. 353

In tema di misure cautelari, l’avviso di esecuzione del provvedimento ai sensi dell’art. 293, comma 3, cod. proc. pen.può essere dato al difensore anche in forma orale, trattandosi di un incombente funzionale solo alla determinazione del termine per proporre l’eventuale impugnazione. Cass. pen. sez. III 17 giugno 2019, n. 26592

Nel caso in cui l’interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare venga effettuato alla presenza del difensore di fiducia che sottoscriva il verbale dopo aver apposto la dicitura “per presa visione e rinunzia avviso di deposito”, il “dies a quo” per la proposizione della richiesta di riesame decorre dalla data di tale rinunzia. (Nella specie, la Corte ha ritenuto che, non essendo previsto in nessuna norma l’avviso al difensore del deposito del verbale di interrogatorio dell’indagato e non potendo, quindi, la rinunzia avere ad oggetto un diritto inesistente, alla dicitura apposta dal difensore non poteva attribuirsi altro significato che quello di rinunzia alla notificazione dell’avviso dell’ordinanza che dispone la misura). Cass. pen. sez. VI 7 giugno 2018, n. 26045

L’omessa notifica al difensore dell’avviso di deposito dell’ordinanza cautelare prima dell’interrogatorio non determina alcuna nullità di quest’ultimo, la quale consegue esclusivamente alla mancata disponibilità, per lo stesso difensore, degli atti (ordinanza, richiesta del P.M. e documenti su cui la richiesta si fonda) nella cancelleria del giudice che ha emesso l’ordinanza. Cass. pen. sez. VI 22 marzo 2018, n. 13309

In tema di misure cautelari, l’interrogatorio di garanzia è nullo, con conseguente perdita di efficacia della misura cautelare, nel solo caso di omesso deposito degli atti ex art.293 cod. proc. pen.mentre il mancato rilascio di copia degli stessi non determina alcuna invalidità, difettando un’espressa previsione di nullità. (In motivazione, la Corte ha precisato che il diritto di difesa è garantito dalla consultazione degli atti, non potendosi assicurare anche il rilascio di copia, atteso che tale operazione potrebbe risultare materialmente impossibile in considerazione della mole degli atti da riprodurre). Cass. pen. sez. VI 14 dicembre 2017, n. 55848

In tema di misure cautelari, se i decreti autorizzativi delle intercettazioni telefoniche non siano allegati alla richiesta del P.M.la successiva omessa trasmissione degli stessi al Tribunale del riesame a seguito di impugnazione del provvedimento coercitivo non determina l’inutilizzabilità, né la nullità assoluta ed insanabile delle intercettazioni, salvo che la difesa dell’indagato abbia presentato specifica e tempestiva richiesta di acquisizione, e la stessa o il giudice non siano stati in condizione di effettuare un efficace controllo di legittimità. Cass. pen. sez. VI 15 febbraio 2013, n. 7521

La nullità conseguente all’omesso avviso al difensore del deposito della richiesta di custodia cautelare e degli atti ad essa relativi, deve essere dedotta dinanzi al giudice che ha adottato il provvedimento impositivo e non davanti a quello del riesame, fatta salva l’ipotesi in cui alla predetta censura si accompagnino ulteriori motivi di doglianza inerenti al contenuto dell’atto impugnato, o comunque volti a dedurre vizi genetici dello stesso. Cass. pen. sez. VI 3 febbraio 2010, n. 4683

Nell’ipotesi in cui l’interrogatorio della persona sottoposta a misura cautelare personale venga assunto nella circoscrizione di altro tribunale, l’omessa trasmissione al giudice delegato della richiesta del P.M. e degli atti ad essa allegati a norma dell’art. 291, comma primo, c.p.p. non determina di per sé alcuna nullità, quando l’espletamento del relativo incombente sia stato preceduto dal deposito degli atti presso la cancelleria del giudice che ha emesso la misura, a norma dell’art. 293, comma terzo, c.p.p. Cass. pen. sez. VI 23 dicembre 2009, n. 49538

L’interrogatorio della persona sottoposta a misura cautelare, prescritto dall’art. 294 c.p.p.è viziato da nullità quando non sia stato preceduto dal deposito nella cancelleria del giudice, a norma del comma terzo dell’art. 293 stesso codice, dell’ordinanza applicativa, della richiesta del P.M. e degli atti con essa presentati. La nullità, a carattere intermedio e dunque deducibile solo fino al compimento dell’atto, comporta la perdita di efficacia della misura ai sensi dell’art. 302 c.p.p. (In motivazione la Corte ha precisato che la notifica dell’avviso al difensore circa l’intervenuto deposito degli atti non condiziona la validità dell’interrogatorio, ma la sola decorrenza del termine per l’eventuale impugnazione del provvedimento cautelare). Cass. pen. Sezioni Unite 20 luglio 2005, n. 26798

L’interrogatorio della persona sottoposta a misura cautelare, prescritto dall’art. 294 c.p.p.è viziato da nullità quando non sia stato preceduto dal deposito nella cancelleria del giudice, a norma del comma terzo dell’art. 293 stesso codice, dell’ordinanza applicativa, della richiesta del P.M. e degli atti con essa presentati. La nullità, a carattere intermedio e dunque deducibile solo fino al compimento dell’atto, comporta la perdita di efficacia della misura ai sensi dell’art. 302 c.p.p. (In motivazione la Corte ha precisato che la notifica dell’avviso al difensore circa l’intervenuto deposito degli atti non condiziona la validità dell’interrogatorio, ma la sola decorrenza del termine per l’eventuale impugnazione del provvedimento cautelare). Cass. pen. Sezioni Unite 20 luglio 2005, n. 26798

In tema di applicazione di misure cautelari personali, il deposito in cancelleria, previsto a beneficio del difensore dall’art. 293, comma 3, c.p.p.delle ordinanze applicative delle misure dopo la loro notificazione o esecuzione non deve necessariamente precedere l’interrogatorio da effettuare ai sensi dell’art. 294 stesso codice e neppure deve necessariamente aver luogo con carattere di immediatezza, non contenendo l’articolo anzidetto alcuna disposizione in tal senso; né l’inosservanza di tale adempimento può costituire, in difetto di espressa previsione, causa di nullità alcuna, non essendo essa riconducibile ad alcuna delle ipotesi di nullità di ordine generale di cui all’art. 178, lett. c), c.p.p.dal momento che l’assistenza dell’imputato è comunque assicurata dall’avviso al difensore previsto dal successivo art. 294, comma 4, nonché dalle modalità stesse dell’interrogatorio, che deve svolgersi secondo lo schema fissato dall’art. 65 stesso codice, di per sè idoneo ad assicurare la compiuta conoscenza degli elementi in relazione ai quali deve essere impostata la risposta difensiva. (Nell’enunciare tale principio la Corte ha sottolineato come esso non si ponga in contrasto né con l’art. 3, né con l’art. 24 della Costituzione, in tal modo ritenendo manifestamente infondata la prospettata questione di legittimità costituzionale in parte qua degli artt. 293, 294 e 302 c.p.p.). Cass. pen. sez. I 20 gennaio 2004, n. 1361

In tema di misure cautelari, l’omessa osservanza del disposto dell’art. 293, comma 3, c.p.p.così come modificato dall’art. 10 della legge n. 332 del 1995, è causa di nullità dell’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, in quanto, anche alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 192 del 1997, al difensore deve essere garantita, prima dell’interrogatorio dell’indagato, la più ampia e agevole conoscenza degli elementi su cui è fondata la richiesta del Pubblico Ministero ai fini di un’assistenza adeguata e informata e di una piena tutela delle sue ragioni attinenti alla libertà personale. Cass. pen. sez. V 12 febbraio 2003, n. 6760

Nessuna nullità o caducazione è comminata in conseguenza dell’omesso deposito in cancelleria, previsto dall’art. 293, terzo comma, c.p.p.degli atti presentati dal P.M. a sostegno della richiesta di ordinanza di custodia cautelare: l’unico effetto derivante da tale ritardo è esclusivamente riferibile al dies a quo per il computo dei termini per proporre impugnazione. Cass. pen. sez. IV 23 maggio 2001, n. 20994

In tema di misure cautelari personali, ai fini della decorrenza del termine per proporre istanza di riesame della ordinanza applicativa di una misura coercitiva, la conoscenza acquisita aliunde dal difensore dell’avvenuta applicazione della misura stessa non può ritenersi equipollente all’avviso di deposito del provvedimento. (Nella fattispecie l’avviso era stato dato al difensore a mezzo telefax, e la Corte ha escluso la validità di una tale forma di comunicazione sostitutiva della notifica in quanto – a differenza dell’art. 294 c.p.p.in materia di interrogatorio, che dispone circa il tempestivo avviso da darsi al difensore – l’art. 293 menziona esplicitamente la necessità della notificazione). Cass. pen. sez. IV 26 settembre 2000, n. 3978

In tema di misure cautelari personali, l’art. 309 c.p.p. (disponente che, in seguito alla presentazione di istanza d’esame, entro 5 giorni siano trasmessi al giudice dell’impugnazione a pena d’inefficacia dell’ordinanza che applica la misura, gli atti presentati al Gip ai sensi dell’art. 291 c.p.p.) non può ritenersi violato quando l’autorità procedente, nel termine prescritto, comunichi che gli atti si trovano presso il medesimo tribunale, in quanto già trasmessi relativamente a procedimento di riesame relativo ad altro indagato. (Fattispecie nella quale l’unico difensore degli indagati aveva presentato per ciascuno separate istanze di riesame, pur trovandosi essi nella stessa posizione processuale ed essendo stati eseguiti contestualmente i relativi provvedimenti coercitivi; nell’enunciare il principio di cui in massima, la S.C. ha osservato che, pur essendo stati formati tre distinti fascicoli presso il tribunale del riesame, il difensore, avendo avuto cognizione degli atti relativi a uno di essi, non poteva non conoscere anche gli altri). Cass. pen. sez. I 7 settembre 2000, n. 5046

In tema di misure cautelari, se al titolare dell’ufficio di difesa, e non già al suo sostituto, va notificato, ai sensi dell’art. 293, comma 3, c.p.p.l’avviso di deposito dell’ordinanza applicativa di un’ordinanza coercitiva al fine di porlo a conoscenza dell’atto e di segnare l’inizio del decorso del termine per la proposizione della richiesta di riesame, deve essere escluso che una tale notificazione sia dovuta nel caso in cui il sostituto del difensore, la cui nomina è doverosa a norma dell’art. 97, comma 4, c.p.p.sia stato presente alla lettura dell’ordinanza cautelare effettuata all’esito dell’udienza di convalida dell’arresto o del fermo e tale lettura abbia tenuto luogo della notificazione, ai sensi dell’art. 148, comma 5, c.p.p.per la menzione fattane a verbale, essendo ricompreso nell’adempimento dei doveri professionali del sostituto il compito di informare il difensore sostituito dell’emissione e del contenuto del provvedimento. Cass. pen. sez. II 29 ottobre 1999, n. 4003

Il giudice delle indagini preliminari che respinge la richiesta di revoca di una misura cautelare ha l’obbligo di depositare, unitamente al provvedimento, gli atti prodotti dal pubblico ministero al momento della formulazione del parere contrario all’accoglimento della richiesta. Tale obbligo deriva dalla analogia tra la situazione che si determina con il rigetto della richiesta di revoca e la previsione del terzo comma dell’art. 293 c.p.p.che impone, con l’emissione della misura, il deposito degli atti posti dal pubblico ministero a base della propria richiesta. Cass. pen. sez. VI 2 maggio 1997, n. 976

Il disposto di cui all’art. 293, comma 3, c.p.p. nella parte in cui, a seguito dell’innovazione introdotta dall’art. 10 della legge 8 agosto 1995, n. 332, prevede che nella cancelleria del giudice che ha emesso l’ordinanza applicativa di misura cautelare, dopo la notificazione o esecuzione di quest’ultima, siano depositati anche gli atti a suo tempo presentati con la richiesta di emissione di detta ordinanza, deve trovare applicazione, per identità di “ratio”, anche con riguardo al parere del pubblico ministero ed agli atti ad esso eventualmente allegati qualora il giudice, in adesione al detto parere, abbia respinto una richiesta di revoca o modifica della misura cautelare avanzata dall’imputato ai sensi dell’art. 299 c.p.p.; ciò onde consentire allo stesso imputato di valutare appieno l’opportunità di impugnare il provvedimento. (Nello specie, sulla base di tali principi, la S.C. ha annullato un’ordinanza del tribunale che, decidendo su appello proposto ai sensi dell’art. 310 c.p.p. avverso provvedimento reiettivo della richiesta di revoca di una misura cautelare, aveva ritenuto infondata l’eccezione di nullità proposta dalla difesa per mancato deposito, insieme al detto provvedimento, degli atti prodotti dal pubblico ministero a sostegno del parere contrario da lui espresso). Cass. pen. sez. VI 2 maggio 1997, n. 976

Il ritardo della notifica al difensore dell’avviso di deposito di provvedimento con cui viene disposta una misura cautelare personale non incide sulla possibilità di far valere gli eventuali vizi del provvedimento stesso, in quanto, ai sensi dell’art. 309, comma 3, c.p.p.il termine per proporre la richiesta di riesame comincia a decorrere, per il difensore, solo dal momento della notifica in questione. Cass. pen. sez. I 25 luglio 1996, n. 3899

In caso di ricorso per saltum in cassazione avverso un provvedimento cautelare personale, il difensore non ha diritto di estrarre copia della richiesta del pubblico ministero e degli atti ad essa allegati finché essi rimangono depositati presso la cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento, ma deve essere espressamente autorizzato in tal senso dal giudice. Infatti la legge 8 agosto 1995 n. 332 (art. 16), modificando l’art. 309 c.p.p.ha espressamente previsto per il difensore il diritto di estrarre copia degli atti depositati presso la cancelleria del tribunale del riesame quando acceda a tale forma di impugnazione, ma ha lasciato immutata la formulazione dell’art. 293 c.p.p. che prescrive la semplice notifica al difensore dell’avviso del deposito dell’ordinanza custodiale. Cass. pen. sez. VI 11 giugno 1996, n. 1450

In tema di misure cautelari, la mancata osservanza dell’art. 293, comma primo, cod. proc. pen. nella parte in cui prevede che l’ufficiale o l’agente incaricato di eseguire un’ordinanza applicativa di custodia cautelare deve avvertire l’imputato o l’indagato della facoltà di nominare un difensore di fiducia, non è sanzionata a pena di nullità, integrando una mera irregolarità che non incide sul diritto di difesa del soggetto interessato, il quale può comunque provvedere alla nomina del difensore anche in assenza dell’invito a farlo. Cass. pen. sez. V 23 luglio 2014, n. 32746

Non sussiste nullità dell’interrogatorio previsto dall’art. 294 c.p.p. allorché, essendo stato dato rituale avviso al difensore d’ufficio, in assenza, fino a quel momento, di nomina di difensore di fiducia, tale nomina intervenga solo all’atto dell’effettuazione dell’interrogatorio medesimo e questo venga ugualmente espletato senza che il legale così nominato vi assista, nulla rilevando in contrario che, al momento dell’esecuzione dell’ordinanza applicativa della misura cautelare, l’imputato o indagato, in violazione del disposto di cui all’art. 293, comma 1, c.p.p. non fosse stato avvertito della facoltà di nominare un difensore di fiducia. Cass. pen. sez. I 4 ottobre 1995, n. 4467

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