Art. 288 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

Sospensione dall'esercizio della responsabilità genitoriale

Articolo 288 - Codice di Procedura Penale

(1) 1. Con il provvedimento che dispone la sospensione dall’esercizio della responsabilità genitoriale (1) (316 ss. c.c.), il giudice priva temporaneamente l’imputato, in tutto o in parte, dei poteri a essa inerenti.
2. Qualora si proceda per un delitto contro la libertà sessuale (609 bis ss. c.p.), ovvero per uno dei delitti previsti dagli artt. 530 e 571 del codice penale, commesso in danno di prossimi congiunti (307 c.p.), la misura può essere disposta anche al di fuori dei limiti di pena previsti dall’art. 287 comma 1.

Articolo 288 - Codice di Procedura Penale

(1) 1. Con il provvedimento che dispone la sospensione dall’esercizio della responsabilità genitoriale (1) (316 ss. c.c.), il giudice priva temporaneamente l’imputato, in tutto o in parte, dei poteri a essa inerenti.
2. Qualora si proceda per un delitto contro la libertà sessuale (609 bis ss. c.p.), ovvero per uno dei delitti previsti dagli artt. 530 e 571 del codice penale, commesso in danno di prossimi congiunti (307 c.p.), la misura può essere disposta anche al di fuori dei limiti di pena previsti dall’art. 287 comma 1.

Note

(1) Le parole: «potestà dei genitori» sono state così sostituite dalle attuali: «responsabilità genitoriale» dall’art. 94 del D.L.vo 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 5 dell’8 gennaio 2014).

Massime

In caso di procedimento per il reato di violenza sessuale in danno di un figlio minore degli anni dieci, risulta legittimo il provvedimento di sospensione dall’esercizio della potestà genitoriale, venendo tale misura ad incidere sull’esercizio di quegli stessi poteri in relazione ai quali l’abuso appare perpetrato, ed avvalendosi dei quali non solo potrebbe verificarsi una reiterazione di analoghe condotte, ma altresì porsi in essere comportamenti idonei ad influire sulla genuina acquisizione della prova nel successivo iter processuale. Cass. pen. sez. III 25 settembre 2001, n. 34793  .

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