Art. 19 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477 - aggiornato al D.Lgs. 08.11.2021, n. 188)

Provvedimenti sulla riunione e separazione

Articolo 19 - codice di procedura penale

1. La riunione e la separazione di processi sono disposte con ordinanza (125), anche di ufficio, sentite le parti.

Articolo 19 - Codice di Procedura Penale

1. La riunione e la separazione di processi sono disposte con ordinanza (125), anche di ufficio, sentite le parti.

Massime

La riunione e la trattazione congiunta in fase d’appello di procedimenti celebrati nei confronti di più coimputati con riti diversi (nella specie, l’uno con rito ordinario e l’altro con rito abbreviato) non è causa di abnormità o di nullità della decisione, né, tanto meno, di una situazione di incompatibilità suscettibile di tradursi in motivo di ricusazione per il giudice, poiché la coesistenza di tali procedimenti comporta solo la necessità che, al momento della decisione, siano tenuti rigorosamente distinti i diversi regimi probatori rispettivamente previsti per ciascuno di essi. Cass. pen. sez. III 10 aprile 2015, n. 14592

È inoppugnabile il provvedimento di riunione o di separazione dei procedimenti. Cass. pen. sez. I 18 novembre 2008, n. 42990

La disposizione di cui all’art. 19 c.p.p. – relativa alla separazione dei processi – si riferisce soltanto alla fase processuale e non anche a quella delle indagini preliminari, e per la sua mancata osservanza non sono previsti né alcuna sanzione di nullità, né alcun mezzo di impugnazione. Cass. pen. sez. VI 27 gennaio 1998, n. 5193  .

La separazione dei processi è istituto tipicamente processuale, governato da precise regole di rito anche in vista di consentire alle parti di avanzare le loro ragioni e che, dunque, può scaturire solo da un vero e proprio provvedimento giurisdizionale adottato dal giudice, nella forma dell’ordinanza e nel rispetto del contraddittorio e che, per sua natura, non può riferirsi alla fase delle indagini preliminari. Cass. pen. sez. VI 22 dicembre 1994, n. 12729

L’art. 19 c.p.p. 1988 dispone che, prima di decidere nella riunione o separazione di processi, debbano essere sentite le parti. Ciò significa non che debba disporsi preventivamente la convocazione delle parti stesse in camera di consiglio ai sensi dell’art. 127 c.p.p.ma soltanto che quelle interessate siano informate e messe in condizioni di interferire, secondo i casi e nel modo più consono alla fase o allo stato del processo. Siffatta esigenza risulta soddisfatta ex se rispetto a quelle parti che abbiano proposta l’istanza di riunione o di separazione, di modo che in tal caso residua solo l’obbligo di informare le altre. Cass. pen. sez. V ord. 13 giugno 1992

Diversamente dal codice di rito civile, dove il principio di verità del procedimento di gravame si realizza con la necessità del simultaneus processus attraverso la previsione che le diverse impugnazioni contro la medesima sentenza devono, in ogni caso, essere decise con unica pronuncia e non con pronunce l’una distinta dall’altra, nel codice di procedura penale un analogo precetto di inderogabilità alla regola del simultaneo processo non è stato espressamente stabilito. Con la conseguenza che, nella esplicitazione di due autonome facoltà di impugnazione del medesimo provvedimento, la trattazione unitaria di entrambe, cui si può pervenire attraverso lo strumento della riunione (art. 19 c.p.p.), non è imposta come necessitata, ma è consigliata come ragionevole ed affidata a provvedimento del giudice che, anche per il procedimento di impugnazione, deve ritenersi a carattere meramente ordinatorio e discrezionale, sottratto ad ogni mezzo di impugnazione. Cass. pen. sez. VI 12 settembre 1996, n. 1720  .

La separazione dei processi prevista dall’art. 19 c.p.p. attiene all’esercizio di un potere discrezionale del giudice, che nell’interesse superiore della giustizia, previa audizione delle parti, può adottare tale provvedimento, onde consentire la rapida definizione delle posizioni di alcuni imputati (per esempio detenuti). Tuttavia, poiché per l’ordinanza che dispone la separazione dei processi non è prevista alcuna sanzione di nullità nel caso di mancata audizione delle parti, la sua impugnazione non può ritenersi consentita, atteso il principio di tassatività dei mezzi di impugnazione. Cass. pen. sez. I 12 giugno 1996, n. 5953

 

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