Art. 187 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477 - aggiornato al D.Lgs. 08.11.2021, n. 188)

Oggetto della prova

Articolo 187 - codice di procedura penale

1. Sono oggetto di prova i fatti che si riferiscono all’ imputazione (404, 554), alla punibilità (45 ss., 85 ss., 308 ss., 384, 387, 398, 463, 599 e 649 c.p.) e alla determinazione della pena o della misura di sicurezza (133, 200 ss. c.p.).
2. Sono altresì oggetto di prova i fatti dai quali dipende l’applicazione di norme processuali.
3. Se vi è costituzione di parte civile (76), sono inoltre oggetto di prova i fatti inerenti alla responsabilità civile derivante dal reato (185 c.p.).

Articolo 187 - Codice di Procedura Penale

1. Sono oggetto di prova i fatti che si riferiscono all’ imputazione (404, 554), alla punibilità (45 ss., 85 ss., 308 ss., 384, 387, 398, 463, 599 e 649 c.p.) e alla determinazione della pena o della misura di sicurezza (133, 200 ss. c.p.).
2. Sono altresì oggetto di prova i fatti dai quali dipende l’applicazione di norme processuali.
3. Se vi è costituzione di parte civile (76), sono inoltre oggetto di prova i fatti inerenti alla responsabilità civile derivante dal reato (185 c.p.).

Massime

In tema di intercettazioni disposte in procedimenti diversi, l’utilizzazione dei risultati intercettativi è consentita quando sono indispensabili non solo all’accertamento del fatto reato, ma anche con riferimento all’intera imputazione, compresi i fatti relativi alla punibilità, alla determinazione della pena, alla qualificazione del reato in rapporto alle circostanze attenuanti o aggravanti, ed anche quando l’indispensabilità è in funzione di riscontro di dichiarazioni accusatorie. Cass. pen. sez. II 24 gennaio 2006, n. 2809

In tema di giudizio abbreviato, la prova sollecitata dall’imputato con la richiesta condizionata di accesso al rito, che deve essere integrativa e non sostitutiva rispetto al materiale già raccolto ed utilizzabile, può considerarsi «necessaria» quando risulta indispensabile ai fini di un solido e decisivo supporto logico-valutativo per la deliberazione in merito ad un qualsiasi aspetto della «regiudicanda». Cass. pen. Sezioni Unite 18 novembre 2004, n. 44711

Una volte acquisite a norma dell’art. 238 bis c.p.p.le sentenze irrevocabili sono valutabili entro i limiti indicati dagli artt. 187 e 192, comma terzo, c.p.p. Pertanto, il giudice, perché tali sentenze assurgano a dignità di prova nel processo nel quale vengono acquisite, deve, in primo luogo, nel contraddittorio delle parti, accertare la veridicità dei fatti ritenuti come dimostrati dalle dette sentenze e rilevanti ex art. 187 c.p.p.salva la facoltà dell’imputato di essere ammesso a provare il contrario. Inoltre, il giudice è tenuto, su richiesta dell’accusa, ad acquisire al dibattimento, nel contraddittorio delle parti, gli elementi di prova che confermino la veridicità dei fatti accertati nelle sentenze irrevocabili, che divengono, in tal modo, fonti di prova del reato per cui si procede. (Fattispecie di concessione edilizia illegittima in quanto conseguente ad abuso di ufficio accertato con sentenza irrevocabile). Cass. pen. sez. VI 18 marzo 1998, n. 3396

Non può accertarsi la falsità materiale di un documento o della sola sottoscrizione quando, mancando l’originale, non si abbia la certezza assoluta della totale conformità a questo della copia disponibile; la relativa prova, pertanto, può avere solo ad oggetto il fatto storico della formazione della copia in modo conforme all’originale, non potendo la conformità essere dimostrata per induzione. (Fattispecie relativa ad autentica della procura stilata a margine della copia dell’atto di citazione allegato al fascicolo d’ufficio e caratterizzata dalla mancanza dell’originale, non rinvenuto). Cass. pen. sez. V 18 gennaio 1993, n. 391  .

In tema di «fatto oggetto di prova» (art. 187 c.p.p.), le norme giuridiche, quando siano espressione diretta o mediata del potere legislativo, devono essere conosciute dal giudice, in virtù del principio iura novit curia. Ogni altro atto o provvedimento di natura amministrativa deve invece, al pari di qualsiasi «fatto», costituire oggetto di prova. (Il principio è stato affermato dalla corte in riferimento alla mancata esibizione – in sede di riesame avverso decreto di sequestro preventivo – della delibera di adozione di piano paesistico regionale e di certificato attestante che l’immobile ricadeva in zona «A», delimitata nello strumento urbanistico di Napoli, e quindi asseritamente escluso dal vincolo paesaggistico ai sensi della L. 8 agosto 1985, n. 431). Cass. pen. sez. III 26 maggio 1992

 

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