Art. 150 – Codice di Procedura Penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477 - aggiornato al D.Lgs. 08.11.2021, n. 188)

Forme particolari di notificazione disposte dal giudice

Articolo 150 - codice di procedura penale

(1) 1. Quando lo consigliano circostanze particolari, il giudice può prescrivere, anche di ufficio, con decreto motivato in calce all’atto, che la notificazione a persona diversa dall’imputato sia eseguita mediante l’impiego di mezzi tecnici che garantiscano la conoscenza dell’atto (att. 64).
2. Nel decreto sono indicate le modalità necessarie per portare l’atto a conoscenza del destinatario (171, lett. h).

Articolo 150 - Codice di Procedura Penale

(1) 1. Quando lo consigliano circostanze particolari, il giudice può prescrivere, anche di ufficio, con decreto motivato in calce all’atto, che la notificazione a persona diversa dall’imputato sia eseguita mediante l’impiego di mezzi tecnici che garantiscano la conoscenza dell’atto (att. 64).
2. Nel decreto sono indicate le modalità necessarie per portare l’atto a conoscenza del destinatario (171, lett. h).

Note

(1) Si veda l’art. 16, comma 4, del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, nella L. 17 dicembre 2012, n. 221 di cui si riporta il testo:
«Nei procedimenti civili le comunicazioni e le notificazioni a cura della cancelleria sono effettuate esclusivamente per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi o comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni, secondo la normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. Allo stesso modo si procede per le notificazioni a persona diversa dall’imputato a norma degli articoli 148, comma 2 bis, 149, 150 e 151, comma 2, del codice di procedura penale. La relazione di notificazione è redatta in forma automatica dai sistemi informatici in dotazione alla cancelleria.». A norma dell’art. 16, comma 9, lett. c bis), del medesimo decreto, così come modificato dall’art. 1, comma 19, n. 1), punto a), n. 1), della L. 24 dicembre 2012, n. 228, tali disposizioni acquistano efficacia a decorrere dal 15 dicembre 2014.

Massime

L’istanza di rinvio per legittimo impedimento del difensore, inviata a mezzo telefax in cancelleria, non è nulla o inesistente e, pertanto, il giudice è tenuto ad esaminarla, ma l’utilizzo di tale irregolare modalità di trasmissione espone il richiedente al rischio della intempestività, nell’ipotesi in cui detta istanza non venga portata a conoscenza del giudice procedente. Cass. pen. sez. V 19 febbraio 2015, n. 7706

La disposizione di cui all’art. 150 c.p.p. (forme particolari di notificazione disposte dal giudice) costituisce una norma «aperta», dettata dall’opportunità di avvalersi anche per le notificazioni dei nuovi mezzi tecnici quali il telefax ed altri ancora da scoprire. Attese l’eterogeneità di detti strumenti e le possibili modificazioni derivanti dal processo tecnologico, la norma in esame delinea un sistema innominato di modificazione senza prevedere un procedimento standard, sicché è necessario che sia il giudice a stabilire, con decreto in calce all’atto, non solo la natura del mezzo, ma anche le modalità necessarie per portare l’atto a conoscenza del destinatario. (Nella specie la Suprema Corte ha ritenuto nulla la notificazione, a norma dell’art. 171, lett. h, c.p.p.poiché l’assenza di prova circa la ricezione del fax da parte del difensore faceva assumere rilievo all’omessa emanazione del decreto, che contiene la forma da far rivestire la notificazione). Cass. pen. sez. III ord. 14 dicembre 1994, n. 3234

Il telefono e il telegrafo non sono comprensibili fra i «mezzi tecnici» di cui all’art. 150 c.p.p.essendo l’uso di essi disciplinato specificamente dall’articolo precedente, mentre i «mezzi tecnici» sono quelli che l’evoluzione tecnologica fornisce (esempio: telefax) o potrà fornire (norma «aperta») al di là del telefono e del telegrafo così come correntemente usati. Cass. pen. sez. II 23 ottobre 1990, n. 5741

Poiché il deposito in cancelleria della lista testimoniale di cui all’art. 468 c.p.p. ha la funzione di far conoscere, prima del dibattimento, le prove che l’interessato vorrà far acquisire e di consentire così alle parti di preparare la propria linea difensiva e richiedere eventualmente la prova contraria, il relativo adempimento – ove non contenga anche la richiesta al giudice di autorizzazione alla citazione di testimoni, periti e consulenti tecnici di cui al secondo comma dell’art. 468 predetto, per la quale è d’obbligo la forma rituale dell’istanza – può avvenire anche a mezzo di trasmissione con i mezzi tecnici di cui all’art. 150 c.p.p.che bene assolvono in ipotesi di corretta e completa ricezione alla funzione di comunicazione all’ufficio ed agli interessati di quanto in essa contenuto, incidendo comunque sul trasmittente, che ha l’onere di assicurarsi della corretta ricezione del messaggio da parte del destinatario, ogni responsabilità dell’eventuale carenza della comunicazione effettuata non a mezzo della consegna materiale diretta alla cancelleria. Cass. pen. sez. VI 8 gennaio 1997, n. 3

In tema di procedimento di riesame, nell’ipotesi in cui non sia possibile eseguire la notifica dell’avviso dell’udienza dell’indagato, l’atto è validamente notificato, anche a mezzo fax, al difensore, poiché in tale ipotesi quest’ultimo non svolge il ruolo di domiciliatario dell’indagato ma riceve la notifica nel ruolo proprio. Cass. pen. sez. V 25 maggio 2007, n. 20586

La notifica dell’avviso dell’udienza di riesame diretta all’imputato non è valida se effettuata mediante telefax, seppure il ricevente non sia l’imputato medesimo ma il suo difensore nella qualità di domiciliatario, perché l’impiego di mezzi tecnici, come il telefax, è consentito solo nel caso in cui occorra provvedere alla notificazione a persona diversa dall’imputato. Cass. pen. sez. II 8 febbraio 2007, n. 5648

In tema di riesame, è valida ed efficace la notifica dell’udienza camerale al difensore dell’indagata effettuata a mezzo fax, eseguita d’urgenza in conseguenza di un rinvio e che contenga tutte le parti essenziali dell’atto quali il numero di ruolo del procedimento, il nome dell’indagata, l’autorità procedente ed il giorno dell’udienza, a nulla rilevando la mancanza o l’omessa trasmissione dell’autorizzazione all’uso del fax essendo di assoluta evidenza le circostanze di particolare urgenza. Cass. pen. sez. VI 20 marzo 2003, n. 12882  .

Deve ritenersi valida la comunicazione dell’avviso dell’udienza di riesame al difensore dell’imputato effettuata a mezzo telefax inviato al numero di utenza fornito dallo stesso difensore (con implicita manifestazione, quindi, della disponibilità a ricevere un tale tipo di comunicazione), ove la trasmissione risulti regolarmente avvenuta e non siano state addotte ragioni indicative di eventuale mancata ricezione le quali, peraltro, non possono validamente consistere nella mancata osservanza delle regole previste per il mantenimento in efficienza dell’apparato ricevente. Cass. pen. sez. VI 17 ottobre 2002, n. 34860

 

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