Art. 813 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Accettazione degli arbitri

Articolo 813 - codice di procedura civile

L’accettazione degli arbitri deve essere data per iscritto e può risultare dalla sottoscrizione del compromesso o del verbale della prima riunione.
Agli arbitri non compete la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di un pubblico servizio.

Articolo 813 - Codice di Procedura Civile

L’accettazione degli arbitri deve essere data per iscritto e può risultare dalla sottoscrizione del compromesso o del verbale della prima riunione.
Agli arbitri non compete la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di un pubblico servizio.

Massime

Il verbale di costituzione del collegio arbitrale è atto pienamente idoneo a soddisfare il requisito richiesto dall’art. 813 c.p.c. con riferimento a quanto stabilito dall’art. 820 dello stesso codice atteso che la manifestazione della volontà di accettare la nomina non deve rivestire formule sacramentali né risultare necessariamente da apposito documento essendo sufficiente che essa emerga sia pure per implicito da un atto – quale il verbale di prima riunione – che formalizzando la costituzione del collegio giudicante ai fini della decisione della controversia postula chiaramente che la designazione ad arbitro viene accettata da quel momento ove tale accettazione non sia già avvenuta con apposita dichiarazione scritta. Quanto poi al profilo per cui anche se nulla dice in proposito l’art. 813 cit. si renda comunque necessario che le parti abbiano comunicazione di tale avvenuta accettazione atteso che è da tale momento che inizia a decorrere il termine per il deposito del lodo e che si instaura un rapporto di natura negoziale con i singoli arbitri una tale comunicazione non richiede necessariamente formalità particolari essendo sufficiente che le parti anche per il tramite dei rispettivi difensori ne vengano a conoscenza Cass. civ. sez. I 29 agosto 1997 n. 8177

Poiché nell’arbitrato irrituale deve ravvisarsi un’ipotesi di mandato con il quale le parti conferiscono agli arbitri il potere di comporre una lite in via conciliativa o transattiva mediante la creazione di un nuovo assetto d’interessi che esse si impegnano a riconoscere e rispettare gli arbitri devono eseguire l’incarico con la diligenza richiesta dal primo comma dell’art. 1710 c.c. Se pertanto essi ritengono di valersi dell’opera di un consulente tecnico il quale assume la veste di loro ausiliare devono usare nella scelta dello stesso e nel controllo della sua attività la ordinaria diligenza potendo essere chiamati a rispondere dell’inadempimento o del ritardo nell’adempimento determinati da colpa o dolo del loro ausiliare Cass. civ. sez. I 27 marzo 1987 n. 3005

L’accettazione dell’arbitro che è requisito necessario per l’instaurazione del giudizio arbitrale costituisce invece elemento estraneo alla perfezione della clausola compromissoria la quale trae la sua efficacia dall’incontro delle volontà delle parti (risultante da atto scritto) sul punto che la controversia debba essere decisa da arbitri sicché chi eccepisce l’incompetenza del giudice ordinario in presenza di una clausola compromissoria nessuna prova deve dare in ordine all’accettazione dell’arbitro Cass. civ. sez. II 9 marzo 1982 n. 1519

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