Art. 785 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Pronuncia sulla domanda di divisione

Articolo 785 - codice di procedura civile

Se non sorgono contestazioni sul diritto alla divisione, essa è disposta con ordinanza del giudice istruttore (176); altrimenti questi provvede a norma dell’art. 187.

Articolo 785 - Codice di Procedura Civile

Se non sorgono contestazioni sul diritto alla divisione, essa è disposta con ordinanza del giudice istruttore (176); altrimenti questi provvede a norma dell’art. 187.

Massime

Il giudizio di scioglimento di comunioni non è del tutto compatibile con le scansioni e le preclusioni che disciplinano il processo in generale intraprendendo i singoli condividenti le loro strategie difensive anche all’esito delle richieste e dei comportamenti assunti dalle altre parti con riferimento al progetto di divisione ed acquisendo rilievo gli eventuali sopravvenuti atti negoziali traslativi che modifichino il numero e l’entità delle quote; ne deriva il diritto delle parti del giudizio divisorio di modificare anche in sede di appello (nella specie all’udienza di precisazione delle conclusioni) le proprie conclusioni e richiedere per la prima volta l’attribuzione per intero o congiunta del compendio immobiliare integrando tale istanza una mera modalità di attuazione della divisione Cass. civ. sez. II 13 giugno 2019 n. 15926

In sede di divisione il valore dei beni si determina con riferimento ai prezzi di mercato correnti al tempo della decisione della causa e deve essere conseguentemente aggiornato d’ufficio anche in appello in ragione delle fluttuazioni dello specifico settore Cass. civ. sez. II 26 luglio 2019 n. 20383 

In tema di scioglimento della comunione mediante assegnazione ex art. 720 c.c. con determinazione di (o condanna al) conguaglio a carico dell’assegnatario quest’ultimo capo di sentenza non è suscettibile di esecuzione provvisoria ex art. 282 c.p.c. e quindi di essere azionato come titolo esecutivo prima del passaggio in giudicato della statuizione sull’assegnazione che ha natura costitutiva in quanto ad essa legato da nesso di corrispettività ancorché non di stretta sinallagmaticità Cass. civ. sez. III 30 gennaio 2019 n. 2537

Nel giudizio di divisione l’istanza di attribuzione di un bene immobile indivisibile ex art. 720 c.c. costituisce una modalità attuativa della divisione risolventesi nella mera specificazione della domanda di scioglimento della comunione sicché non essendo domanda ma eccezione può essere formulata o essere oggetto di rinuncia anche in grado d’appello. (Nella specie il giudice d’appello aveva invece ritenuto inammissibile la domanda di vendita proposta in secondo grado in quanto quella di assegnazione avanzata in prime cure e accolta dal giudice non era stata fatta oggetto di impugnazione ed era perciòpassata in giudicato) Cass. civ. sez. II 6 febbraio 2019 n. 3497 

In tema di scioglimento giudiziale della comunione qualora sia assegnato ad un condividente un bene di valore superiore alla sua quota ma i conguagli da versare agli altri comunisti siano rideterminati in riforma della pronuncia di primo grado dalla sentenza di appello gli interessi corrispettivi sulle somme liquidate decorrono soltanto dalla data di quest’ultima pronuncia che pone nel nulla quella di primo grado ex art. 336 c.p.c. e segna la nascita del relativo credito Cass. civ. sez. II 26 marzo 2019 n. 8400

In tema di giudizio divisorio non sussiste alcuna nullità della divisione disposta dal tribunale con sentenza anziché dal giudice istruttore con ordinanza pur non essendo state sollevate contestazioni in ordine al diritto di divisione ed all’attribuzione delle quote secondo il progetto predisposto dal consulente tecnico Cass. civ. sez. II 25 maggio 2017 n. 13205

In tema di divisione ereditaria la determinazione del conguaglio in denaro ai sensi dell’art. 728 cod. civ. prescinde dalla domanda di parte concernendo l’attuazione del progetto divisionale che appartiene alla competenza del giudice. Ne consegue che il giudice deve procedere d’ufficio alla rivalutazione del conguaglio qualora vi sia stata un’apprezzabile lievitazione del prezzo di mercato del bene tale da alterare la funzione di riequilibrio propria del conguaglio spettando alla parte un mero onere di allegazione finalizzato a sollecitare l’esercizio del potere officioso del giudice Cass. civ. sez. VI-II 3 luglio 2014 n. 15288

Nell’esercizio del potere di attribuzione dell’immobile ritenuto non comodamente divisibile il giudice non trova alcun limite nelle disposizioni dettate dall’art. 720 c.c. da cui gli deriva al contrario un potere prettamente discrezionale nella scelta del condividente cui assegnarlo potere che trova il suo temperamento esclusivamente nell’obbligo di indicare i motivi in base ai quali ha ritenuto di dover dare la preferenza all’uno piuttosto che all’altro degli aspiranti all’assegnazione (così esaminando i contrapposti interessi dei condividenti in proposito) e si risolve in un tipico apprezzamento di fatto sottratto come tale al sindacato di legittimità a condizione che sia adeguatamente e logicamente motivato Cass. civ. sez. II 13 maggio 2010 n. 11641

In tema di giudizio di divisione la richiesta di attribuzione dell’intero compendio immobiliare ai sensi dell’art. 720 c.c. attiene alle modalità di attuazione della divisione e pertanto essendo diretta al già richiesto scioglimento della comunione non costituisce domanda nuova e può essere proposta per la prima volta anche in appello; ove peraltro nel giudizio di primo grado una delle parti abbia formulato domanda di attribuzione dell’intero compendio mentre l’altra si è limitata ad opporsi alla divisione quest’ultima non può riproporre la domanda di attribuzione per la prima volta in grado di appello Cass. civ. sez. II 3 maggio 2010 n. 10624

Il passaggio in giudicato della sentenza di separazione giudiziale (o l’omologazione di quella consensuale) che rappresenta il fatto costitutivo del diritto ad ottenere lo scioglimento della comunione legale dei beni non è condizione di procedibilità della domanda giudiziale di scioglimento della comunione legale e di divisione dei beni ma condizione dell’azione. Conseguentemente la domanda è proponibile nelle more del giudizio di separazione personale essendo sufficiente che la suddetta condizione sussista al momento della pronuncia Cass. civ. sez. I 26 febbraio 2010 n. 4757 

Il principio della natura dichiarativa della sentenza di divisione opera esclusivamente in riferimento all’effetto distributivo per cui ciascun condividente è considerato titolare sin dal momento dell’apertura della successione dei soli beni concretamente assegnatigli e a condizione che si abbia una distribuzione dei beni comuni tra i condividenti e le porzioni a ciascuno attribuite siano proporzionali alle rispettive quote; non opera invece e la sentenza produce effetti costitutivi quando ad un condividente sono assegnati beni in eccedenza rispetto alla sua quota in quanto rientranti nell’altrui quota Cass. civ. sez. II 24 luglio 2000 n. 9659

Nei giudizi di divisione vanno poste a carico della massa le spese che sono servite a condurre nel comune interesse il giudizio alla sua conclusione mentre valgono i principi generali sulla soccombenza per quelle spese che secondo il prudente apprezzamento del giudice di merito sono state necessitate da eccessive pretese o da inutili resistenze cioè dall’ingiustificato comportamento della parte Cass. civ. sez. II 22 novembre 1999 n. 12949

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