Art. 747 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Autorizzazione alla vendita dei beni ereditari

Articolo 747 - codice di procedura civile

L’autorizzazione a vendere beni ereditari (460, 486, 493, 529, 531, 694, 703, 719, 783 c.c.) si chiede con ricorso (125) diretto [per i mobili al pretore e per gli immobili] (1) al tribunale del luogo in cui si è aperta la successione (456 c.c.).
Nel caso in cui i beni appartengano a incapaci deve essere sentito il giudice tutelare (320, 344 c.c.).
Il giudice provvede sul ricorso con decreto (135), contro il quale è ammesso reclamo a norma dell’art. 739.
Se l’istanza di autorizzazione a vendere riguarda l’oggetto d’un legato di specie (649 ss. c.c.), il ricorso deve essere notificato al legatario.

Articolo 747 - Codice di Procedura Civile

L’autorizzazione a vendere beni ereditari (460, 486, 493, 529, 531, 694, 703, 719, 783 c.c.) si chiede con ricorso (125) diretto [per i mobili al pretore e per gli immobili] (1) al tribunale del luogo in cui si è aperta la successione (456 c.c.).
Nel caso in cui i beni appartengano a incapaci deve essere sentito il giudice tutelare (320, 344 c.c.).
Il giudice provvede sul ricorso con decreto (135), contro il quale è ammesso reclamo a norma dell’art. 739.
Se l’istanza di autorizzazione a vendere riguarda l’oggetto d’un legato di specie (649 ss. c.c.), il ricorso deve essere notificato al legatario.

Note

(1) Le parole: «per i mobili al pretore e per gli immobili» sono state soppresse dall’art. 112 del D.L.vo 19 febbraio 1998, n. 51, recante l’istituzione del giudice unico, a decorrere dal 2 giugno 1999.

Massime

Il decreto reso dal presidente del tribunale ai sensi dell’art. 745 c.p.c. sul ricorso avverso il rifiuto del cancelliere di rilasciare copia di sentenza non è impugnabile per cassazione a norma dell’art. 111 Cost. trattandosi di atto di volontaria giurisdizione adottato sulla base dell’audizione di detto cancelliere e senza necessità di instaurazione del contraddittorio con il soggetto passivo del diritto alla copia e che pertanto non si traduce in statuizioni sul diritto stesso non ravvisabili in valutazioni di tipo meramente delibativo le quali lasciano impregiudicato quel diritto e la sua tutelabilità in sede contenziosa nel rapporto con l’amministrazione depositaria del documento Cass. civ. sez. VI-II 19 novembre 2019 n. 30051 

Il curatore dell’eredità giacente pur non essendo rappresentante del chiamato all’eredità è legittimato attivamente e passivamente ai sensi dell’art. 529 cod. civ. in tutte le cause che riguardano l’eredità medesima Cass. civ. sez. II 8 gennaio 2015 n. 39

La competenza ad autorizzare la vendita di immobili ereditati dal minore soggetto alla potestà dei genitori appartiene al giudice tutelare del luogo di residenza del primo a norma dell’art. 320 terzo comma c.c. unicamente per quei beni che provenendo da una successione ereditaria si possono considerare acquisiti al suo patrimonio. Ne consegue che ai sensi del primo comma dell’art. 747 c.p.c. la competenza spetta sentito il giudice tutelare al tribunale del luogo di apertura della successione ove il procedimento dell’acquisto “iure hereditario” non si sia ancora esaurito per essere pendente la procedura di accettazione con beneficio di inventario in quanto in tale ipotesi l’indagine del giudice non è circoscritta soltanto alla tutela del minore ai sensi dell’art. 320 c.c. ma si estende a quella degli altri soggetti interessati alla liquidazione dell’eredità così evitandosi una disparità di trattamento fra minori “in potestate” e minori sotto tutela con riguardo alla diversa competenza a provvedere per i primi (giudice tutelare ai sensi dell’art. 320 c.c.) e i secondi (tribunale quale giudice delle successioni in base all’art. 747 c.p.c.) Cass. civ. sez. II 27 luglio 2012 n. 13520

L’azione di petizione di eredità non esige l’integrale contraddittorio di tutti i coeredi sicché il possessore dei beni ereditari convenuto in giudizio da uno solo degli eredi nulla può opporre al riguardo essendo sempre tenuto alla restituzione dei beni per intero in quanto appartenenti all’eredità mentre nei rapporti interni tra i coeredi la rivendicazione vale per la quota spettante a ciascuno di essi; con la conseguenza che ove uno dei coeredi sia rimasto contumace nel giudizio di primo grado promosso dall’altro coerede gli eredi di entrambi hanno facoltà di intervenire anche in appello nel relativo giudizio chiedendo l’estensione degli effetti della domanda originaria senza che possa configurarsi novità della domanda Cass. civ. sez. II 27 giugno 2011 n. 14182

Il giudice competente a provvedere sull’eredità giacente ai sensi dell’art. 105 del D.L.vo n. 151 del 1998 è il tribunale in composizione monocratica i provvedimenti del quale sono reclamabili in Corte d’appello in applicazione della norma di carattere generale stabilità dall’art. 747 comma terzo c.p.c.; ne consegue che ove il tribunale disponga la cessazione della curatela a seguito della decadenza di un erede – genitore di figli minorenni – dalla rinunzia all’eredità il relativo provvedimento ancorché adottato dal tribunale «quale giudice tutelare» e non quale giudice funzionalmente competente per l’eredità giacente è soggetto al reclamo sopraindicato e non a quello (ai sensi dell’art. 739 c.p.c.) al tribunale in composizione collegiale con conseguente inammissibilità del ricorso per cassazione avverso il provvedimento con il quale il tribunale così adito si dichiari incompetente Cass. civ. sez. II 10 marzo 2006 n. 5274 

Anche dopo la riforma del diritto di famiglia la competenza ad autorizzare la vendita di beni immobili ereditari del minore soggetto alla potestà dei genitori appartiene al giudice tutelare del luogo di residenza del minore a norma del terzo comma dell’art. 320 c.c. unicamente per i beni che provenendo da una successione ereditaria si possano considerare acquisiti definitivamente al patrimonio del minore; l’autorizzazione spetta invece – sentito il giudice tutelare – al tribunale del luogo dell’apertura della successione in virtù del primo comma dell’art. 747 c.p.c. tutte le volte in cui il procedimento dell’acquisto iure hereditario non si sia ancora esaurito come quando sia pendente la procedura di accettazione con il beneficio dell’inventario e cisia perché in tal caso l’indagine del giudice non è limitata alla tutela del minore alla quale soltanto è circoscritta dall’art. 320 citato ma si estende a quella degli altri soggetti interessati alla liquidazione dell’eredità sia perché altrimenti si determinerebbe una disparità di trattamento tra minori in potestate e minori sotto tutela sotto il profilo della diversa competenza a provvedere in detta ipotesi per i primi (giudice tutelare ai sensi dell’art. 320 c.c.) e per i secondi (tribunale quale giudice delle successioni in base all’art. 747 c.p.c.) Cass. civ. Sezioni Unite 18 marzo 1981 n. 1593

 

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