Art. 742 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Revocabilità dei provvedimenti

Articolo 742 - codice di procedura civile

I decreti possono essere in ogni tempo modificati o revocati, ma restano salvi i diritti acquistati in buona fede dai terzi in forza di convenzioni anteriori alla modificazione o alla revoca (741).

Articolo 742 - Codice di Procedura Civile

I decreti possono essere in ogni tempo modificati o revocati, ma restano salvi i diritti acquistati in buona fede dai terzi in forza di convenzioni anteriori alla modificazione o alla revoca (741).

Massime

Il decreto della corte d’appello emesso in un procedimento contenzioso avente ad oggetto l’attribuzione di una quota di T.F.R. ai sensi dell’art. 12 bis della legge 1º dicembre 1970 n. 898 ha valore di sentenza ed è idoneo a passare in giudicato onde non è revocabile ai sensi dell’art. 742 c.p.c. – norma che riguarda i soli procedimenti di volontaria giurisdizione e che si riferisce proprio ai decreti conclusivi di tali procedimenti ma privi del carattere di decisorietà – essendo impugnabile qualora ne sussistano i presupposti con l’azione di revocazione di cui all’art. 395 c.p.c. Ne consegue che è inammissibile il ricorso per cassazione proposto avverso il decreto in tal caso emesso dalla corte d’appello su ricorso ex art. 742 c.p.c. Cass. civ. sez. I 30 dicembre 2011 n. 30200

 Il decreto con cui la Corte d’appello provvede su reclamo delle parti ex art. 739 c.p.c. alla revisione delle condizioni inerenti ai rapporti patrimoniali fra i coniugi divorziati ed al mantenimento della prole ha carattere decisorio e definitivo ed è pertanto ricorribile per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost. mentre non può essere revocato o modificato ai sensi dell’art. 742 c.p.c. il quale si riferisce unicamente ai provvedimenti camerali privi dei predetti caratteri di decisorietà e definitività; ne consegue che un eventuale provvedimento di revoca o modifica del decreto in questione ai sensi dell’art. 742 c.p.c. deve ritenersi privo di effetti giuridici in quanto emanato dal giudice in carenza assoluta di potere giurisdizionale e non è quindi impugnabile con il ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost Cass. civ. sez. I 31 ottobre 2005 n. 21190

La convalida del trattenimento dello straniero espulso dal territorio dello Stato disposto dal questore ai sensi dell’art. 14 del D.L.vo 25 luglio 1998 n. 286 non è revocabile a norma dell’art. 742 c.p.c. in quanto tale norma non è invocabile tutte le volte che il provvedimento abbia come nel caso carattere decisorio e natura sostanziale di sentenza non rilevando in proposito il richiamo al procedimento in camera di consiglio espresso nell’art. 13 bis e la menzione negli artt. 13 e 14 dello stesso decreto degli artt. 737 ss. c.p.c.; né l’esclusione espressa della reclamabilità per i giudizi di espulsione (art. 13 bis del D.L.vo n. 286 del 1998 come modificato dall’art. 4 del D.L.vo 13 aprile 1999 n. 113) e non per quelli di convalida (art. 14 comma 6 del D.L.vo n. 286 del 1998) vale a consentire per implicito la reclamabilità di questi ultimi (la S.C. ha così annullato senza rinvio il provvedimento con il quale il tribunale aveva disposto su istanza dell’espulso la revoca del proprio precedente decreto di convalida) Cass. civ. sez. I 15 giugno 2004 n. 11268

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