Art. 720 bis – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Norme applicabili ai procedimenti in materia di amministrazione di sostegno

Articolo 720 bis - codice di procedura civile

(1) Ai procedimenti in materia di amministrazione di sostegno si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 712, 713, 716, 719 e 720.
Contro il decreto del giudice tutelare è ammesso reclamo alla corte d’appello a norma dell’articolo 739.
Contro il decreto della corte d’appello pronunciato ai sensi del secondo comma può essere proposto ricorso per cassazione.

Articolo 720 bis - Codice di Procedura Civile

(1) Ai procedimenti in materia di amministrazione di sostegno si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 712, 713, 716, 719 e 720.
Contro il decreto del giudice tutelare è ammesso reclamo alla corte d’appello a norma dell’articolo 739.
Contro il decreto della corte d’appello pronunciato ai sensi del secondo comma può essere proposto ricorso per cassazione.

Note

(1) Questo articolo è stato inserito dell’art. 17, comma 2, della L. 9 gennaio 2004, n. 6, a decorrere dal sessantesimo giorno dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 19 gennaio 2004.

Massime

La procedura di nomina dell’amministratore di sostegno presuppone una condizione attuale d’incapacità il che esclude la legittimazione a richiedere l’amministrazione di sostegno della persona che si trovi nella piena capacità psico-fisica ma non esige che la stessa versi in uno stato d’incapacità d’intendere o di volere essendo sufficiente che sia priva in tutto o in parte di autonomia per una qualsiasi “infermità” o “menomazione fisica” anche parziale o temporanea e non necessariamente mentale che la ponga nell’impossibilità di provvedere ai propri interessi; in tale ipotesi il giudice è tenuto in ogni caso a nominare un amministratore di sostegno poiché la discrezionalità attribuitagli dall’art. 404 c.c. ha ad oggetto solo la scelta della misura più idonea (amministrazione di sostegno inabilitazione interdizione) e non anche la possibilità di non adottare alcuna misura che comporterebbe la privazione per il soggetto incapace di ogni forma di protezione dei suoi interessi ivi compresa quella meno invasiva. (Nella fattispecie la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva rigettato la richiesta di nomina dell’amministratore di sostegno perché l’interessato affetto da una gravissima patologia comportante “shock” emorragici con rapida perdita della coscienza e compromissione delle funzioni vitali nonché difficoltà nell’eloquio tali da consentirgli di esprimersi esclusivamente mediante computer era tuttavia capace di intendere e di volere) Cass. civ. sez. I 15 maggio 2019 n. 12998

Nel caso in cui l’incarico di amministratore di sostegno sia conferito ad un avvocato il giudice tutelare può autorizzarlo a stare in giudizio personalmente ex art. 86 c.p.c. senza necessità che egli debba rilasciare procura alle liti ad altro difensore. Infatti la rappresentanza sostanziale conferita all’amministratore di sostegno con il decreto del giudice tutelare gli attribuisce ex art. 75 comma 2 c.p.c. anche il relativo potere processuale in quanto funzionale alla tutela delle situazioni sostanziali per le quali gli è stato attribuito il potere rappresentativo Cass. civ. sez. I 6 marzo 2019 n. 6518 

I provvedimenti di designazione sostituzione e revoca della persona chiamata a svolgere le funzioni di amministratore di sostegno hanno natura ordinatoria ed amministrativa e la competenza a decidere sul reclamo spetta al tribunale in funzione collegiale ai sensi dell’art. 739 c.p.c. essendo irrilevante che la designazione sia avvenuta contestualmente all’apertura dell’amministrazione di sostegno. Peraltro è ammissibile il regolamento di competenza d’ufficio anche in sede di gravame in quanto la proposizione dell’impugnazione davanti al giudice diverso da quello indicato dalla legge è idonea alla instaurazione di un valido rapporto processuale suscettibile di proseguire davanti al giudice competente per effetto della “translatio judicii” Cass. civ. sez. VI-I 12 dicembre 2018 n. 32071 

In tema di amministrazione di sostegno la competenza territoriale si radica con riferimento alla dimora abituale del beneficiario e non alla sua residenza in considerazione della necessità che egli interloquisca con il giudice tutelare il quale deve tener conto nella maniera più efficace e diretta dei suoi bisogni e richieste anche successivamente alla nomina dell’amministratore; né opera in tal caso il principio della “perpetuatio iurisdictionis” trattandosi di giurisdizione volontaria non contenziosa onde rileva la competenza del giudice nel momento in cui debbono essere adottati determinati provvedimenti sulla base di una serie di sopravvenienze Cass. civ. sez. VI 11 ottobre 2017 n. 23772

Nei procedimenti in tema di amministrazione di sostegno avverso il decreto con cui il giudice tutelare si sia pronunciato sulla domanda proposta dall’amministratore di sostegno di autorizzazione ad esprimere in nome e per conto dell’amministrato il consenso o il rifiuto alla sottoposizione a terapie mediche è sempre ammesso il reclamo alla corte d’appello ai sensi dell’art. 720-bis comma 2 c.p.c. trattandosi di provvedimento definitivo avente natura decisoria su diritti soggettivi personalissimi (Principio enunciato dalla S.C. ex art. 360 comma 3 c.p.c.) Cass. civ. sez. I 7 giugno 2017 n. 14158 

In tema di procedimento per la nomina di amministratore di sostegno la mancata partecipazione del P.M. ad entrambi i gradi di merito comporta la cassazione del decreto della corte di appello e la remissione del giudizio dinanzi al giudice di primo grado atteso che in tale procedimento l’intervento del P.M. il quale è titolare anche del relativo potere di azione ai sensi del combinato disposto degli artt. 406 comma 1 e 417 c.c. rientra nell’ipotesi di cui all’art. 70 comma 1 n. 1 c.p.c. che è norma attinente alla disciplina del contraddittorio e pertanto dà luogo ad un litisconsorzio necessario Cass. civ. Sezioni Unite 18 gennaio 2017 n. 1093

In tema di nomina dell’amministratore di sostegno nel caso di collocamento del beneficiario in casa di cura ove non ricorra prova della natura non transitoria del ricovero e della volontà dello stesso di ricollocare ivi il centro dei propri interessi e delle proprie relazioni personali la competenza per territorio spetta al giudice tutelare del luogo in cui la persona interessata si presume abbia ancora la propria abituale dimora Cass. civ. sez. VI 18 novembre 2016 n. 23571

Il decreto della corte d’appello che nega l’apertura dell’amministrazione di sostegno è ricorribile per cassazione Cass. civ. sez. VI-I ord. 20 luglio 2016 n. 14983

In tema di nomina dell’amministratore di sostegno la competenza per territorio spetta al giudice tutelare del luogo in cui la persona interessata abbia stabile residenza o domicilio; pertanto le risultanze anagrafiche non assurgono a dato preminente se vengono superate da evenienze di fatto conclamanti un diverso effettivo domicilio della persona nel cui interesse si chiede l’apertura del procedimento Cass. civ. sez. VI 2 luglio 2013 n. 16544

Nella procedura per la istituzione di un’amministrazione di sostegno che consiste in un procedimento unilaterale non esistono parti necessarie al di fuori del beneficiario dell’amministrazione; non è pertanto configurabile una ipotesi di litisconsorzio necessario tra i soggetti partecipanti al giudizio innanzi al tribunale anche perché l’art. 713 c.p.c. cui rinvia l’art. 720 bis dello stesso codice espressamente limita la partecipazione necessaria al procedimento al ricorrente al beneficiario e alle altre persone tra quelle indicate in ricorso le cui informazioni il giudice ritenga utili ai fini dei provvedimenti da adottare Cass. civ. sez. I 5 giugno 2013 n. 14190 

Il procedimento per la nomina dell’amministratore di sostegno il quale si distingue per natura struttura e funzione dalle procedure di interdizione e di inabilitazione non richiede il ministero del difensore nelle ipotesi da ritenere corrispondenti al modello legale tipico in cui l’emanando provvedimento debba limitarsi ad individuare specificamente i singoli atti o categorie di atti in relazione ai quali si richiede l’intervento dell’amministratore; necessita per contro detta difesa tecnica ogni qualvolta il decreto che il giudice ritenga di emettere sia o non corrispondente alla richiesta dell’interessato incida sui diritti fondamentali della persona attraverso la previsione di effetti limitazioni o decadenze analoghi a quelli previsti da disposizioni di legge per l’interdetto o l’inabilitato per ciò stesso incontrando il limite del rispetto dei principi costituzionali in materia di diritto di difesa e del contraddittorio Cass. civ. sez. I 20 marzo 2013 n. 6861

 

L’art. 720 bis secondo comma c.p.c. nel disciplinare il procedimento per la nomina dell’amministratore di sostegno prevede espressamente che il reclamo contro il decreto con cui il giudice tutelare si pronuncia in ordine alla relativa istanza sia proposto non dinnanzi al tribunale bensì alla corte d’appello disposizione che pertanto prevale avendo carattere speciale su quella generale risultante dagli artt. 739 c.p.c. e 45 disp. att. c.c Cass. civ. sez. VI 29 ottobre 2012 n. 18634 

È inammissibile il ricorso per cassazione avverso i provvedimenti emessi in sede di reclamo in tema di designazione o nomina di un amministratore di sostegno trattandosi di un provvedimenti distinti logicamente e tecnicamente da quelli che dispongono l’amministrazione e che vengono emanati in applicazione dell’art. 384 c.c. (richiamato dal successivo art. 411 primo comma c.c.) dovendo invero limitarsi la facoltà di ricorso concessa dall’art. 720 bis ultimo comma c.p.c. ai decreti di carattere decisorio quali quelli che dispongono l’apertura o la chiusura dell’amministrazione assimilabili per loro natura alle sentenze emesse in materia di interdizione ed inabilitazione mentre tale facoltà non si estende ai provvedimenti a carattere gestorio Cass. civ. sez. VI 23 giugno 2011 n. 13747

Il procedimento di nomina e regolamentazione dell’amministrazione di sostegno delineato dagli artt. da 404 a 413 c.c. e dall’art. 720 bis c.p.c. a seguito della legge 9 gennaio 2004 n. 6 è dotato di una sua autonomia e peculiarità che esclude l’applicazione in via di interpretazione estensiva di norme diverse da quelle espressamente richiamate. Pertanto nel caso di residenza dell’amministratore diversa da quella del beneficiato non è applicabile l’art. 343 comma 2 c.c. che consente il trasferimento della tutela del minore nel circondario dove il tutore ha il proprio domicilio in quanto non specificamente richiamato dalle norme sull’amministrazione di sostegno Cass. civ. sez. I 16 novembre 2007 n. 23743

 

Istituti giuridici

Novità giuridiche