Art. 714 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Istruzione preliminare

Articolo 714 - codice di procedura civile

All’udienza, il giudice istruttore, con l’intervento del pubblico ministero, procede all’esame (419 c.c.) dell’interdicendo o dell’inabilitando, sente il parere delle altre persone citate, interrogandole sulle circostanze che ritiene rilevanti ai fini della decisione e può disporre anche d’ufficio l’assunzione di ulteriori informazioni, esercitando tutti i poteri istruttori previsti nell’art. 419 c.c.

Articolo 714 - Codice di Procedura Civile

All’udienza, il giudice istruttore, con l’intervento del pubblico ministero, procede all’esame (419 c.c.) dell’interdicendo o dell’inabilitando, sente il parere delle altre persone citate, interrogandole sulle circostanze che ritiene rilevanti ai fini della decisione e può disporre anche d’ufficio l’assunzione di ulteriori informazioni, esercitando tutti i poteri istruttori previsti nell’art. 419 c.c.

Massime

Nel giudizio di interdizione la mancata partecipazione del Pubblico Ministero all’esame personale dell’interdicendo non determina la nullità della sentenza una volta che siano state osservate le norme che ne impongono a pena di nullità l’intervento necessario. La reiterata previsione di intervento personale di cui agli artt. 714 e 715 c.p.c. non può essere letta come introduttiva di una imposizione di presenza condizionante la stessa validità del rapporto processuale ma solo come previsione di una presenza – tanto nell’aula di udienza quanto in ambiente esterno – qualificata dall’interesse pubblico ed autorizzata alla partecipazione attiva all’indagine personale quand’anche la partecipazione al processo non si sia (ancora) tradotta in una comparsa di costituzione Cass. civ. sez. I 1 dicembre 2000 n. 15346

L’intervento del pubblico ministero all’esame dell’interdicendo o dell’inabilitando costituisce – in considerazione delle conseguenze che il procedimento è diretto ad avere a tutela degli interessi dell’interdicendo o dell’inabilitando con possibile incidenza sullo status della persona e sui suoi diritti fondamentali – un atto dovuto per l’ufficio del pubblico ministero e nessun margine di discrezionalità gli è attribuito al riguardo stante la previsione di cui agli artt. 714 e 715 c.p.c.; con la conseguenza che ove la sua partecipazione non abbia luogo si verifica una nullità insanabile a norma dell’art. 158 c.p.c. il quale comminando tale nullità in relazione ai vizi relativi all’intervento del pubblico ministero rende nullo l’esame dell’interdicendo o dell’inabilitando. Peraltro detto vizio non colpisce né gli atti processuali antecedenti né gli atti istruttori successivi indipendenti da tale atto; cosicché quantunque la sentenza di interdizione o di inabilitazione vada annullata per essere stata emessa senza il valido compimento dell’esame il giudice del gravame deve procedere alla rinnovazione di tale atto ai sensi dell’art. 354 ultimo comma c.p.c. e decidere la causa nel merito Cass. civ. sez. I 17 luglio 2003 n. 11175 

L’esame dell’interdicendo da parte del giudice istruttore che procede all’istruzione preliminare nel giudizio di interdizione ha nei limiti delle conoscenze medico-legali richieste al giudice solo funzione orientativa per il giudice stesso ai fini della istruttoria e della valutazione dell’opportunità di provvedere alla nomina di un tutore provvisorio all’interdicendo e quali che ne siano i risultati rimane superato dalle statuizioni della sentenza che all’esito delle valutazioni cliniche specialistiche di consulenti tecnici ritenute necessarie e senza omettere la specifica e diretta valutazione di quanto sia risultato dall’esame diretto dell’interdicendo dichiari l’interdizione Cass. civ. sez. I 20 febbraio 1984 n. 1206

L’esame diretto dell’inabilitando da parte del giudice istruttore costituisce un presupposto per la pronuncia ed il mezzo di prova più importante e rilevante tanto che il giudice può trarre anche solo da esso gli elementi utili per la propria decisione Cass. civ. sez. I 7 luglio 1971 n. 2078.

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