Art. 709 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Notificazione dell'ordinanza e fissazione dell'udienza

Articolo 709 - codice di procedura civile

L’ordinanza con la quale il presidente fissa l’udienza di comparizione davanti al giudice istruttore è notificata a cura dell’attore al convenuto non comparso, nel termine perentorio stabilito nell’ordinanza stessa, ed è comunicata al pubblico ministero.
Tra la data dell’ordinanza, ovvero tra la data entro cui la stessa deve essere notificata al convenuto non comparso, e quella dell’udienza di comparizione e trattazione devono intercorrere i termini di cui all’articolo 163 bis ridotti a metà.
Con l’ordinanza il presidente assegna altresì termine al ricorrente per il deposito in cancelleria di memoria integrativa, che deve avere il contenuto di cui all’articolo 163, terzo comma, numeri 2), 3), 4), 5) e 6), e termine al convenuto per la costituzione in giudizio ai sensi degli articoli 166 e 167, primo e secondo comma, nonché per la proposizione delle eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d’ufficio. L’ordinanza deve contenere l’avvertimento al convenuto che la costituzione oltre il suddetto termine implica le decadenze di cui all’articolo 167 e che oltre il termine stesso non potranno più essere proposte le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d’ufficio.
I provvedimenti temporanei ed urgenti assunti dal presidente con l’ordinanza di cui al terzo comma dell’articolo 708 possono essere revocati o modificati dal giudice istruttore. (1)

Articolo 709 - Codice di Procedura Civile

L’ordinanza con la quale il presidente fissa l’udienza di comparizione davanti al giudice istruttore è notificata a cura dell’attore al convenuto non comparso, nel termine perentorio stabilito nell’ordinanza stessa, ed è comunicata al pubblico ministero.
Tra la data dell’ordinanza, ovvero tra la data entro cui la stessa deve essere notificata al convenuto non comparso, e quella dell’udienza di comparizione e trattazione devono intercorrere i termini di cui all’articolo 163 bis ridotti a metà.
Con l’ordinanza il presidente assegna altresì termine al ricorrente per il deposito in cancelleria di memoria integrativa, che deve avere il contenuto di cui all’articolo 163, terzo comma, numeri 2), 3), 4), 5) e 6), e termine al convenuto per la costituzione in giudizio ai sensi degli articoli 166 e 167, primo e secondo comma, nonché per la proposizione delle eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d’ufficio. L’ordinanza deve contenere l’avvertimento al convenuto che la costituzione oltre il suddetto termine implica le decadenze di cui all’articolo 167 e che oltre il termine stesso non potranno più essere proposte le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d’ufficio.
I provvedimenti temporanei ed urgenti assunti dal presidente con l’ordinanza di cui al terzo comma dell’articolo 708 possono essere revocati o modificati dal giudice istruttore. (1)

Note

(1) Gli articoli da 706 a 709 sono stati così sostituiti dagli attuali articoli da 706 a 709 bis, dall’art. 2, comma 3, lett. e ter), del D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, nella L. 14 maggio 2005, n. 80.
A norma dell’art. 2, comma 3
quinquies, dello stesso provvedimento, come modificato dall’art. 1, comma 6, della L. 28 dicembre 2005, n. 263 e dall’art. 39 quater del D.L. 30 dicembre 2005, n. 273, convertito, con modificazioni, nella L. 23 febbraio 2006, n. 51, questa disposizione entra in vigore il 1° marzo 2006 e si applica ai procedimenti instaurati successivamente a tale data.

Massime

In materia di separazione personale dei coniugi la domanda di addebito della separazione può essere introdotta per la prima volta con la memoria integrativa di cui all’art. 709 comma 3 c.p.c. in ragione della natura bifasica del giudizio per cui alla finalità conciliativa propria della fase innanzi al presidente del tribunale segue nell’infruttuosità della prima quella contenziosa dinanzi al giudice istruttore introdotta in applicazione di un sistema di norme processuali che mutua per contenuti e scansioni le forme del giudizio ordinario di cognizione il tutto nell’ambito di una più ampia procedura segnata nel passaggio tra la fase di conciliazione dei coniugi e quella contenziosa da una progressiva formazione della “vocatio in ius” Cass. civ. sez. I 28 giugno 2019 n. 17590

La memoria integrativa ex art. 709 c.p.c. depositata dal ricorrente nel termine assegnato nell’ordinanza presidenziale ove contenga domande nuove deve a pena di inammissibilità della domanda essere notificata al convenuto che non sia costituito in giudizio al momento del deposito della memoria in applicazione del principio generale stabilito dall’art. 292 c.p.c. secondo cui è necessaria la notificazione delle domande nuove alla parte non costituita. Cass. civ. sez. I 26 giugno 2018 n. 16858

Nell’ambito del procedimento di separazione personale dei coniugi i provvedimenti adottati dal giudice istruttore ex art. 709 ultimo comma cod. proc. civ. di modifica o di revoca di quelli presidenziali non sono reclamabili poiché è garantita l’effettività della tutela delle posizioni soggettive mediante la modificabilità e la revisione a richiesta di parte dell’assetto delle condizioni separative e divorzili anche all’esito di una decisione definitiva piuttosto che dalla moltiplicazione di momenti di riesame e controllo da parte di altro organo giurisdizionale nello svolgimento del giudizio a cognizione piena Cass. civ. sez. VI-I 4 luglio 2014 n. 15416

Nel giudizio di separazione personale dei coniugi non è configurabile un generale potere-dovere del giudice di disporre d’ufficio mezzi istruttori essendo al giudice consentito di derogare alle regole generali sull’onere della prova solo nei casi in cui tale deroga sia giustificata da finalità di ordine pubblicistico che ricorrono nell’ipotesi di provvedimenti relativi all’affidamento dei figli ed al contributo al loro mantenimento ai sensi dell’art. 155 settimo comma c.c. ma non anche nell’ipotesi in cui si intenda dare dimostrazione della esistenza di comportamenti di uno dei coniugi contrari ai doveri derivanti dal matrimonio Cass. civ. sez. I 10 ottobre 2007 n. 21293 

Nel giudizio di separazione personale dei coniugi la domanda di addebito è ritualmente proposta con la comparsa di risposta nel giudizio di primo grado senza che rilevi la circostanza che in un ricorso poi abbandonato con il quale la stessa parte aveva precedentemente chiesto la separazione personale dal coniuge non fosse stata proposta domanda di addebito; la decadenza maturata in tale diverso giudizio ha difatti valenza unicamente processuale (in relazione alle preclusioni nascenti dalla disciplina dettata dall’art. 183 c.p.c.) e non anche sostanziale sicchè non impedisce la proposizione della domanda di addebito in un diverso processo Cass. civ. sez. I 2 luglio 2007 n. 14974

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