Art. 691 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Contravvenzione al divieto del giudice

Articolo 691 - codice di procedura civile

Se la parte alla quale è fatto divieto di compiere l’atto dannoso (1172 c.c.) o di mutare lo stato di fatto (1171 c.c.) contravviene all’ordine, il giudice, su ricorso della parte interessata, può disporre con ordinanza (134) che le cose siano rimesse al pristino stato a spese del contravventore (612; 382 c.p.).

Articolo 691 - Codice di Procedura Civile

Se la parte alla quale è fatto divieto di compiere l’atto dannoso (1172 c.c.) o di mutare lo stato di fatto (1171 c.c.) contravviene all’ordine, il giudice, su ricorso della parte interessata, può disporre con ordinanza (134) che le cose siano rimesse al pristino stato a spese del contravventore (612; 382 c.p.).

Massime

L’art. 691 c.p.c. in tema di inosservanza del provvedimento del giudice riguarda la sola disciplina dei procedimenti di denuncia di nuova opera e di danno temuto e non è pertanto applicabile in ipotesi di mancata esecuzione di un’ordinanza di reintegrazione nel possesso richiamandosi per i procedimenti possessori le norme di cui agli artt. 669 bis e segg. c.p.c. nei limiti della compatibilità Cass. civ. sez. II 16 gennaio 2013 n. 950

Nel procedimento di denuncia di nuova opera il provvedimento reso dal pretore ai sensi dell’art. 691 c.p.c. ove venga dedotta l’inosservanza di ordine cautelare in precedenza impartito non ha carattere decisorio e non è quindi impugnabile con il ricorso per cassazione ex art. 111 della Costituzione salvo che nella parte in cui nonostante la configurabilità di soccombenza in senso proprio a conclusione di una fase processuale di tipo interinale abbia indebitamente pronunciato sulle spese Cass. civ. sez. II 12 febbraio 1993 n. 1779

Qualora dopo che il pretore abbia emesso l’ordinanza sospensiva della nuova opera il giudizio di merito sia stato instaurato dinanzi al tribunale competente il potere di emettere l’ordinanza di riduzione in pristino ex art. 691 c.p.c. spetta esclusivamente al tribunale stesso; può invece ammettersi che il pretore possa conoscere delle eventuali violazioni durante quel termine perentorio che egli ha fissato per la riassunzione della causa di merito poiché in quell’intervallo di tempo deve pur esservi un giudice cui si possa ricorrere per assicurare la conservazione dello stato di fatto; ma una volta operata la riassunzione della causa è soltanto il giudice di questa che può emettere provvedimenti che necessariamente incidono sull’oggetto di essa. La competenza per valore e per territorio ad emettere il decreto ingiuntivo per il rimborso delle spese anticipate dall’istante ai fini dell’esecuzione di un provvedimento di rimessione al pristino stato emanato ai sensi dell’art. 691 c.p.c. in un procedimento di denunzia di nuova opera si determina secondo le norme ordinarie indipendentemente dalla competenza ad emanare detto provvedimento sicché l’eventuale vizio di incompetenza che infici quest’ultimo non può essere dedotto in sede di opposizione al decreto ingiuntivo Cass. civ. sez. II 12 dicembre 1980 n. 6410.

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