Art. 678 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Esecuzione del sequestro conservativo sui mobili

Articolo 678 - codice di procedura civile

Il sequestro conservativo sui mobili e sui crediti si esegue secondo le norme stabilite per il pignoramento presso il debitore (513 ss.) o presso terzi (543 ss.). In quest’ultimo caso il sequestrante deve, con l’atto di sequestro, citare il terzo a comparire davanti al tribunale del luogo di residenza del terzo stesso per rendere la dichiarazione di cui all’art. 547. Il giudizio sulle controversie relative all’accertamento dell’obbligo del terzo (549) è sospeso fino all’esito di quello sul merito, a meno che il terzo non chieda l’immediato accertamento dei propri obblighi.
Se il credito è munito di privilegio (2751 ss., 2769 c.c.) sugli oggetti da sequestrare, il giudice può provvedere, nei confronti del terzo detentore, a norma del secondo comma dell’articolo precedente.
Si applica l’art. 610 se nel corso dell’esecuzione del sequestro sorgono difficoltà che non ammettono dilazione.

Articolo 678 - Codice di Procedura Civile

Il sequestro conservativo sui mobili e sui crediti si esegue secondo le norme stabilite per il pignoramento presso il debitore (513 ss.) o presso terzi (543 ss.). In quest’ultimo caso il sequestrante deve, con l’atto di sequestro, citare il terzo a comparire davanti al tribunale del luogo di residenza del terzo stesso per rendere la dichiarazione di cui all’art. 547. Il giudizio sulle controversie relative all’accertamento dell’obbligo del terzo (549) è sospeso fino all’esito di quello sul merito, a meno che il terzo non chieda l’immediato accertamento dei propri obblighi.
Se il credito è munito di privilegio (2751 ss., 2769 c.c.) sugli oggetti da sequestrare, il giudice può provvedere, nei confronti del terzo detentore, a norma del secondo comma dell’articolo precedente.
Si applica l’art. 610 se nel corso dell’esecuzione del sequestro sorgono difficoltà che non ammettono dilazione.

Massime

In tema di esecuzione di sequestro conservativo di crediti regolata dalle norme sul pignoramento presso terzi l’ordinanza del giudice che dichiara la propria competenza e raccoglie la dichiarazione positiva del terzo non assume valore di sentenza sulla competenza sicchè non è impugnabile con il regolamento di competenza ma solo con l’opposizione agli atti esecutivi Cass. civ. sez. VI-III 8 ottobre 2014 n. 21255 

Il sequestro conservativo a norma dell’art. 678 cod. proc. civ. a sua volta richiamato dall’art. 669 duodecies cod. proc. civ. si esegue secondo le norme stabilite per il pignoramento dei beni che ne sono oggetto. Ne consegue che nel caso di quote di società a responsabilità limitata ai sensi dell’art. 2471 primo comma cod. civ. nel testo modificato dal d.lgs. 17 gennaio 2003 n. 6 il sequestro si esegue non già nelle forme del pignoramento presso terzi ma a mezzo dell’iscrizione del provvedimento nel registro delle imprese senza che sia assolutamente necessaria la notifica al debitore o alla società quando quest’ultima sia stata parte del procedimento cautelare Cass. civ. sez. I 18 giugno 2014 n. 13903 

In tema di esecuzione di sequestro conservativo dei crediti ove il provvedimento sia stato autorizzato dal Presidente della Sezione regionale della Corte dei conti sussiste la giurisdizione del tribunale ordinario a ricevere la dichiarazione del terzo “debitor debitoris” dovendosi applicare ai sensi dell’art. 678 c.p.c. per l’esecuzione della suddetta misura cautelare le norme stabilite per il pignoramento presso terzi Cass. civ. Sezioni Unite 28 luglio 2009 n. 17471 

In caso di sequestro conservativo presso terzi ricadente su un credito che si esegue nelle forme del pignoramento presso terzi nel giudizio di cognizione che segue alla mancata o contrastata dichiarazione del terzo pignorato unico soggetto legittimato a contestare la sufficienza della somma pagata dal terzo al suo creditore prima del pignoramento ad estinguere la sua obbligazione è il creditore sequestrato.(Nella specie la S.C. ha confermato sul punto la sentenza di merito secondo la quale il sequestrante un credito assicurativo quale terzo estraneo al contratto di assicurazione non poteva sindacare l’efficacia esaustiva del pagamento effettuato in favore della parte assicurata unico soggetto legittimato a contestare la somma offerta a titolo indennizzatorio in base al rischio assicurato) Cass. civ. sez. III 11 maggio 2007 n. 10841

In tema di esecuzione del sequestro conservativo dei crediti la previsione di cui all’art. 678 c.p.c. – secondo la quale il giudizio relativo all’accertamento dell’obbligo del terzo resta sospeso sino all’esito di quello sulla convalida del sequestro e sul merito a meno che il terzo non abbia richiesto l’immediato accertamento dei propri obblighi – è improntata allo scopo di evitare non la contraddittorietà o il conflitto di giudicati ma l’eventualità che il processo ex art. 548 c.p.c. si svolga inutilmente sicché l’esito positivo del giudizio sulla convalida del sequestro e sul merito creditorio realizza una condizione di procedibilità della domanda incidentale di accertamento dell’obbligo del terzo. Ne consegue che quando a fronte della dichiarazione negativa di quantità il sequestrante abbia formulato istanza di accertamento dell’obbligo del terzo ricorre un’ipotesi di sospensione ex lege dell’azione e non occorre alcun apposito provvedimento da parte del giudice al quale il terzo abbia reso la sua dichiarazione. Cass. civ. sez. III 27 maggio 2003 n. 8391

Sia nell’espropriazione presso terzi che nel sequestro conservativo presso terzi (art. 678 c.p.c. che richiama implicitamente il precedente art. 548) l’ambito del giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo è circoscritto rigorosamente all’accertamento dell’esistenza e dell’ammontare del credito oggetto dell’esecuzione o del sequestro restando esclusa ogni diversa questione come quella concernente il diritto o la situazione del creditore esecutante o sequestrante Cass. civ. sez. I 25 novembre 1995 n. 12225

Il disposto dell’art. 678 c.p.c. – secondo cui in caso di sequestro di crediti il giudice della convalida e dell’accertamento dell’obbligo del terzo è unico e decide con la stessa sentenza – non esclude che in base ai principi generali in tema di decisione su alcune soltanto delle più domande cumulate (artt. 277 e 279 n. 4 c.p.c.) e di interesse ad agire (art. 100 stesso codice) il terzo possa vantare un interesse siffatto con riguardo allo accertamento negativo del proprio obbligo anche nel caso in cui sia stata dichiarata l’inefficacia del sequestro per violazione delle norme processuali che presiedono alla sua esecuzione in quanto in relazione alla concreta posizione definitiva assunta dal terzo stesso nell’escludere la sussistenza del suo debito il motivo soltanto formale della pronunzia sulla misura cautelare non esaurisce tutti gli aspetti delle questioni controverse e non può di conseguenza precludere l’esame dell’istanza del presunto debitore diretto alla cognizione su di un rapporto che assume autonoma rilevanza rispetto all’azione cautelare Cass. civ. sez. I 3 luglio 1993 n. 7307.

 

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