Art. 625 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Procedimento

Articolo 625 - codice di procedura civile

Sull’istanza per la sospensione del processo di cui all’articolo precedente, il giudice della esecuzione provvede con ordinanza (487), sentite le parti (485).
Nei casi urgenti, il giudice può disporre la sospensione con decreto (135), nel quale fissa l’udienza di comparizione delle parti. All’udienza provvede con ordinanza.

Articolo 625 - Codice di Procedura Civile

Sull’istanza per la sospensione del processo di cui all’articolo precedente, il giudice della esecuzione provvede con ordinanza (487), sentite le parti (485).
Nei casi urgenti, il giudice può disporre la sospensione con decreto (135), nel quale fissa l’udienza di comparizione delle parti. All’udienza provvede con ordinanza.

Massime

In tema di sospensione dell’esecuzione forzata, il decreto emesso in via di urgenza, ai sensi dell’art. 625, secondo comma, cod. proc. civ., esaurisce la sua funzione con l’emanazione della successiva ordinanza pronunciata nel contraddittorio delle parti, i cui effetti è volto ad assicurare; conseguentemente, quando la suddetta ordinanza è emanata, viene meno l’interesse all’impugnazione del decreto suddetto. Cass. Civ. Sez. III, sentenza del 29 gennaio 2010, n. 2042

Il decreto emesso in via d’urgenza dal giudice dell’esecuzione in ordine alla sospensione del processo é, in linea di principio, impugnabile per vizi propri; tuttavia, l’interesse all’impugnazione del detto provvedimento viene meno quando si é svolta la fase successiva nel contraddittorio delle parti con l’emanazione dell’ordinanza di cui all’art. 625, primo comma, cod. proc. civ. Cass. Civ. Sez. III, sentenza del 9 luglio 2008, n. 18856

Nell’ipotesi in cui con il medesimo atto sia stata proposta opposizione a precetto e istanza di sospensione, il creditore si sia costituito all’udienza fissata per la discussione dell’istanza di sospensione e al suo procuratore costituito sia stato comunicato sia il provvedimento di rigetto dell’istanza che la fissazione dell’udienza di discussione della causa di opposizione, il contraddittorio deve ritenersi regolarmente costituito essendosi il creditore opposto già costituito nell’ambito della vicenda processuale in corso e non essendo perciò necessario procedere alla notificazione nei suoi confronti del ricorso di opposizione a precetto e del decreto di fissazione d’udienza. Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 14813 del 3 ottobre 2003

Il decreto con il quale il giudice dell’esecuzione accordi la sospensione della stessa nei casi urgenti ha la esclusiva funzione di assicurare gli effetti del provvedimento che sarà adottato, nel contraddittorio delle parti, con successiva ordinanza, per effetto della quale il decreto suddetto (contro il quale non sia stata già proposta opposizione) cessa di essere opponibile, per aver esaurito i suoi effetti, essendo la eventuale sospensione del processo da ricollegarsi al provvedimento ordinatorio temporalmente susseguente. Ne consegue che la nullità del predetto decreto non rappresenta il riflesso d’una situazione invalidante propria del processo come tale (e, quindi, idonea ad inficiare ogni atto successivo, sino alla sua definitiva rimozione), integrando, al contrario, gli estremi di una fattispecie di invalidità ad esso limitata, con la conseguenza che, non proposta specifica opposizione avverso tale decreto, la relativa nullità non può ritenersi comunicata all’ordinanza contro cui, proprio per quel motivo, l’opposizione sia stata erroneamente proposta. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 6665 del 19 luglio 1997

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