Art. 593 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Rendiconto

Articolo 593 - codice di procedura civile

L’amministratore, nel termine fissato dal giudice dell’esecuzione (484), e in ogni caso alla fine di ciascun trimestre, deve presentare in cancelleria il conto della sua gestione (560) e depositare le rendite disponibili (594) nei modi stabiliti dal giudice (521).
Al termine della gestione l’amministratore deve presentare il rendiconto finale (178 att.).
I conti parziali e quello finale debbono essere approvati dal giudice. Questi, con ordinanza non impugnabile (487), risolve le contestazioni che sorgono in merito ad essi applicando le disposizioni degli artt. 263 e seguenti (560).

Articolo 593 - Codice di Procedura Civile

L’amministratore, nel termine fissato dal giudice dell’esecuzione (484), e in ogni caso alla fine di ciascun trimestre, deve presentare in cancelleria il conto della sua gestione (560) e depositare le rendite disponibili (594) nei modi stabiliti dal giudice (521).
Al termine della gestione l’amministratore deve presentare il rendiconto finale (178 att.).
I conti parziali e quello finale debbono essere approvati dal giudice. Questi, con ordinanza non impugnabile (487), risolve le contestazioni che sorgono in merito ad essi applicando le disposizioni degli artt. 263 e seguenti (560).

Massime

In base a un principio generale dell’ordinamento, chi esercita una gestione o svolge un’attività nell’interesse di altri ha il dovere di soggiacere al controllo di questi e, quindi, di rendere il conto, portando a conoscenza, secondo il principio della buona fede, gli atti posti in essere, particolarmente quelli dai quali scaturiscono partite di dare e avere; pertanto, le specifiche ipotesi di obbligo di rendiconto individuate dal legislatore non hanno carattere tassativo e il rendiconto può essere richiesto in tutti i casi in cui da un rapporto di natura sostanziale discende il dovere, legale o negoziale, di una delle parti di far conoscere il risultato della propria attività, in quanto influente nella sfera patrimoniale altrui. Cass. Civ. Sez. III, sentenza del 22 settembre 2017, n. 22063

Il provvedimento con cui il giudice dell’esecuzione risolve contestazioni sul rendiconto presentato dal custode può essere direttamente impugnato con ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost. se incide su diritti soggettivi, poiché, secondo il disposto dell’art. 593 cod. proc. civ., i provvedimenti che il suddetto giudice adotta in sede di approvazione del conto non sono altrimenti impugnabili. Cass. Civ. Sez. III, sentenza del 7 ottobre 2005, n. 19652

In tema di sequestro giudiziario e nella ipotesi in cui il giudice imponga al custode o all’amministratore giudiziario l’obbligo di rendiconto, l’ordinanza di approvazione del rendiconto non è impugnabile e non è neppure ricorribile per cassazione ex art. 111 Cost., difettando del requisito della decisorietà e definitività, giacché non contiene statuizioni dirette a dirimere un contenzioso tra le parti, ma si caratterizza come atto di amministrazione nell’ambito dei poteri di verifica e di controllo del giudice sull’opera del custode o dell’amministratore giudiziario, tanto che le eventuali responsabilità di questi ultimi possono farsi valere in un autonomo giudizio dalla parte che risulti titolare del diritto controverso ed oggetto del provvedimento cautelare. Cass. Civ. Sez. II, sentenza del 17 dicembre 2004, n. 23465

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