Art. 579 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Persone ammesse agli incanti

Articolo 579 - codice di procedura civile

Salvo quanto è disposto nell’articolo seguente, ognuno, eccetto il debitore (1471 c.c.), è ammesso a fare offerte all’incanto (604).
Le offerte debbono essere fatte personalmente o a mezzo di mandatario (1703 ss. c.c.) munito di procura speciale.
I procuratori legali (83) possono fare offerte per persone da nominare (583; 1401 c.c.; 658, 660 c.n.).

Articolo 579 - Codice di Procedura Civile

Salvo quanto è disposto nell’articolo seguente, ognuno, eccetto il debitore (1471 c.c.), è ammesso a fare offerte all’incanto (604).
Le offerte debbono essere fatte personalmente o a mezzo di mandatario (1703 ss. c.c.) munito di procura speciale.
I procuratori legali (83) possono fare offerte per persone da nominare (583; 1401 c.c.; 658, 660 c.n.).

Massime

In tema di espropriazione forzata, il divieto di acquisto previsto, a pena di nullità, dal combinato disposto del primo comma, n. 2, e del secondo comma dell’art. 1471 c.c. per il pubblico ufficiale relativamente ai beni venduti per suo ministero si applica ai soggetti che istituzionalmente concorrono o possono concorrere allo sviluppo della procedura esecutiva e, pertanto, tra gli altri, al giudice dell’esecuzione designato per la procedura e ai suoi sostituti istituzionali od occasionali – ossia ai magistrati appartenenti allo stesso ufficio che gli siano subentrati o possano subentrargli per uno o più atti della procedura stessa o per le azioni di cognizione ad essa collegate in forza di previsioni di legge o di tabella di organizzazione che chiaramente e univocamente li identifichino -, ma non si estende ai magistrati che, ancorché in servizio presso il tribunale che procede alla vendita, a meno di specifiche previsioni tabellari o di peculiari vicende in fatto, non siano stati, né potrebbero essere coinvolti o comunque interferire nel procedimento, così che la partecipazione all’asta da parte di questi ultimi, pur assumendo rilevanza ai fini della responsabilità disciplinare, non incide sulla validità dell’acquisto. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4149 del 13 febbraio 2019

In tema di espropriazione forzata immobiliare, il mandatario con procura speciale per la partecipazione all’incanto può compiere tutto il necessario per la realizzazione dell’incarico e può, quindi, anche opporsi alla richiesta di aumento di sesto, senza necessità di altra procura. Cass. Civ. Sez. III, sentenza del 9 giugno 1994, n. 5621

La norma di cui all’art. 579, terzo comma, cod. proc. civ., mentre attribuisce solo ai procuratori legali, e non ad altri, la legittimazione a fare offerte per persona da nominare nella vendita all’incanto disposta dal giudice dell’esecuzione, non esclude che gli stessi procuratori possono fare offerte in proprio, comportando, nel primo caso, l’inottemperanza all’obbligo di dichiarazione di nomina non la nullità dell’aggiudicazione bensì la definitività di questa a norma del procuratore stesso a norma del secondo comma dell’art. 583 cod. proc. civ. Cass. Civ. Sez. III, sentenza del 14 aprile 1994, n. 3518

Il procuratore legale, il quale abbia partecipato, in qualità di offerente per persona da nominare (art. 579 terzo comma cod. proc. civ.), alla vendita con incanto di immobile acquisito al fallimento, è legittimato ad impugnare in proprio, anziché nell’indicata qualifica, il provvedimento di aggiudicazione del bene in favore di altri, considerando che la nomina di un diverso soggetto, come effettivo autore dell’offerta, integra Esercizio di una facoltà. Cass. Civ. Sez. I, sentenza del 20 marzo 1990, n. 2312

In tema di vendita all’incanto di beni acquisiti al fallimento, il principio, secondo il quale le offerte, ivi incluse quelle in aumento del sesto, devono essere effettuate personalmente (artt. 579 e 584 c.p.c., applicabili in forza del richiamo dell’art. 105 della legge fallimentare), è rivolto a consentire all’ufficio la possibilità di identificare il soggetto autore della dichiarazione. L’inosservanza di quel principio, pertanto, non spiega effetti invalidanti, quando la suddetta esigenza risulti ugualmente assicurata (nella specie, trattandosi di offerta consegnata direttamente al curatore, durante uno sciopero dei cancellieri, e poi depositato in cancelleria da un incaricato del curatore medesimo). Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 2606 del 20 aprile 1985

La norma del primo comma dell’art. 579 c.p.c., per la quale, nel sistema di vendita forzata all’incanto, soltanto il debitore esecutato non è ammesso a fare offerte, è di carattere eccezionale e pertanto, non è analogicamente applicabile ad altre ipotesi. In tale sistema, inoltre, poiché il prezzo di acquisto è determinato oggettivamente dalla gara, è privo di rilievo il contrasto (comunque non deducibile dall’esecutato) fra l’interesse del creditore pignorante e dei creditori intervenuti alla realizzazione del maggior prezzo e l’interesse degli offerenti all’acquisto al minor prezzo. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 5526 del 23 ottobre 1982

In tema di espropriazione immobiliare non è affetta da nullità perché contra legem, la convenzione stipulata prima dell’incanto con la quale le parti stabiliscono che una sola di esse concorra, a spese comuni, all’asta del bene espropriato, con l’impegno di trasferire all’altra parte, in caso di aggiudicazione, la metà di detto bene, in quanto la legge, come non vieta che ad un incanto concorrano congiuntamente due o più soggetti, in vista di un comune interesse all’acquisto, così non vieta che uno od alcuni di costoro diano mandato ad uno dei cointeressati di partecipare all’asta anche in loro nome o nel loro interesse. Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 1814 del 20 marzo 1982

In tema di espropriazione forzata immobiliare, la previsione dell’art. 579 c.p.c. denegativa per il debitore esecutato dalla legittimazione di fare offerte all’incanto — che non integra un divieto dell’acquisto da parte del debitore — costituendo norma eccezionale rispetto alla regola stabilita dallo stesso art. 579 per la quale la legittimazione all’offerta compete ad «ognuno», non può trovare applicazione analogica per altre ipotesi od a altri soggetti non considerati in detta norma, neppure con riguardo al coniuge del debitore — ancorché sussista tra i coniugi il regime di comunione legale dei beni previsto dagli artt. 177 e ss. c.c. — sicché questi rientrando nell’ampia e onnicomprensiva categoria delineata dal richiamato art. 579 c.p.c., è ammesso a fare offerte per l’incanto ed offerta di aumento del sesto dopo la aggiudicazione, senza che rilevi il fatto che, per volontà della legge, l’effetto traslativo del bene — operato direttamente soltanto in capo a lui quale offerente aggiudicatario — si ripercuota per la metà nel patrimonio del debitore esecutato. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 605 del 2 febbraio 1982

A norma dell’art. 579 c.p.c. le offerte all’incanto debbono essere effettuate personalmente o per mezzo di mandatario munito di procura speciale, ricomprendendosi nella prima ipotesi ogni caso in cui la partecipazione dell’offerente è riconducibile ad una sua personale attività. Conseguentemente per le persone giuridiche tale collegamento è desumibile dalla normativa che ne regola il funzionamento e con riguardo alle società dalla preposizione institoria. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 2910 del 3 maggio 1980

L’art. 579 c.p.c. vieta, con una disposizione di stretta interpretazione, la partecipazione all’asta pubblica del solo debitore esecutato; pertanto, la partecipazione alla predetta asta di un soggetto, nella qualità di persona interposta del coniuge del debitore esecutato, non integra violazione del predetto divieto ove manchi la prova che all’accordo interpositorio — se fittizio — abbia partecipato anche il debitore, ovvero — se reale — sia correlato un mandato, di quest’ultimo al coniuge, per l’acquisto del bene, oggetto dell’esecuzione. Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4407 del 23 luglio 1979

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